Crac milionario del pastificio Andreani,
otto persone rinviate a giudizio
MONTECASSIANO - L'accusa contesta la bancarotta, tutto sarebbe cominciato con la distrazione di 5mila tonnellate di pasta che erano nel magazzino. Un nono imputato farà il processo con rito abbreviato
Distrazione di 5mila tonnellate di pasta che portò al fallimento del pastificio Andreani di Montecassiano: questa l’accusa, a vario titolo, per 8 persone rinviate a giudizio oggi. Il nono imputato farà il processo con rito abbreviato. I fatti contestati risalgono al 2011. Imputati, a vario titolo, per bancarotta, davanti al gup del tribunale di Macerata sono Giuseppe Andreani, 68 anni, di Montecassiano, Roberto Andreani, 41, di Montecassiano, Carlo Danna, 59, di Mondovì, Antonio Prattichizzo, 48, di San Severo, F. M. M., 61, di Nizza Monferrato, Saverio Farina, 40, di Recanati, Andrea Grazia, 48, di Santo Stefano Belbo, Aldo Baudino, 50, di Cuneo, Oscar Lionello Emilio Maria Podda, 58 anni, di Milano. Ad eccezione di Podda, che farà il processo con rito abbreviato, tutti gli altri sono stati rinviati a giudizio. In sostanza, l’accusa contesta agli imputati di aver fatto svalutazioni fittizie del magazzino arrecando un danno di 7 milioni di euro al pastificio.
Danna, Prattichizzo e Baudino sono accusati, i primi due come consiglieri e amministratori delegati della società Monte Regale srl di Mondovì, detenuta direttamente e indirettamente per il 74% dalla Andreani Giuseppe snr di Montecassiano (fallita il 15 giugno 2011), e Baudino quale socio e legale rappresentante della azienda agricola Baudino Pasquale e figlio Ezio, di aver distratto 5.102 tonnellate di pasta secca ad uso alimentare del valore di 3 milioni di euro che simulatamente la società Monte Regale aveva ceduto alla azienda Baudino per 38mila euro. Giuseppe Andreani, Danna, Prattichizzo, Roberto Andreani, il 61enne di Nizza Monferrato, Farina e Grazia perché, rivestendo nella Monte Regale, rispettivamente, i ruoli di presidente del Cda (Giuseppe Andreani), di consiglieri e amministratori delegati (Danna e Prattichizzo), di consigliere (Roberto Andreani), di presidente del collegio sindacale (il 61enne di Nizza Monferrato), e Farina e Grazia di sindaci effettivi, sono accusati di aver concorso a causare il dissesto della Andreani Giuseppe, indicando una sopravvenienza passiva di circa 3 milioni di euro mediante la fittizia vendita di pasta secca, così riducendo della somma corrispondente il magazzino con una perdita di 7 milioni e 445mila euro. Da qui la necessità di ripianare il dissesto con un aumento del capitale sociale che in realtà aveva dato il colpo di grazia alla Andreani. Danna, Prattichizzo e Podda (quale delegato della società Andreani Giuseppe e della società Sma srl (società detentrice direttamente e indirettamente per il 25% del capitale sociale della società Monte regale srl) avrebbero concorso a causare il dissesto della Andreani, esponendo fatti materiali non corrispondenti al vero – dice l’accusa –, procedendo al ripianamento della perdita dei 7 milioni e 445mila euro (di cui 3 milioni come passività inesistente), con un aumento di capitale di 4 milioni.
Questo aveva comportato il dissesto sia della Andreani che della Monte Regale (anch’essa dichiarata fallita, il 24 aprile 2012) di cui la Andreani deteneva il 74%. Al processo gli imputati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Gian Luigi Boschi (che assiste il collegio sindacale della Monte Regale, «ha operato correttamente e sono sicuro che dal processo emergerà l’estraneità dei fatti contestati»), Cinzia Cioverchia, Bruno Mandrelli, Andrea Giacomini, Pamela Meschini, Sergio Ariozzi.
(Gian. Gin.)

