Mattucci story a Civitanova:
un viaggio lungo tre anni
tra alleati e oppositori

LA RICOSTRUZIONE - L'imprenditore abruzzese finito in manette mercoledì a Chieti per bancarotta fraudolenta è stato protagonista delle ultime stagioni civitanovesi al fianco dell'amministrazione comunale. L'avvocato Guerrino Ortini: "La Icoc estromessa con atti assolutamente illegittimi dal progetto Civita Park. Ci sono state diverse denunce, anche per l'aggressione a Sagretti"
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Mauro Mattucci con Franco Sagretti della Icoc

 

di Laura Boccanera

Gli incontri, i dissapori, le critiche, le denunce, le amicizie, i rivali e i successi: la vita civitanovese dell’imprenditore Mauro Mattucci da quando compare sulla scena fino all’arresto di mercoledì scorso a Chieti. Tutto comincia nel 2012. Quando per la prima volta nel panorama civitanovese entra sulla scena Mattucci. Fino a quel momento socio di minoranza della società di scopo Civita Park composta da Prefabbricati Foresi e Icoc di Sagretti. All’epoca Mattucci era il rappresentante della Euroinvestimenti. Dopo anni di attesa per il completamento dei lavori i tre imprenditori dissero che la fiera sarebbe stata pronta per il 2013. Un incontro in cui già sembravano palesi i malumori fra soci (finiti poi in contenzioso) tanto che Sergio Foresi diede in escandescenze e non partecipò alla conferenza in segno di protesta. Era il 26 aprile, un mese prima del cambio di guardia a Palazzo Sforza, con l’avvento dell’amministrazione Corvatta. In questa fase il complesso edificatorio è differente e prevede solo centro commerciale e fiera. Poi qualcosa nel corso del 2013 cambia: la guerra tra i privati si fa più spietata e Icoc e Foresi vengono fatti fuori commercialmente. Nel frattempo Ivo Costamagna annuncia la volontà di avviare una commissione di indagine su parentopoli, assunzioni e sugli ipermercati “lavatrici di denaro” aveva detto.

da sinistra Franco Sagretti amministratore Icoc, Mauro Ballandi presidente e l'avvocato Guerrino Ortini

da sinistra Franco Sagretti amministratore Icoc, Mauro Ballante presidente e l’avvocato Guerrino Ortini

Da qui parte l’ascesa di Mattucci. Lo denunciano gli stessi rappresentanti della Icoc in una conferenza stampa fiume nell’ottobre del 2013. Difficile in quella fase riuscire a capire quali intrecci e accordi ci fossero, ma si capisce che qualcosa si è rotta e a quel tempo appare quasi premonitore quanto detto dai legali della Icoc che denunciarono che la Civita Park era una scatola vuota. Accuse che furono rispedite al mittente, ma che sono poi diventate realtà nel 2015 con il fallimento della società e l’arresto di Mattucci. Ci furono anche delle denunce: nel settembre 2013 Mauro Ballante e Franco Sagretti soci e amministratori e poi liquidatori di Icoc denunciarono pubblicamente come  fosse stato avviato un preciso progetto per “estromettere la Icoc da Civita Park, rendere la società una scatola vuota tramite la costituzione di un trust e per eludere il provvedimento di sequestro conservativo concesso a favore della Icoc dal tribunale di Ancona.

“Tutte cose che si sono poi puntualmente manifestate ed avverate – ricostruisce oggi Guerrino Ortini, avvocato della Icoc –  Ballante e Sagretti presentarono anche delle denunce alla Procura, denunce che però solo a distanza di diversi mesi hanno ricevuto istruttoria e considerazione.  Se quelle denunce fossero state prontamente considerate, sicuramente non si sarebbe arrivati all’attuale situazione. Per tutti i soggetti coinvolti l’unica cosa che contava era l’ultimazione a qualunque costo e con qualunque mezzo del centro commerciale e del palazzetto dello sport, ma nella vicenda si sono ampiamente superati i limiti della legge e della correttezza”.

L'incontro del luglio scorso tra Tommaso Corvatta, sindaco di Civitanova, e i vertici della dirigenza Lube

L’incontro del luglio scorso tra Tommaso Corvatta, sindaco di Civitanova, e i vertici della dirigenza Lube

E’ infatti nel luglio del 2013 che iniziano a correre le voci insistenti del nuovo progetto di variante per dimezzare la fiera e realizzare un palazzetto dello sport a Civitanova e “scippare” la Lube a Macerata. Un’utopia alla quale nessuno credeva, con tempi strettissimi e che sembrava una provocazione, cominciano però i contatti con Massaccesi e Sileoni. Ma tra le denunce di quel periodo ce n’è anche un’altra che riferisce sempre l’avvocato Ortini, ovvero l’aggressione da parte di Mattucci nei confronti di Sagretti: “Già in occasione dell’approvazione del bilancio 2012 di Civita Park, la Icoc segnalò come da parte della società Costruzioni e servizi che era general contractor facente capo a Mattucci,  fossero state già allora emesse fatture per costi di realizzazione del complesso di  importo considerevolmente superiore (almeno 3 milioni di euro) ai lavori fino ad allora eseguiti. Queste ed altre censure scatenarono l’ira e le minacce di Mattucci che aggredì Sagretti. Per tale fatto Mattucci è stato imputato davanti al giudice di pace di Macerata per rispondere del reato di lesioni personali, ma il giudice ha ritenuto che il costruttore abruzzese con una minima offerta risarcitoria (peraltro non accettata) meritasse la pronuncia di estinzione del reato per aver posto in essere una condotta riparatoria. Purtroppo anche tale processo – sottolinea sempre il legale –  alla luce dei recenti fatti, è stato sottovalutato”. Il legale ricorda poi una serie di passaggi giudiziari tra cui la richiesta di sequestro conservativo da parte di Icoc per poco più di 2milioni e mezzo di euro, parla di ritardi che hanno consentito alla Civita Park di  porre in essere una serie di atti, con l’avallo di Medioleasing, che hanno di fatto impedito l’immediata attuazione del sequestro. “In sostanza il controllo dell’operazione è stato ed è totale – aggiunge l’avvocato Ortini – . Mattucci ha estromesso la Icoc dalla compagine sociale di Civita Park con atti assolutamente illegittimi. Speriamo che le procure interessate possano dare un impulso finale alle indagini, anche per recuperare il tempo trascorso per far valere le proprie ragioni e rimediare ai notevoli danni subiti. Secondo noi ci sono gravissime responsabilità anche da parte di Banca Marche e Medioleasing”.

