Maxi frode sui carburanti
Tre arresti, sequestri per 8 milioni

CARAVAN PETROL - Chiusa una indagine durata un anno e che ha portato alla luce una organizzazione piramidale che attraverso operazioni complesse riusciva a non pagare l'Iva su gasolio e benzina che poi vendeva a prezzi concorrenziali. In manette i tre presunti capi del sodalizio tra cui un civitanovese

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finanza 2di Gianluca Ginella

Una gigantesca frode sulla vendita di benzina e gasolio per 24 milioni di euro nel giro di 5 anni. E’ questo quanto accertato dalla Guardia di finanza di Ancona con l’operazione Caravan petrol, diretta dal sostituto Enrico Riccioni e coordinata dal procuratore di Macerata Giovanni Giorgio. E proprio la nostra provincia era al centro della titanica frode.

In sostanza è stata portata a galla una associazione per delinquere con al vertice tre persone, tra cui un civitanovese, tutte finite in manette, che  a partire dal 2010 commerciava in maniera illecita i carburanti, attraverso società fittizie, riuscendo a non pagare l’Iva. L’organizzazione, composta da una piramide al cui vertice c’era una triade composta da un civitanovese, un teramano e un napoletano, che guidavano 15 persone che nell’organizzazione avevano ruoli e incarichi differenti per commercializzare carburante senza pagare le tasse. Per farlo erano state create sette società cartiere (che esistevano solo sulla carta ma in realtà erano aziende fantasma) a Napoli, Teramo e Macerata. Servivano per acquistare, solo sulla carta, il carburante. Le società, fingendo di essere esportatori abituali, compravano il carburante usufruendo dell’esenzione del pagamento dell’Iva, come previsto per chi vende all’estero. Le società inesistenti, poi, prima di sparire nel nulla senza pagare le imposte, vendevano sottocosto ad altre società compiacenti, queste realmente esistenti e che operano nel settore della distribuzione stradale di carburante. Queste ultime aziende riuscivano a vendere rapidamente gasolio e benzina che avevano comprato a prezzi largamente concorrenziali.

Il procuratore Giovanni Giorgio

Il procuratore Giovanni Giorgio

Le indagini della Finanza è durata un anno. Molti i benzinai monitorati, sospettati di acquisire e smerciare il prodotto acquisito clandestinamente. Nel corso delle indagini sono state eseguite 44 perquisizioni in case e aziende in diverse località italiane. La finanza al termine dell’operazione, su disposizione dell’autorità giudiziaria, ha eseguito le tre ordinanze di custodia cautelare verso i vertici del’organizzazione. Sequestrati beni per 8 milioni e 600 mila euro. Soddisfazione per l’operazione è stata espressa dal procuratore Giovanni Giorgio: «L’auspicio è di arrivare quanto prima al dibattimento per poter verificare la fondatezza dell’accusa tra l’altro già condivisa dal gip Domenico Potetti. Ringrazio la guardia di finanza sia di Ancona che di Macerata».


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