Uffici nella morsa di Caronte
Proteste e malori per il gran caldo
MACERATA - Le difficoltà maggiori sono all'Unep del tribunale di Macerata: "E' soffocante, abbiamo chiesto di trovare una soluzione ma finora non abbiamo avuto risposte". Difficoltà anche all'Ufficio delle entrate e in quelli comunali di viale Trieste: "Manca l'aria"
di Claudio Ricci
(Foto di Lucrezia Benfatto)
Caronte stringe la sua morsa e Macerata bolle sotto temperature infernali. Nel picco di giornata il termometro ha segnato 36 gradi, per una temperatura percepita di 38-40. Insomma si boccheggia tanto all’aperto quanto al chiuso, soprattutto in luoghi affollati come gli uffici pubblici. Dall’Unep ufficio notifiche e protesti del tribunale di Macerata lanciano l’allarme. «E’ dal 7 luglio che è stata fatta presente al presidente del tribunale la situazione di grave difficoltà in cui versavano gli uffici Unep – dice Roberto Colonnelli, un impiegato dell’ufficio giudiziario – da quella data nessuno si è degnato di porre rimedio. E’ venuto anche l’assessore Narciso Ricotta dicendo che avrebbe risolto la situazione non specificando però quando e ad oggi ancora siamo costretti a lavorare con un caldo soffocante». L’aria negli uffici, ricavati da un’ala dell’istituto Pannaggi, toglie veramente il respiro. Nei corridoi dove avvocati e utenti aspettano in fila si soffre e nei 13 uffici è anche peggio.
I dipendenti si sono attrezzati portando dei ventilatori che però non fanno altro che girare aria calda. Anche Fabio Brugia, ufficiale giudiziario incaricato del deposito delle notifiche, ammette che è molto difficile svolgere un lavoro, in cui non sono ammessi cali d’attenzione, in certe condizioni. Si sono registrati anche malori da parte di alcuni impiegati. «Sono stato tre giorni in malattia – continua Colonnelli – dato che ho problemi di pressione e con questo caldo mi sembra di avere una morsa che mi stringe forte il cuore. Un’altra dipendente, Elisabetta Brunori, è dovuta ricorrere alle cure mediche dopo aver avvertito giramenti di testa e un mancamento. E’ intervenuto anche il sindacato verificando personalmente l’eccessiva temperatura dei locali ed ha scritto al presidente e al sindaco che però ad oggi non è intervenuto. Noi siamo costretti a lavorare a temperature mediamente intorno ai 33-34 gradi che con l’umidità arrivano sopra i 40 gradi percepiti. Nessuno prende provvedimenti, anche la procura che è a conoscenza della situazione non ha mandato alcuno a verificare in quale situazione il personale Unep è costretto ad operare. A questo punto siamo giunti alla conclusione che dobbiamo morire di caldo».
Ma se all’Unep non si respira all’Agenzia delle Entrate non si sta freschi di certo. Negli stessi uffici dove lo scorso inverno i dipendenti erano costretti alle stufette a causa di un non funzionamento dell’impianto di riscaldamento (leggi l’articolo) ora si patisce l’afa. Il piano terra degli uffici di via Roma è affollato all’ora di pranzo e le persone in attesa del proprio turno combattono il caldo come possono. I condizionatori ci sono ma sono vecchi e rimasti fuori uso, fino a due giorni fa nonostante le segnalazioni di alcuni dipendenti. L’impianto obsoleto non riesce a climatizzare adeguatamente la grande sala d’attesa e gli uffici. Anche qui gli impiegati ricorrono ai ventilatori dato che non ci sono finestre o aperture adatte a posizionare i climatizzatori mobili. Anche qui alcuni utenti nei giorni scorsi si sono sentiti male e sono dovuti ricorrere alle cure del 118.
Al pronto soccorso almeno si sta freschi. Gli impianti sono accesi e funzionano bene ma le chiamate per il caldo si moltiplicano soprattutto nelle ore incandescenti tra le 11 e le 16. Anche questa mattina sono state tante le chiamate di soccorso. In ospedale nei reparti e nelle camere il clima è gradevole e i pazienti non si lamentano. Non altrettanto si può dire degli uffici della polizia provinciale durante il sabato e la domenica. «Durante la settimana, quando ci sono gli amministrativi i climatizzatori funzionano anche perché sono relativamente nuovi, installati quando è stato fatto lo stabile una decina di anni fa e regolarmente sottoposti a manutenzione – dicono dall’ufficio della Provinciale – Ma durante il fine settimana quando lavoriamo solo noi vengono spenti e le temperature qui dentro raggiungono i 40 gradi.
Mai accesi invece gli impianti in viale Trieste, all’ex distretto militare, negli uffici comunali e dell’Apm. Anche qui i dipendenti si affidano all’impercettibile sollievo dei ventilatori ma dopo ore di ufficio “manca l’aria” come dice un’impiegata. «Noi qui siamo in affitto – spiega il direttore Stefano Cudini – e non abbiamo la climatizzazione, non so perché. Credo che ci sia solo in alcuni piani». «Ma non è così – dicono dall’ufficio dei Servizi Tecnici, all’ultimo piano – Gli impianti ci sono da sempre ma da alcuni anni non si accendono». Stessa situazione nel palazzo municipale soprattutto all’ultimo piano, sede dell’ufficio comunicazione. Anche qui i ventilatori sono accesi al massimo ma gli impiegati soffrono dato che le stanze sono infuocate da giorni di caldo continuo.
Intanto c’è chi adotta contromisure. A Tolentino, dove il sindaco Giuseppe Pezzanesi ha riunito il (Coc) Centro operativo comunale per aggiornare il piano di protezione civile è già attivo il progetto Helios. Il servizio che offre assistenza telefonica agli anziani soli in casa è gratuito e attivo tutti i giorni (compresi festivi) dalle 9 alle 19 fino a tutto il mese di agosto. Il numero da chiamare è 800 450 020.
Ma il caldo corre anche sui binari. Le Ferrovie parlano di temperature fino a 60 gradi registrate sulle rotaie. Da inizio luglio il personale di Rfi e Trenitalia ha distribuito oltre 30mila bottiglie d’acqua e 11.300 kit per colazione, pranzo e cena. Per combattere l’emergenza caldo sono stati impegnati nelle ultime settimane migliaia di ferrovieri di cui 300 tecnici soltanto per la manutenzione dei climatizzatori dei treni regionali, oltre a 700 impegnati ogni giorno, ad assistere e informare i clienti di Frecce, Intercity e treni regionali.






ma negli uffici non c’è l’aria condizionata? :O
Io vi farei sta in cantiere… O in macchina senza aria condizionata!!!
Fra 3 mesi si lamenteranno che hanno freddo……..!!
Je costa troppo a Caranci’ a mette l’impianti coll’aria!!
All’ospedale di Tolentino si ai pazienti allettati pa, ancor di più, gli infermieri stanno lavorando nei reparti senza aria climatizzata da anni.
In compenso la climatizzazione è nei reparti direttivi e alla reception; sapete che per lavorare col la carta non si può sudare altrimenti si sgualcirebbe e si rischia di fare brutte figure con cartelle cliniche e ricevute fiscali.
Credo sia il sistema scelto dal S.S.N. per eliminare quanti più pazienti possibili al fine di ridurre i costi da sostenere; una sorta di “EUTANASIA NATURALE” 🙂