Arresto dell’imprenditore Mattucci
Una scalata lunga dieci anni
e su Civita Park interrogazione in Senato

CIVITANOVA - L'uomo che ha costruito un impero nel giro di due lustri era finito al centro, lo scorso anno, anche di una richiesta di chiarimenti in parlamento per il maxi progetto che ha portato alla realizzazione del centro commerciale Cuore Adriatico. Intanto domani si svolgerà l'interrogatorio in carcere. Silenzio dalla politica civitanovese. L'ex sindaco Mobili che firmò la convenzione per centro commerciale e palas: "Non lo conoscevo bene, contatti soprattutto con Icoc e Foresi. Per fortuna abbiamo preteso che le aree dove sorgono le opere fossero pubbliche”
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Mauro Mattucci

Mauro Mattucci

di Laura Boccanera

Non si spegne l’eco dell’arresto dell’imprenditore Mauro Mattucci, attualmente rinchiuso nel carcere di Pescara dopo gli esiti dell’inchiesta condotta dal Nucleo tributario della guardia di finanza di Chieti (leggi l’articolo). Al costruttore abruzzese vengono contestati i reati di bancarotta fraudolenta e di essere a capo di un’associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale. Da Pescara l’avvocato Giancarlo Carlone riferisce di non aver intenzione di parlare con la stampa, specie in questa fase delicata. Domani mattina alle 9, comunque, al via gli interrogatori per i tre arrestati che sono in carcere, mentre lunedì il pm Marika Ponziani potrebbe iniziare ad interrogare gli altri cinque indagati arrestati e attualmente ai domiciliari. Ma seppur la notizia dell’arresto ha scosso Marche e Abruzzo, la politica civitanovese e locale poco sembra interessata a commentare l’accaduto. A differenza di quella nazionale che già nel marzo del 2014 lanciò l’allarme tanto da interrogare il Senato per vedere chiaro negli affari di Mattucci, arrivato nel giro di 10 anni a costruire un impero di beni, proprietà e costruzioni. Undici senatori, 8 del M5S compresa la marchigiana Serenella Fuksia e altri 3 del gruppo misto chiesero al ministro dell’Interno di interessarsi al giro d’affari nella zona commerciale civitanovese per l’appalto superiore a 60 milioni di euro. I senatori in quell’occasione ipotizzavano una mancata trasparenza negli atti del Comune, ricordavano la vicenda delle polizze fideiussorie e in ultimo sottolineavano le recenti indagini della Finanza che fecero una perquisizione anche negli uffici di via Quintino Sella per acquisire alcuni registri contabili.

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E’ il 2007 quando a Civitanova compare per la prima volta il nome della Civita Park come società formata da più realtà imprenditoriali costituita per realizzare un centro commerciale e la nuova fiera. C’è una convenzione firmata all’epoca della giunta Mobili. Ma la storia di quel comparto parte ancora da più lontano, dal secondo mandato Marinelli quando dopo il fallimento della Faber la Civita Park rileva la terra e apre una partita e un affare lungo quasi 15 anni e che si è concluso con l’arresto ieri dell’imprenditore Mauro Mattucci. Ma la vicenda, al di là dell’esito giudiziario che avrà, appare comunque intricatissima e ha un’accelerazione negli ultimi anni quando Mattucci si stacca dagli ex soci Foresi e Icoc (con Sagretti c’è ancora un contenzioso in atto) e avvia con il Comune la variante per il palas che porta a realizzare nel giro di 3 anni il comparto fiera-palas-Cuore Adriatico. Seppur nella difficoltà di sbrogliare la matassa (resa ancora più complessa dai rivoli di società e quote in partecipazione delle diverse società che ruotano attorno a Mattucci) la politica civitanovese non si esprime sull’arresto. Il caso Civita Park rappresenta di fatto un “ibrido” come l’ha definito la guardia di finanza, in quanto le opere sono state tutte realizzate e le fatture false sono una minima parte rispetto al giro di evasione di 13milioni di euro contestato dalle Fiamme gialle per tutte le società. Sebbene sui social e su internet siano in tanti a commentare, nessuno entra nel particolare di quanto accaduto.

Il consigliere di centrodestra Massimo Mobili, ex sindaco di Civitanova

Il consigliere di centrodestra Massimo Mobili, ex sindaco di Civitanova

“Non conoscevo bene Mattucci – dice l’ex sindaco Massimo Mobili, in vacanza ad Ischia dove ha appreso della notizia – noi trattavamo per la maggior parte con Icoc e con Foresi, ma se oggi palas e fiera sono al sicuro è merito della convenzione che firmammo noi dal momento che abbiamo preteso che le aree dove sorgono le opere fossero pubbliche”. L’amministrazione non sembra però preoccupata sulle possibili conseguenze dell’arresto Mattucci, così come dorme sonni tranquilli anche Giuliano Ginnobili il presidente della Palace spa, che gestisce il palazzetto e che non è in alcun modo coinvolto nell’inchiesta che ha fatto sobbalzare Abruzzo e Marche. Restano ovviamente da chiarire alcuni elementi in attesa di capire come evolverà il processo e dell’interrogatorio di garanzia di Mattucci. Ad esempio rimane aperta la vicenda del fallimento della Civita Park, fallimento chiesto da un professionista di Macerata per un presunto debito non pagato di 60mila euro. Restano anche da chiarire alcuni aspetti come le garanzie a fideiussione poste da Mattucci su alcuni beni personali oggi sotto sequestro, anche se con il palas e la fiera ormai collaudati e consegnati le garanzie dovevano essere sciolte e tornare in capo al privato. In tutto questo c’è il silenzio della politica tutta (bipartisan e grillina) che non ha preso posizione nè con note nè con comunicati, complice forse anche le ferie settembrine, che non si esprime ufficialmente su un caso così di rilievo per la città, ma che continua ad eccitarsi e accendersi parlando di rom, accattonaggio e impianto crematorio.



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