Bancarotta fraudolenta,
in manette l’imprenditore Mattucci
Nell’indagine anche la Civita Park

CIVITANOVA - Il regista dell'operazione che ha portato alla realizzazione del Cuore Adriatico è stato arrestato questa mattina a Chieti. L'inchiesta prende in esame anche i finanziamenti del centro commerciale civitanovese. Tre le persone in carcere, cinque ai domiciliari (tra cui il figlio di Mattucci, Marco e Vincenzo Misso che dopo il fallimento della Civita Park e' emerso essere l'amministratore). LA RICOSTRUZIONE
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operazione finanaza mattucci

Mauro Mattucci, presidente della Civita Park

Mauro Mattucci, presidente della Civita Park

 

di Laura Boccanera

In manette Mauro Mattucci, regista a Civitanova dell’operazione Civita Park, società poi fallita lo scorso febbraio. L’accusa che gli viene contestata è di essere a capo di una associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta a reati fiscali e ambientali. L’arresto è avvenuto questa mattina a Chieti dopo il sequestro dello chalet Tortuga di proprietà di Mattucci a Montesilvano. L’imprenditore è stato arrestato insieme ad altre 7 persone, nell’ambito di una indagine del nucleo tributario della Guardia di finanza di Chieti e nasce dal fallimento di una società del capoluogo abruzzese. I reati contestati riguardano soprattutto l’Abruzzo, anche se tra le società finite sotto la lente di ingrandimento della Finanza e della Procura c’è anche la Civita Park. Il costruttore abruzzese, attraverso Civita Park ha realizzato il centro commerciale Cuore Adriatico, il palazzetto dello sport e la nuova fiera a Civitanova.

Le forze dell'ordine allo chalet Tortuga di Montesilvano sequestrato questa mattina

Le forze dell’ordine allo chalet Tortuga di Montesilvano sequestrato questa mattina

GLI ARRESTI – Un’escalation di attività e di denaro avvenuta nel giro di 10 anni che ha insospettito le fiamme gialle, tanto da avviare una serie di indagini col nome di operazione “Viribus Unitis”. Questa mattina dopo anni di rilievi e sequestri (l’ultimo nel 2014 nell’ufficio antistante il Cuore Adriatico, a Civitanova) il Nucleo tributario della Guardia di finanza di Chieti assieme alla Squadra mobile della questura ha disposto l’arresto per otto persone, a vario titolo coinvolte in quella che viene definita una vera e propria “holding criminale” ben strutturata.

Tre le persone finite in carcere: Mauro Mattucci 59 anni, Giuliano Capurri 55 anni e Antonio Gentile 59, tutti di Montesilvano. Cinque ai domiciliari: Marco Mattucci, figlio di Mauro, 37 anni, Vincenzo Misso 50 anni, Nando di Luca 32 anni, Carla Cameli 58 anni di Roma, Valerie Laurence Lighezolo 48 anni di Castel Sant’Angelo. Due i divieti per l’esercizio della professione di commercialista e in totale 21 indagati.  

Vincenzo Misso è un nome conosciuto anche a Civitanova in quanto dopo la vicenda del fallimento è emerso essere il vero amministratore “occulto” della Civita Park dal 2014 al posto di Mauro Mattucci (leggi l’articolo).  La Finanza parla di una banda criminale di cui Mattucci sarebbe stato il capo, riuscendo, nel giro di dieci anni a passare da piccolo imprenditore con redditi praticamente inesistenti, a capo di una serie di società inserite nel tessuto economico e sociale non solo abruzzese.

Finanza_MattucciIL SISTEMA MATTUCCI E LE SOCIETA’ – Le Fiamme gialle non hanno dubbi sulle ragioni di questo successo esercitato attraverso “ l’indubbia capacità  intimidatoria che il Mattucci era in grado di esercitare – dicono gli investigatori –  su alcuni imprenditori locali costretti con violenze e minacce a cedere le proprie attività commerciali a condizioni particolarmente svantaggiose, sia grazie alla sua capacità di avvalersi di professionisti in grado di dare una parvenza legale alle sue operazioni illecite”.

