Cisl: “La malattia non va in vacanza,
a lavorare i somari della sanità”

La denuncia del segretario della Funzione Pubblica Sistino Tamagnini: "Dimezzamento del personale in servizio, turni di 12 ore per gli autisti del 118 a Civitanova, hospice abbandonato a San Severino se serve un'ambulanza, riposi soppressi alla Neonatologia di Macerata. La direzione dell'Area vasta vive in un altro pianeta"
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Foto d'archivio

Foto d’archivio

Dimezzamento del personale sanitario in servizio, via i riposi tra un turno e l’altro, 12 ore consecutive di lavoro per gli autisti del 118 di Civitanova e hospice di San Severino abbandonato se serve un’ambulanza al punto di primo intervento. Queste ed altre sono le situazioni critiche nell’Area Vasta 3 denunciate da Sistino Tamagnini, segretario regionale della Cisl Funzione pubblica.
«Nonostante sia nota, da tempo, la cronica carenza di personale nei reparti e nei servizi dei presidi ospedalieri dell’Area vasta 3 – attacca il segretario –  durante il periodo estivo sembra che questo problema, invece che con un oculato e mirato preventivo piano assunzioni, si possa gestire con la riduzione dei posti letto, delle prestazioni ordinarie, il dimezzamento del personale normalmente in organico, (dove c’erano due infermieri ne viene lasciato solo uno, dove c’erano due Operatori socio sanitari idem) e se ciò non è sufficiente togliamo i riposi tra un turno e l’altro. Tanto a lavorare ci sono i “somari della sanità”».

Sistino Tamagnini

Sistino Tamagnini

Tamagnini sottolinea come la malattia non vada mai in vacanza e come il pianeta sanità vada considerato una dimensione che ruota 365 giorni all’anno alla stessa maniera, giorno e notte, con pazienti che necessitano di prestazioni ordinarie e straordinarie, in ogni momento del giorno, del mese e dell’anno: «Per la direzione dell’Area vasta 3 questo non vale. Infatti i piani ferie estive del personale vengono garantiti con la costrizione delle prestazioni (riduzione dei posti letto, chiusura delle sale operatorie, ecc.) e se ciò non basta si ricorre d’imperio alla riduzione del personale in servizio come ad esempio nel caso della Casa protetta di Corridonia, della RSA di Matelica, della Medicina di Camerino, oppure si passa, senza alcun rispetto delle norme e dei regolamenti vigenti, alla soppressione dei riposi, come ad esempio nella Neonatologia dell’ospedale di Macerata. In alternativa si propongono turni di lavoro di 12 ore come nel caso degli autisti del 118 di Civitanova. Vogliamo poi parlare della gestione dell’Hospice di San Severino dove, sempre per carenza di personale del punto di primo Intervento, in caso di uscita dell’ambulanza, l’unico infermiere dell’hospice deve presidiare il primo intervento, “abbandonando” di fatto il reparto che viene gestito temporaneamente dall’operatore socio sanitario che non può eseguire nessuna prestazione sanitaria. Scelte degne di chi sa gestire le criticità o scelte vergognosamente ignobili che servono solo ad aggravare il già precario clima lavorativo degli operatori sanitari?».
La Cisl ha chiesto al nuovo direttore Alessandro Maccioni, un incontro urgente per affrontare le criticità. «Quando c’è un’emergenza di qualsiasi entità, non importa se a Natale, Pasqua, Capodanno o Ferragosto, il buon senso vuole che ci si riunisca intorno ad un tavolo per discuterne e trovale soluzioni al problema, ma questa elementare norma di sociale convivenza forse non rientra nelle pieghe dei bilanci dell’Asur. Meglio agire sottobanco. Speriamo di essere smentiti quanto prima e in ogni caso speriamo che a farne le spese oltre agli operatori stressati, non sia anche l’utenza».



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