Compravendita di polizze vita
di malati terminali Usa
Assolti gli imputati: “Prodotti finanziari”
CIVITANOVA - Un finanziere e un suo intermediario sono stati scagionati al processo di appello. La vicenda riguarda la commercializzazione delle assicurazioni di persone che hanno patologie che non lasciano loro speranza
di Gianluca Ginella
Commercializzavano polizze assicurative negli Stati Uniti di persone malate terminali, che venivano vendute in Italia come fossero un prodotto finanziario capace di dare profitti enormi agli investitori. L’idea, nuova per l’Italia ma piuttosto comune negli Usa, era venuta ad un finanziere di Civitanova, Bruno Scocco, 70 anni, che vive e lavora a Lugano, e che in questa vicenda era stato aiutato da un 56enne di Fano, Luigi Solazzi, che faceva da intermediario. L’idea era costata a Scosso e Solazzi, in primo grado, la condanna ad un anno e sei mesi perché avrebbero operato in frode della legge sulle assicurazioni, dice l’accusa. Oggi la sentenza è stata ribaltata alla Corte d’appello di Ancona con l’assoluzione piena per entrambi gli imputati «Per non aver commesso il fatto». Sposata la tesi dei difensori (Scocco era assistito dall’avvocato Gabriele Cofanelli, mentre Solazzi era difeso dall’avvocato Fabio Cazzola), che hanno sostenuto il fatto che Scocco e Solazzi non abbiano venduto in Italia delle assicurazioni ma dei prodotti finanziari. Infatti l’idea alla base di tutto è quella di comprare la polizza da malati terminali pagando a questi una somma inferiore rispetto a quello che sarà il premio finale. Con il vantaggio, per il malato, di ottenere subito del denaro e per l’investitore di trovarsi in tasca, morto l’assicurato, un gruzzolo parecchio superiore a quanto investito. Insomma un investimento super redditizio anche se, magari, serve un po’ di pelo sullo stomaco per tentarlo. In molti però si sono rivolti, da diverse provincie marchigiane, a Scocco per compare le polizze. Nel complesso oltre cento quelle acquistate. Il giudice d’appello ha accolto la tesi che si tratti di un prodotto finanziario. Dunque acquistarlo non è reato. Una sentenza, nel suo genere la prima in Italia, che potrebbe fare scuola in altri casi simili. Soddisfatto per l’assoluzione l’avvocato Cofanelli: «a questo processo ha lavorato tutto il mio studio e tengo a ringraziarli: gli avvocati Maurizio Ballarini e Esildo Candria e i dottori Alessio Silvi e Ivan Gori» ha detto il legale.