Dieci le società nel mirino degli inquirenti e fra queste figura anche la Civita Park . In particolare, l’attenzione degli investigatori, che già tenevano d’occhio il gruppo dell’imprenditore Mauro Mattucci, è stata attratta da una serie di operazioni  economico e finanziarie rilevanti che si sono ripetute in più occasioni e che sembravano avere sempre lo stesso scopo: acquisire società sane ma in crisi di liquidità, svuotarle dei beni posseduti, intestarle a prestanome e poi farle fallire dopo averne trasferito la sede legale. I provvedimenti sono stati eseguiti nelle prime ore di questa mattina quando una cinquantina di uomini della polizia e della Guardia di finanza hanno bussato alle abitazioni degli 8 indagati per reati di tipo tributario, fallimentare e societario. Complessivamente sono state accertate diverse bancarotte fraudolente e l’emissione di fatture false per 13 milioni di euro.  L’imposta evasa supera i 6 milioni di euro. Sottoposti a sequestro preventivo oltre ai conti intestati alle società ed alle persone anche 17 immobili di proprietà della Edil5 srl e la famosa struttura turistico-  ricettiva Tortuga oltre ai proventi della distrazione fallimentare.

AFFARI SOSPETTI E CIVITANOVA – Meticolosa e complessa l’indagine che ha seguito un modus operandi simile in ogni operazione: il gruppo acquisiva aziende in crisi che attraverso una serie di passaggi societari, saggiamente consigliati dai professionisti indagati, venivano svuotate dei loro beni e venivano condotte al fallimento, dopo aver occultato le scritture contabili, trasferito la sede all’estero e aver ceduto l’intero capitale sociale a prestanomi anche stranieri compiacenti. Oppure spesso tramite fittizie cessioni di beni strumentali si generavano crediti di imposta utilizzati per non pagare le tasse. Il collaudato sistema di frode, secondo la Finanza, ha permesso all’organizzazione di distrarre dalle società operative cospicue risorse finanziarie concesse dagli istituti di credito tra cui Banca delle Marche-Medioleasing per la realizzazione del centro commerciale Cuore Adriatico di Civitanova. Tali risorse finanziarie venivano distolte dalla loro reale destinazione attraverso un articolato sistema di fatture false per circa 13 milioni di euro. Questo consentiva alle società riconducibili a Mattucci di avere una cospicua liquidità e, nel contempo consentiva di ottenere cospicui crediti di imposta inesistenti che venivano utilizzati per abbattere gli oneri fiscali e contributivi. Il caso Civita Park rappresenta però un ibrido rispetto al sistema abruzzese. A Civitanova infatti l’imprenditore, che ha realizzato il centro commerciale e per la parte pubblica fiera e palazzetto dello sport, le opere con i soldi delle banche le ha realizzate completamente. E’ andata diversamente in Abruzzo – sempre secondo quanto hanno ricostruito gli inquirenti – dove a fronte di finanziamenti erogati le società venivano fatte fallire incamerando però i contributi creditizi. Per la Civita Park l’operazione ha preso avvio nel 2012 dopo lo stallo della precedente società. In questo caso Banca Marche attraverso la fiduciaria Medioleasing ha erogato il credito per le opere (un’operazione complessiva superiore a 60 milioni di euro) e il gruppo di Mattucci le ha completamente realizzate solo in parte, dicono gli inquirenti, ricorrendo a fatture false. L’ammontare di 13 milioni di euro rappresenta il totale delle presunte fatture false emesse in un anno per tutte le società coinvolte nell’indagine. La Guardia di finanza prosegue con le indagini e non è detto che non possano emergere ulteriori sviluppi da tutta la vicenda. Attualmente Mauro Mattucci si trova in carcere a Pescara. E’ assistito dall’avvocato Giancarlo Carlone.

I grafici della ricostruzione della Guardia di finanza e della Squadra mobile:

arresto mattucci ricostruzione (4)

arresto mattucci ricostruzione (3)

arresto mattucci ricostruzione (2)

arresto mattucci ricostruzione (1)

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