Inquinamento del Chienti,
indagine sui malori dei ragazzi in colonia
ACQUE SPORCHE - Il procuratore Giovanni Giorgio ascoltato da una commissione parlamentare d'inchiesta che ha chiesto informazioni sui procedimenti penali relativi a reati ambientali legati al fiume. Il senatore Mario Morgoni: "Tutto è nato 20 anni fa per via di aziende che scaricavano tricloretano"
di Gianluca Ginella
L’inquinamento del fiume Chienti al vaglio della Commissione parlamentare d’inchiesta sui fenomeni criminali connessi al ciclo dei rifiuti, ieri è stato ascoltato il procuratore di Macerata, Giovanni Giorgio, per avere notizie in merito a procedimenti penali aperti e conclusi. Al momento c’è una indagine aperta e relativa ai ragazzini di una colonia che questa estate si erano sentiti male mentre facevano il bagno (leggi l’articolo). Le indagini della procura in merito hanno escluso in questi mesi che ciò che ha provocato i malori possa essere legato a qualcosa che hanno mangiato.
Gli accertamenti si concentrano sugli scarichi nel fiume. La prima ipotesi è che possa trattarsi non di rifiuti industriali ma di scarichi civili. Il procuratore in base ai dati sin qui raccolti effettuare ulteriori accertamenti per risalire alla causa dei malori. Al momento la procura ha aperto un fascicolo per scarico abusivo. Non sono invece state presentate denunce da parte dei genitori dei bimbi e dei ragazzi (40 in tutto, tra gli 8 e i 14 anni) che si erano sentiti male, l’episodio risale al 25 giugno scorso quando i ragazzi della colonia estiva Unione montana marca di Camerino si trovavano in uno chalet sul lungomare sud di Civitanova. Oltre a questo episodio il procuratore ha relazionato sull’ultima sentenza relativa a episodi di inquinamento del Chienti che risale al 1995 quando vi era stato il patteggiamento di titolari di varie imprese per avvelenamento colposo delle acque. Da allora si erano aperti altri 7 procedimenti nel corso degli anni che via via sono stati tutti archiviati. Della commissione parlamentate, presieduta dall’onorevole Alessandro Bratti, fa parte anche il senatore Mario Morgoni.
A margine della commissione ha detto che l’inquinamento del basso bacino del Chienti «da oltre un ventennio riguarda il territorio di Civitanova, Montecosaro, Morrovalle, Porto Sant’Elpidio e Sant’Elpido a Mare e nasce da una serie di comportamenti di aziende del calzaturiero che utilizzavano il tricloretano per il lavaggio di fondi di calzature. Lo scopo dell’audizione in commissione è capire perché ad oggi siamo ancora lontani da una vera soluzione del problema, quali possano essere i margini per intraprendere azioni di risarcimento, oltreché per definire quelle avviate a capo dei responsabili per il danno ambientale, e se sia stato utilizzato ogni strumento giuridico utile per il perseguimento di questa finalità». L’altro punto è il costo delle bonifiche: «è rilevante e non è tollerabile che a pagarne il conto siano solo i cittadini incolpevoli specie quando le responsabilità sono evidenti – ha detto Morgoni –, ma fino ad oggi, tutti o quasi, coloro che dovevano assumersele sono riusciti a sottrarsi ad esse».




Dilemma: Qualcuno disse non mi ricordo dove , che nessuno si era preso la briga di spendere due parole di difesa sul fatto che i quaranta bambini intossicati non si erano inquinati facendo il bagno,ma dava l’origine dei malori a monte. Camerino? Nessuna denuncia da parte dei genitori. Nell’articolo, si dice che gli infanti si sono sentiti male facendo il bagno. Nessun cartello con il divieto di balneazione era stato affisso. E’ mai possibile che a Civitanova tutto sia sempre così complicato? L’indagine più modesta diventa più difficile di quella ancora aperta di Jack lo squartatore?
Caro Senatore Morgoni e carissimi i politici tutti, visto che è da circa 20 anni che questi episodi accadono e, cosa più grave, LO SAPEVATE…il Procuratore Giorgio dovrebbe aprire un ulteriore fascicolo per accertare eventuali responsabilità civili e penali dei politici (dalle vecchie amministrazioni ad oggi) che sapevano ma non hanno fatto nulla. Anche loro dovrebbero “pagare” insieme a coloro che hanno sempre inquinato.
Compresi, caro Marinozzi, tutti i sindaci che han fatto depuratori senza mai farli funzionare e la provincia che ha sempre autorizzato gli scarichi di abitazioni e aziende direttamente al fiume Chienti. Si controllino gli scarichi da Muccia in giù.