Tentata truffa sulla raccolta dei rifiuti,
rito abbreviato per Stefano Monachesi

MACERATA - La vicenda riguarda la stipula di una convenzione tra la Smea e il titolare dell'azienda Agrotecnica di Piediripa. Il difensore: "Era tutto legato ad una convenzione, chiesta dall'azienda ma mai attivata, zero richieste di denaro"
- caricamento letture

Stefano Monachesi (5)

 

Tentata truffa sulla raccolta di rifiuti a domicilio, questa l’accusa per Stefano Monachesi, in qualità all’epoca dei fatti di amministratore delegato della Smea: disposto il processo con rito abbreviato. La vicenda riguarda la presunta stipula di una convenzione per la raccolta dei rifiuti del valore di 2mila euro annui, tra la Smea e l’azienda Agrotecnica di Piediripa di Macerata (leggi l’articolo). Per l’accusa l’accusa (pm Claudio Rastrelli), Monachesi avrebbe generato «l’erroneo convincimento» che con la stipula del contratto il titolare dell’azienda avrebbe avuto una riduzione della tassa comunale sui rifiuti. L’accusa parla poi di note che Monachesi avrebbe prodotto relativamente ai formulari di identificazione dei rifiuti (Fir) alla Agrotecnica, di fatto riferiti alla raccolta differenziata di Piediripa, e avrebbe poi fatto pervenire al Comune e al titolare della Agrotecnica altre due note con cui ribadiva la provenienza dei rifiuti dalla ditta mentre, dice l’accusa, erano provenienti dalla raccolta differenziata della frazione di Piediripa. Fir che erano stati consegnati alla ditta Agrotecnica allo scopo di chiedere la riduzione della tassa dei rifiuti.

L'avvocato Federico Valori

L’avvocato Federico Valori

Questa mattina all’udienza preliminare si è costituito parte civile Giovanni Orlandi, titolare della Agrotecnica, assistito dagli avvocati Federico Valori e Oberdan Pantana. Il processo con rito abbreviato in cui Monachesi, assistito dagli avvocati Andrea Tassi e Massimo Gentili, cercherà di chiarire quello che era successo, si aprirà a tribunale di Macerata il 3 febbraio.

«È la ditta Agrotecnica che ha chiesto alla Smea di fare una convenzione che gli permettesse di avere una riduzione della tassa dei rifiuti – dice l’avvocato Tassi -. In quest’ottica hanno fatto nel 2010 una convenzione che però non è mai partita. Per cui la Smea ha continuato a raccogliere regolarmente secondo la raccolta differenziata del Comune. Orlandi aveva chiesto di non pagare e il Comune si è informato con la Smea che gli ha comunicato che la convenzione non c’era, e gli ha mandato i Fir della raccolta effettuata a Piediripa. I documenti dimostravano che la raccolta era stata fatta nell’ambito di quella comunale. Sui soldi: quelli non li ha mai chiesti nessuno, nemmeno è stata mai accennata una richiesta, proprio perché la convenzione non è stata mai attivata per inadempienza dell’Agrotecnica che non ha mai sistemato i cassoni per consentire la raccolta e, conseguentemente, non si è mai proceduto ad alcuna fatturazione».

(Gian. Gin.)

 



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X