Il cardinale Menichelli a Tolentino:
“I poveri non fanno immondizia”
Il presidente della Conferenza Episcopale delle Marche ha celebrato la messa dedicata a San Nicola, patrono dell'unione montana dei Monti Azzurri

I sindaci dei 15 comuni con il cardinale Menichelli
di Monia Orazi
Alla messa vespertina di domenica, per la celebrazione di San Nicola da Tolentino, il cardinale Edoardo Menichelli sferza le autorità presenti, scatenando l’applauso dei presenti. «Quanto spendete per la cultura? Quanto spendete per i servizi sociali? – ha chiesto il prelato, aggiungendo- quanto spendete per l’immondizia? I poveri non producono immondizia, ma la cercano», ha detto dal pulpito, con la cattedrale gremita di persone che si è scatenata in un applauso. Nel resto dell’omelia il vescovo di Ancona ha parlato della necessità di aiutare chi è povero, che lotta e cerca di sopravvivere contro le difficoltà della vita, di accogliere i migranti, persone come gli altri. Un lungo appassionato discorso il suo, rivolto ai fedeli ed alle autorità, affinché esercitino il dovere e la responsabilità di aiutare chi scappa dalla guerra e dalla povertà.
La festa di San Nicola, che si è chiusa domenica con la processione per le vie della città, tra una folla di devoti a venerare la sua urna, ha visto presente tantissima gente. Presenti diverse autorità ed una folta rappresentanza del comune di Modugno guidata dal proprio sindaco. Al termine della processione si è tenuta la messa, celebrata dal cardinale Menichelli con la presenza dei 15 sindaci della Unione Montana dei Monti Azzurri, territorio di cui è il patrono. Infatti a seguito della richiesta e dell’ottenimeno del nulla osta da parte della Conferenza Episcopale delle Marche ad opera della ex Comunità Montana, nel 2006 San Nicola divenne patrono dei quindici Comuni, che accesero appositamente una lampada votiva come simbolo di devozione. Da allora ogni anno i sindaci guidati dal presidente Giampiero Feliciotti, rinnovano in questo giorno la donazione dell’olio di ogni territorio, come pure il dono dei pani partecipando in forma ufficiale sia a Tolentino che a Sant’Angelo in Pontano dove il Santo è nato e molto venerato.

Accogliamo i migranti, ma senza vitto e alloggio.
@ Iacopini, ma i migranti non sono italiani di cui una certa percentuale più o meno ci sta già senza vitto e alloggio. Ci sbranerebbero, cosa che in futuro la vedo alquanto possibile.
Che la predica, sulla povertà, giunga da un rappresentante di uno stato opulento fa sorridere…
Per Micucci. I migranti cerchino la previdenza (lavorare per vivere), non la provvidenza (vivere senza lavorare).
Il cardinale Menichelli lo avrei voluto vedere con tutti i suoi discorsi sulla fratellanza mentre un Simba lo stava sventrando per mangiargli i fegato, in Congo. Non sono tutti come i Simba? Gli Hutu hanno fatto fuori a colpi di machete in un mese 800 mila Tutsi. La stragrande maggioranza degli Africani che ospitiamo sono della stessa indole di quelli laggiù. E’ l’Africa, bellezza. Godiamocela.
lo scandalo è quest’usanza di sopportare gente impreparata e incompetente che si mette sull’altare a dire in nome di Dio sciocchezze e banalità irresponsabili senza nessuna possibilità di contraddittorio, senza concepire nemmeno l’idea di un confronto. Il pastore e le sue pecorelle, ma quale pastore? ma quali pecorelle? anche la zootecnia ormai è cambiata.
Ddl n.1 del 16/09/ 2015 ( Provvedimenti sul mantenimento dei migranti stranieri in Italia)
Art. 1 Finché un solo Italiano si troverà in condizioni di non riuscire a mettere assieme il pranzo con la cena, si proibisce di fornire qualsiasi aiuto e di qualsiasi genere agli stranieri che alloggiano in alberghi appartamenti ecc, con contributi sia locali che europei.
Art. 2 Sono esclusi tutti gli stranieri che lavorano in Italia e che dormono nelle baracche e più o meno fanno la vita dei cani, sì, ma quelli randagi.
Per Micucci. Ci vorrebbero Hollande, Orban e Salvini, ma ora in Italia comandano Renzi, una certa Chiesa e le cooperative. Un degrado indescrivibile.