Capuozzo sui marò a San Severino
“Subiscono dal proprio paese”

L'inviato di guerra è stato ospite a La Villa di Cesolo per presentare il suo ultimo libro che tocca la vicenda dei due fucilieri di Marina Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, bloccati da quasi 4 anni in India e accusati di aver ucciso due pescatori imbarcati su un peschereccio indiano il 15 febbraio 2012 al largo della costa del Kerala
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Toni Capuozzo con gli imprenditori al dibattito sulle eccellenze delle Marche

 

Toni Capuozzo 1

Il sindaco di San Severino Cesare Martini con il rettore Flavio Corradini di Unicam

di Monia Orazi

Marche segrete ed esclusive. Una terra ricca di “petrolio”, dato dai secoli di storia, dall’irripetibilità del paesaggio, coraggio imprenditoriale e l’attualità con la vicenda dei marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre raccontata dalla viva voce del giornalista Toni Capuozzo. Sono stati questi gli ingredienti della serata di inaugurazione de “La Villa” di Cesolo, frazione di San Severino, per l’evento “Il vero tocco italiano” che si è tenuto ieri. Storia della settecentesca dimora rurale della famiglia Coletti che l’imprenditore Sandro Teloni ha trasformato in una dimora ricettiva e turistica esclusiva. Tra i presenti anche Toni Capuozzo, inviato di mille conflitti, arrivato per presentare il suo ultimo libro. Lui nelle Marche è di casa. «Le conosco abbastanza – ha raccontato l’inviato – a Pesaro ho fatto il Car, una volta un mio commilitone di Civitanova ci portò a casa di sua madre, tutti a mangiare brodetto di pesce, come lo si faceva purtroppo quasi 50 anni fa. Trovo che ci siano delle analogie con la terra dove sono cresciuto io, anche se ho il sangue misto. Ci sono grandi eccellenze e bellezze». Per Capuozzo, il fascino delle Marche sta proprio in questo: «E’ una cosa che fa onore in un’epoca in cui tutti dicono cose che non hanno ragione di essere, purtroppo si vive in un mondo dell’immagine, se non lo comunichi è come se non ci fosse. Io faccio una penna stilografica bellissima, ma se non lo dico, nessuno lo sa. Ho lavorato una vita e continuo a lavorare in una televisione che campa di pubblicità, che costa».

Il pubblico a Villa

Il pubblico alla Villa di Cesolo

Per la regione si pone la questione di esaltare la propria identità, per Capuozzo: «Il problema è sapere che cosa vogliono diventare e comunicarlo con le parole giuste, che non è solo un fatto di slogan. Pare che le Marche, senza rincorrere dei modelli che sono ormai persino stantii, penso alla Toscana, l’Umbria, senza essere possano giocare le proprie carte. Credo che tutti noi siamo contenti quando un amico ci racconta di un ristorante che non conosce quasi nessuno, in cui si mangia molto bene, a prezzi d’eccellenza, ce lo indica come un segreto. Pensate in qualche modo essere felici, ovviamente anche gli slogan, pensate se uno dicesse “Marche un mare di colline”, funziona. Ma se tu dicessi un posto per pochi fortunati è chiaro che a 18 anni ti piace andare dove c’è gruppo. Per come si vive oggi la tranquillità, la quiete, il senso di esclusività, il fatto di essere esclusivi però non con i costi dell’esclusività della costa Smeralda, è una cosa importante, non è fatto di slogan, ma di quello che vuoi diventare». La vicenda dei marò di Capuozzo è raccontata nel volume “Il segreto dei Marò”, edito da Mursia. Arriverà nelle librerie soltanto nei primi giorni di luglio. «Il limbo, ma sicuramente il Purgatorio era una condizione transitoria – ha detto Capuozzo – loro stanno in un limbo che dura ormai da tre anni e mezzo, il prossimo febbraio saranno quattro anni. E’ un libro in cui paradossalmente la situazione in cui sono gli unici a pagare, stiamo parlando di due servitori dello Stato, due persone semplici, le quali subiscono anche secondo me, un qualche affronto dal loro paese, oltre che dall’India, perché vengono sempre elogiati per la pazienza e la dignità con cui si comportano da indiziati. Ora per un militare per chiunque faccia il suo lavoro con passione, l’elogio deve venire per come ci si comporta nel momento in cui si svolge la propria professione, non per il coraggio, la disciplina, la pazienza con cui affronti l’odissea giudiziaria, per quella che probabilmente è un’accusa ingiusta». Il giornalista ha avuto parole di elogio per Salvatore Latorre, suo capo scorta a Kabul nel 2006.

A sinistra Toni Capuozzo

A sinistra Toni Capuozzo

«L’Italia ha sacrificato la sorte dei marò, pensando di concluderla a tarallucci e vino – ha aggiunto Capuozzo – per salvare la capra del business, che però sta dimagrendo. All’Expò non c’è il padiglione indiano. Dal punto di vista diplomatico, l’India è un ragazzaccio che si trova di fronte un nobile decaduto, l’Italia ne ha approfittato. Ora nessuno dei due sa come uscire da tale pasticcio, se ci tenevano a fare un processo, in tre anni e mezzo avrebbero potuto farlo». Capuozzo ha spiegato come i due marò chiedano di essere processati per dimostrare la loro innocenza. La serata si è aperta con un dibattito sulle eccellenze delle Marche, moderato dal giornalista Achille Perego, e ha coinvolto oltre a Capuozzo, il vicedirettore del Tg5 Andrea Pamparana, gli imprenditori Gianmarco Bisogno e Giuseppe Maccitelli. L’evento è stato allietato dalle musiche del violinista marchigiano Marco Santini, dalla voce potente di Mafalda Minnozzi accompagnata da Paul Ricci, mentre i numerosi ospiti, dal sindaco di San Severino Cesare Martini, al rettore Flavio Corradini, numerosi esponenti del mondo politico, imprenditoriale, artistico marchigiano, hanno potuto degustare le specialità preparate dallo chef Paolo Re, durante un seguitissimo cooking show. «Faremo altri eventi come questo, per avvicinare imprenditori a questa terra di eccellenza» ha detto Sandro Teloni che ha ricevuto la sorpresa di una telefonata da Ennio Doris, storico proprietario di Banca Mediolanum, del quale è stato per anni tra i più fidati collaboratori. Per Andrea Pamparana, in un momento di crisi, è il coraggio degli imprenditori a fare la differenza.

Toni Capuozzo (a sinistra)

Toni Capuozzo (a sinistra)

«Occorre ricordarsi di essere italiani, ed allo stesso tempo dimenticarsi – ha detto Pamparana – l’anno scorso una ricerca dell’Università di Shanghai, ha fatto emergere che il sogno di 50 milioni di cinesi benestanti, è di fare un viaggio in Italia, ho fatto un servizio sul porto di Ancona, uno dei più importanti per il paese, ovunque ho trovato molti giovani che hanno voglia di fare, gli imprenditori devono metterci coraggio, intelligenza e sacrificio, anche se si scontrano con la burocrazia».



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