Mancano le vocazioni
Padri carmelitani verso l’addio
Rischiano di perdere la chiesa delle Vergini
MACERATA - I fedeli hanno fatto partire una petizione per salvare la gestione del santuario. In quattro giorni raccolte 700 firme. L'ordine è presente in via Pancalducci dal 1566 e nel 2016 festeggerà i 450 anni di operatività nella parrocchia di quartiere. Padre Teodoro Brovelli: "Il rischio c'è, attendiamo"
di Marina Verdenelli
I padri carmelitani ai saluti per la chiesa delle Vergini. Potrebbero lasciare la parrocchia di via Pancalducci per mancanza di vocazioni. Oggi sono in tre ad occuparsi dei fedeli, padre Teodoro Brovelli, padre Arcangelo Colandrea e padre Gabriel. Una chiesa che ospita perfino un quadro del Tintoretto tanto elogiato dal critico Vittorio Sgarbi che lo ha voluto in mostra ad Urbino suscitando non poche polemiche (leggi l’articolo). «C’è un rischio sì – dice lapidario padre Teodoro Brovelli – ma nulla di ufficiale. A noi non è arrivata al momento nessuna comunicazione. Attendiamo». Tra i fedeli c’è chi ha già intrapreso una petizione da presentare al Provinciale dei carmelitani e al vescovo. In quattro giorni sono state raccolte 700 firme. Tutto è partito dalla festa del santuario, il 16 luglio scorso, fondato nel 1566 e prossimo, nel 2016, a compiere i 450 anni sotto la guida carmelitana. Alla base della decisione la mancanza di religiosi disposti a proseguire il cammino di fede e che avrebbe portato così l’ordine italiano a lasciare alcune parrocchie per mancanza quindi di vocazioni e quindi di personale. «Sì sarebbe questo il motivo» aggiunge padre Teodoro che rimanda ogni altro commento a chi fatto partire l’annuncio del rischio aggiungendo «Non è stata la parrocchia».
Sul sito del Santuario Santa Maria delle Vergini alla voce “lettere ai cristiani” però c’è tanto di informazione per i parrocchiani nell’ultima lettera inviata alle famiglie. «Carissimi – riporta il testo – quando leggerete questa lettera probabilmente il consiglio della provincia carmelitana italiana avrà già ufficializzato la decisione se ritirare i frati carmelitani dalla nostra parrocchia. la notizia di questa probabile decisione è arrivata a noi come un fulmine a ciel sereno e ha colto tutti di sorpresa suscitando immediato stupore, incredulità e tristezza. Seppur consapevoli delle difficoltà organizzative dell’ordine, vista la promessa fatta durante la nomina di padre Teodoro, di rimanere nove anni, sembrava che finalmente si stesse profilando un futuro più stabile grazie anche alla presenza di fra Gabriel e dell’innamorato di Dio padre Arcangelo». La lettera continua sottolineando che «Le oggettive difficoltà organizzative della provincia carmelitana italiana si ripercuoteranno anche su altre parrocchie carmelitane, costrette come noi ad essere lasciate».



Ma si può.. Che vergogna
Macerata è destinata a sentire e dimenticare presto le tante chiusure di Istituti Religiosi in Città. Iniziando dalle Suore di Via Martiri della Libertà (chi non ricorda Suor Ambrogina?), le Suore di Vicolo Tornabuoni con tanto di asilo’? Le Giuseppine con le prestigiose Scuole Magistrali? Il collegio di Via dell’Erta n.5 ? Il mancato restauro delle Monachette (centro storico) e trasferimento della secolare clausura in zona Vergini? L’abbandono della Chiesa di San Filippo da parte dell’Istituto San Gabrielle dell’Addolorata? Intelligentemente sistemata poi con bravi Laici? E in ultimo la sofferta chiusura della Scuola dei Salesiani per mancanza di vocazioni? Gli insegnanti prevalentemente erano sacerdoti con costi molto inferiori. Studiare attingendo dal Concordato un provvedimento affinché in Italia si possa tramandare queste radici cristiane che hanno saputo testimoniare la nostra cultura, l’abbandono di queste strutture, ieri trasformate: in Carceri Circondariali, tribunali, biblioteche, caserme e università. La nuova società multietnica non sarà certo cosi ma di tutt’altra scelta logistica. Ivano Tacconi capo gruppo Udc Comune di Macerata