Pietre difettose per il manto stradale
Un’auto ci rimette una gomma
CAMERINO - Succede in via Favorino dove una Renault Clio ha subito un danno allo pneumatico perché transitando sulla strada è venuto via un blocco di arenaria indiana. Il materiale scelto non sarebbe adatto. Il problema si è presentato anche in passato e in altri tratti
di Monia Orazi
Salta una delle pietre del fondo stradale di via Favorino, una Renault Clio ci rimette una gomma. E’ successo ieri dopo le 18, lungo la strada ricoperta dal selciato in pietra, nella parte finale della via. Il pezzo di selciato, probabilmente per la pressione di un mezzo che ha spaccato in un punto la pavimentazione è saltato proprio al centro della carreggiata, senza che nessuno se ne accorgesse. La Renault in transito, condotta da un camerinese, ha centrato in pieno la pietra. Un passante ha riferito di aver sentito lo scoppio, il conducente si è fermato poco più avanti, dinanzi al collegio universitario Granelli, per constatare cosa fosse successo. Appena sceso si è reso conto che la sua gomma posteriore sinistra era completamente a terra. Una donna lungo la via ha provveduto a scansare la grossa pietra quadrata di circa 15 centimetri di lato, per evitare altri possibili incidenti. Se sul quel pezzo di selciato si fosse imbattuto un ciclomotore o una bici sarebbero state probabili rovinose cadute per i conducenti. Il proprietario della vettura ha chiamato i vigili urbani, per permettere di constatare loro quanto accaduto. Il danno è stimabile in qualche centinaio di euro, per la sostituzione della gomma, cerchione e carro attrezzi per rimuovere la vettura, forte è stato il rischio per le numerose auto e mezzi a due ruote, che transitano lungo la trafficatissima via. Periodicamente in diverse vie della città continuano a saltare le pietre di arenaria indiana, in passato lungo la discesa per San Domenico, alcuni tratti sono stati riasfaltati, perché diverse parti della pavimentazione erano saltate, creando rischi per l’incolumità. Molti a Camerino ricordano ancora quando nel 2011 si sollevò un grosso tratto di pavimentazione in piazza Cavour, vicino alla Rocca Borgesca ed in via Madonna delle Carceri. Anche di recente alcuni tratti sono stati interessati da lavori di rifacimento, le cui spese sono a carico della ditta esecutrice. Analogo problema quattro anni fa si verificò anche in via Roma a Castelraimondo. Il problema riguarda la tipologia della pietra scelta e non i lavori eseguiti, come appreso dalla risposta ad un’interrogazione fatta a Castelraimondo, in un consiglio comunale del 2011. L’arenaria, proveniente da cave indiane, caratterizzata da un elevato contenuto ferroso che le conferisce un aspetto discontinuo, ed una colorazione variabile dal rossiccio al sabbia, è una pietra da spacca di spessore compreso tra 4 e 10 centimetri. Tra le cause che portano al distacco delle pietre: la dilatazione dei giunti tra le varie porzioni, la mancata adesione al telaio sottostante e la difficoltà di aderire al massetto per la differente texture della pavimentazione. I problemi si verificano in aree limitate, con la fessurazione della stuccatura tra pietra e pietra. La pendenza in salita accentua il fenomeno, con l’allentamento della connessione tra le pietre ed i conseguenti distacchi, “non dovuti ad errori di esecuzione nei lavori – era spiegato nella lettera tecnica di risposta dell’azienda al comune di Castelraimondo – ma alle caratteristiche della pietra”, con i problemi che si verificano in aree dove ci sono punti di forza e discontinuità nella geometria stradale. Il problema è la dilatazione termica dimosogenea, che ha avuto come conseguenza la bassa aderenza della pietra al massetto sottostante.


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