Interrogato l’imprenditore Mattucci,
scena muta davanti al giudice

CIVITANOVA - L'ex presidente di Civita Park, arrestato per bancarotta fraudolenta a Chieti, questa mattina si è avvalso della facoltà di non rispondere
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Mauro Mattucci

Mauro Mattucci

di Laura Boccanera

Si è avvalso della facoltà di non rispondere Mauro Mattucci questa mattina nel carcere di Pescara dove era stato fissato l’interrogatorio di garanzia dopo gli eclatanti arresti compiuti dal Nucleo tributario della Guardia di finanza di Chieti (leggi l’articolo). L’operazione Viribus Unitis  ha portato in carcere l’imprenditore abruzzese attivo anche a Civitanova e altri 7 affiliati dell’organizzazione a delinquere instaurata da Mattucci allo scopo di creare liquidità e utili con bancarotte fraudolente e fatture false. In totale ci sono ad oggi 21 indagati, 47 unità immobiliari e 43 rapporti bancari sequestrati. Nessun passo avanti dunque e no comment anche dal legale di Mattucci Giancarlo Carlone che non rivela nulla della strategia difensiva.

Le forze dell'ordine allo chalet Tortuga di Montesilvano sequestrato questa mattina

Le forze dell’ordine allo chalet Tortuga di Montesilvano sequestrato questa mattina

Prendono tempo davanti al gip della procura teatina Antonella Redaelli e al pubblico ministero Marika Ponziani anche Giuliano Capurri, 55 anni e Antonio Gentile, 59 anni, entrambi di Montesilvano. Lunedì saranno ascoltati gli altri cinque arrestati, che si trovano ai domiciliari, ovvero Marco Mattucci di 37 anni, figlio di Mauro, Vincenzo Misso di 50 anni, sulla carta amministratore unico della Civita Park dal 6 novembre 2014, Nando Di Luca di 32, Carla Cameli di 58 e Valerie Laurence Lighezolo di 48 anni.

Le fiamme gialle hanno scoperchiato un presunto “sistema” fatto di acquisizioni a due soldi, spesso anche dietro minacce e intimidazioni, di proprietà fallimentari, fatture false, giro di denaro e nuovi fallimenti o cessioni di quote societarie che hanno permesso al costruttore di creare un vero e proprio impero finanziario con tanto di proprietà e beni personali. Beni personali che erano serviti anche come garanzie al posto di fideiussioni nei rapporti col comune di Civitanova in caso di mancata consegna delle opere pubbliche come palas e fiera. Un’inchiesta che è andata avanti per anni, intrapresa già nel 2012 dalla Guardia di Finanza, ma molto resta ancora da ricostruire. Ad esempio i rapporti con le vecchie società, quando già nel 2013 una delle aziende che costituiva il gruppo denunciò che la Civita Park era ormai una scatola vuota (leggi l’articolo) e stava emergendo la figura di Mattucci come del vero deus ex machina di tutta l’operazione commerciale.

L'organigramma del presunto sodalizio

L’organigramma del presunto sodalizio



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