Il presidente della Civita Park l'imprenditore Mauro Mattucci e l'amministratore delegato Giuliano Ginobili

Il presidente della Civita Park l’imprenditore Mauro Mattucci, a sinistra, e l’amministratore delegato Giuliano Ginobili

La storia di Mattucci a Civitanova continua l’8 gennaio 2014, quando lui e l’ad Giuliano Ginnobili replicano al centrodestra che li aveva accusati di aver utilizzato materiali difformi da quelli previsti (leggi l’articolo). Comincia la battaglia da parte dell’opposizione (centrodestra e soprattutto i grillini) in Consiglio che denuncia le irregolarità e chiede di fare luce e chiarezza su convenzioni e aspetti poco chiari del progetto. Quando nell’autunno del 2013 si prospettò la modifica dell’Ente Fiera, con la realizzazione del palazzetto dello pport, in occasione del Consiglio comunale il sindaco ripetutamente affermò che l’amministrazione avrebbe fatto un bando con la per la gestione del palazzetto e della fiera, Nacque la Palace, società partecipata di Civita Park.

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Da sinistra Mauro Mattucci e Giuliano Ginnobili della Civita Park insieme con il sindaco Tommaso Corvatta, Giulio Silenzi e Ivo Costamagna (clicca sull’immagine per guardare il video)

Il 13 febbraio 2014 l’annuncio che la fiera sarebbe stata pronta il 27 febbraio e il palas ad agosto (leggi l’articolo). Si iniziano a delineare le tempistiche,  Mattucci e Giuliano Ginnobili iniziano a frequentare periodicamente amministrazione e segretario comunale per definire gli aspetti legati alla parte burocratica amministrativa e a quella finanziaria. L’opposizione si muove contestando l’assenza di fideiussioni. A marzo 2014 la finanza fa una perquisizione negli uffici della Civita Park e sequestra alcuni documenti e libri contabili, ma Mattucci anche in quell’occasione si mostra tranquillo: “siamo a disposizione – disse – Non abbiamo nessun imbarazzo rispetto alle perquisizioni delle Fiamme gialle”. (leggi l’articolo)

 

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Mattucci all’inaugurazione del centro commerciale Cuore Adriatico

Il 2 aprile 2014 si tiene la conferenza per l’inaugurazione del Cuore Adriatico (leggi l’articolo). Il più grande centro commerciale del centro Italia è diventato realtà e apre i battenti. Il lato ovest dell’area commerciale si popola, quello a est dell’ingresso dell’A14 muore lentamente. Si assiste al lento declino del Civita center che con il trasloco dell’Iper non è più attrattivo e diventa una cattedrale nel deserto.

 

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Il taglio del nastro del Cuore Adriatico con gli esponenti della politica civitanovese e regionale. Al centro Mauro Mattucci

 

Durante l’inaugurazione il sindaco Corvatta con grande orgoglio ha dichiarato :”Da oggi il baricentro della provincia si sposta verso Civitanova, da qui parte la rinascita della città e dell’intero territorio” (leggi l’articolo).

Mauro Mattucci presidente della Civita Park e Umberto Ciccarini, direttore tecnico

Mauro Mattucci presidente della Civita Park e Umberto Ciccarini, direttore tecnico

Altra data significativa è quella del 7 ottobre 2014 Mattucci dichiarò: “Non abbiamo nulla da nascondere”. Così rispose al centro destra che lo accusava precisando “Questa operazione è iniziata con loro, non mi spiego questa ostilità. Ho investitto direttamente capitali miei” (leggi l’articolo). I lavori per il palas sono iniziati. Da Bressanone arriva il tetto in legno della Rubner dopo un periodo di stallo nei lavori che determinerà un ritardo nella consegna dell’opera.

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Poi, poco prima dello scorso Natale “il regalo” ai civitanovesi: apre le porte il palas. “Non è costato un euro ai cittadini” afferma Silenzi in quell’occasione. Il sindaco Corvatta si commuove e firma uno dei seggiolini del palas, lo stesso fanno Mauro Mattucci e gli altri artefici dell’impianto sportivo. (leggi l’articolo)

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Mauro Mattucci al palazzetto assieme ai politici locali (Clicca sull’immagine per guardare il video)

 

Il 16 gennaio il taglio ufficiale del nastro per il nuovo palasport con le autorità e tre giorni di festeggiamenti (leggi l’articolo). A poco meno di un mese di distanza, il 6 febbraio la notizia del fallimento della Civita Park. Si scoperchia parte del sistema Mattucci, si scopre che la Civita Park è in mano ad un prestanome. Mattucci scompare dalla sfera civitanovese. Fino a 4 giorni fa quando è stato arrestato a Chieti per bancarotta fraudolenta e frode fiscale. Ora si trova in carcere (LEGGI L’ARTICOLO).

 

 

 

 

 

 

 

 



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