L’aggressione a Costamagna
mette il Consiglio ko

CIVITANOVA - Scontro tra il presidente e Fabrizio Ciarapica che, accusato scarsa solidarietà, abbandona l'aula per protesta. Ci si accorge che manca il numero legale e la seduta viene chiusa. Increduli i vertici delle società partecipate su cui si doveva decidere. In apertura un ricordo degli attentati di Parigi con l'ascolto della Marsigliese

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Il consiglio comunale in piedi durante l’ascolto della Marsigliese per ricordare gli attentati di Parigi

ivo costamagna - civitanova - FDM

Il presidente del Consiglio Ivo Costamagna

di Marco Ribechi

(Foto di Federico De Marco)

Il presidente del Consiglio Costamagna passa alla controffensiva e parlando in aula dell’aggressione subita nei giorni scorsi, attacca senza mezzi termini Vince Civitanova. Poi non lascia la parola a  Fabrizio Ciarapica che, non potendo rispondere  si alza e se ne va furioso. Dopo mezz’ora ci si accorge che non c’è il numero legale per decidere e il consiglio comunale naufraga, tutti a casa. Non si è deciso nulla nell’assise di Civitanova ma di certo non sono mancati i colpi di scena. Eppure lo stesso sindaco Tommaso Corvatta aveva definito storica la decisione da prendere proprio in questa assemblea (leggi l’articolo) risultata invece inutile a causa dell’assenza di quattro consiglieri del Pd: Daniele Maria Angelini, Antonio Colucci, David Mariani e Giovanni Ribichini. Stupisce che la responsabilità del buco nell’acqua, di fronte ai vertici delle società cittadine, venga proprio dalla maggioranza vista l’importanza dei temi da trattare: razionalizzazione del numero delle partecipate e cessione di Gas Marca, riconoscimento dei debiti fuori bilancio e regolamento delle unioni civili, rimandato per l’ennesima volta.

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Tutti i presenti hanno omaggiato le vittime degli attentati

L’ANTEFATTO – L’assise si apre con una lunga e condivisa comunicazione del presidente Costamagna sui recenti attentati di Parigi. Nella sala tutti i presenti si alzano in piedi per omaggiare le vittime del terrorismo e viene intonata “La Marsigliese” come inno alla libertà. «Si apre una fase lunga e non felice – dice Costamagna – Che durerà. Si è voluto colpire la gente comune e gli atti suonano come una terza guerra mondiale. L’Italia e il mondo libero devono unirsi in una strategia di lotta all’Isis anche se sono convinto che le bombe non risolvono il problema. Il sangue genera sangue. E’ necessaria anche una condanna da parte dell’Islam moderato». Al discorso è seguito un applauso spontaneo e la promessa di un’iniziativa prima di Natale.


L’AGGUATO –
Dopo la premessa sulla situazione mondiale Costamagna inizia a parlare del pestaggio subito sabato (leggi l’articolo) e legge per intero il comunicato di Vince Civitanova in cui si nega qualsiasi solidarietà al presidente del consiglio (leggi l’articolo). «Sono stati i momenti più brutti della mia vita – dice il presidente – inerme con una donna anziana al mio fianco, non lo auguro a nessuno. Contro il mio aggressore presenterò una denuncia e la procura indagherà». Passa poi all’attacco di Vince Civitanova, rappresentata in aula da Fabrizio Ciarapica. «Non ho fatto il nome dell’aggressore, ho solo detto che appartiene all’estrema destra – incalza Costamagna – Il fascismo non è un’opinione ma un reato. Nonostante non ci sia nulla di provato Vince Civitanova ha sentito la necessità di inviare un comunicato che considero un capolavoro per come rovescia la realtà. Prendono le distanze dal fatto e mi accusano. Va letto». Al termine della lettura, intervallata da numerosi commenti, conclude: «Bisogna ripulire l’aria dall’odio generato dagli estremisti. Invito di nuovo i democratici ad unirsi, i simili con i simili. Solo così vincerà la Civitanova democratica e antifascista dove sono nato». Concluso il discorso è il consigliere Ciarapica a chiedere la parola che però gli viene negata perché il regolamento non ammette replica alle comunicazioni. Infuriato minaccia di andarsene facendo però il gioco del presidente del consiglio che risponde serafico: «Faccia come meglio crede». Ciarapica si alza e se ne va affidando poi a facebook il suo sfogo.

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La sala del consiglio semivuota al momento del conteggio

IL CONTEGGIO – Si passa così a trattare le mozioni all’ordine del giorno. E’ però il consigliere a 5 stelle Pier Paolo Pucci a mandare tutti a casa. Chiede il conteggio del numero legale che di fatto non c’è. Costamagna non può far altro che esprimere il suo disappunto e mettere fine al consiglio. Dure le parole dell’opposizione espresse da Giovanni Corallini (Libera) e Sergio Marzetti (Ncd): «Hanno parlato per un’ora e mezza e non hanno neanche avuto il tempo di fare una telefonata e chiamare i consiglieri assenti. Tra l’altro si doveva parlare di temi per loro molto importanti. In aula c’erano molti rappresentanti delle partecipate, in primis i vertici dell’Atac, venuti per niente. Questa è la politica della maggioranza». A pronunciarsi anche Ciarapica, ma tramite social: «L’amministrazione Corvatta non ha né le capacità né i numeri per governare la città. Non lasciarmi parlare è stato un gesto antidemocratico, di grande debolezza politica». Tutto è rimandato a venerdì sera.



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