“Ecco la discarica del cavalier Prato”
Un post infiamma l’arena social

MACERATA - E' bastata una frase postata su facebook da Andrea Properzi a scatenare un acceso dibattito sul museo all'aperto di Collevario
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cavalier prato

 

 

«Ecco un piccolo pezzo della discarica a cielo aperto del Cavalier Prato. Questo si che è un museo. Dite la vostra». Sono bastate questa frase e una foto postate qualche ora fa su facebook da Andrea Properzi a scatenare un fitto quanto acceso dibattito sul museo all’aperto di Franco Prato situato nel quartiere Collevario di Macerata. Il “Cavaliere” famoso nel capoluogo per la sua vena creativa che lo porta da anni a collezionare oggetti di ogni tipo e ad esporli nel suo appezzamento di terra a ridosso del passaggio a livello di via Roma è finito così nella spirale dei commenti nel gruppo “Sei di Macerata se…”. L’immagine mostra un mucchio di oggetti ammassati l’uno sull’altro: ruote e sportelli di automobile, cartelli, contenitori di ogni tipo, sedie rotte, pannelli, pezzi di plastica. Composizione artistica o un semplice stoccaggio di materiale di scarto? Come al solito l’arena si divide in due curve. Da una parte i detrattori, che commentano:

Il cavalier Prato

Il cavalier Prato

«Una schifezza», così ad esempio il post di Maria Cristina Pieroni, dall’altra gli amanti del genere che come Paola Mengoni apprezzano: «Povero Prato! Ma che vi ha fatto di male? È folkloristico ma non fa male a nessuno».  C’è chi invece sposta il focus su altri problemi: «Che il prato di Prato sia il manifesto dell’inciviltà di coloro che popolano Macerata mi fa ridere – scrive ad esempio Laura Raccosta – assisto a ben altro di più becero, rozzo, incivile. Cito la prima cosa che mi viene in mente: le polpette avvelenate in ogni dove». D’altronde scopo dell’arte è anche quello di provocare, di suscitare reazioni per punzecchiare la coscienza comune. Se fosse così il Cavaliere è riuscito nel suo scopo. 

(Cla.Ri.)



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