Tentata truffa sui rifiuti,
assolto l’ex amministratore della Smea

MACERATA - Stefano Monachesi è stato prosciolto oggi al processo che si è svolto con rito abbreviato: "Il fatto non sussiste". Gli veniva contestato di aver fatto sottoscrivere un contratto di convenzione al titolare di una azienda per ottenere 2mila euro. "Contento sia stata ristabilita la realtà dei fatti"

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Stefano Monachesi

Stefano Monachesi

 

di Gianluca Ginella 

Accusato di una tentata truffa sulla raccolta dei rifiuti a domicilio, assolto l’ex amministratore delegato della Smea di Macerata, Stefano Monachesi: «Il fatto non sussiste». Questa la sentenza del gup Enrico Pannaggi al termine del processo che si è concluso oggi al tribunale di Macerata. «Sono contento, è stata ristabilita la realtà delle cose» ha detto Monachesi, che oggi ricopre un ruolo di funzionario all’interno del Cosmari, l’azienda di Tolentino che si occupa dello smaltimento dei rifiuti in provincia. I fatti che gli venivano contestati risalgono al 2013. Secondo l’accusa, sostenuta oggi in udienza dal pm Micaela Piredda (che ha chiesto la condanna a 18 mesi per l’ex amministratore della Smea), Monachesi avrebbe fatto sottoscrivere al titolare dell’azienda Agrotecnica di Piediripa di Macerata, un contratto di convenzione per la raccolta domiciliare dei rifiuti dell’azienda allo scopo di ottenere 2mila euro. Monachesi, diceva l’accusa, con la stipula della convenzione avrebbe generato l’erroneo convincimento nel titolare dell’Agrotecnica, Giovanni Orlandi, che avrebbe pagato meno tasse per i rifiuti (leggi l’articolo). L’accusa contestava poi a Monachesi di aver prodotto all’azienda e al Comune i formulari di identificazione dei rifiuti (Fir) ribadendo che fossero relativi ai rifiuti della ditta quando in realtà erano quelli della raccolta differenziata della frazione di Piediripa. Oggi il giudice Enrico Pannaggi ha assolto Monachesi «perché il fatto non sussiste». «Sono contento, è stata ristabilita la realtà delle cose – dice l’ex amministratore della Smea –. Io sono sempre stato tranquillo, tant’è che ho chiesto il rito abbreviato affinché la vicenda si concludesse il prima possibile. Sono incidenti che capitano quando si governa una società». Monachesi è assistito dagli avvocati Andrea Tassi e Massimo Gentili. «Eravamo fiduciosi, oltre che per tutti gli elementi che c’erano, anche documentali, anche perché in ogni caso era assurdo che una persona si mettesse a commettere gravi reati per far ottenere un fatturato di 2mila euro in più per l’azienda per cui lavora – dice l’avvocato Tassi –. Siamo soddisfatti perché siamo riusciti subito a controbattere ad una accusa che era molto poco credibile». Al processo Orlandi si era costituito parte civile, assistito dagli avvocati Federico Valori e Oberdan Pantana.

 


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