Vauro porta la sua irriverenza a Macerata
“La satira piace perchè arrogante”

MACERATA - Il noto disegnatore è stato protagonista del dibattito con gli studenti sulla costituzione. Presente anche il giornalista Loris Campetti: "E' necessario indignarsi per tornare a fare inchieste"

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Vauro Senesi di fronte alla Torre dei Tempi

 

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Loris Campetti in compagnia di Vauro Senesi nei corridoi dell’Università

di Marco Ribechi

(foto di Lucrezia Benfatto)

Una battuta irriverente sul papa e tutti lo applaudono. E’ iniziato così l’intervento del popolare disegnatore Vauro Senesi invitato nell’aula magna dell’Università di Macerata per parlare di diseguaglianze e costituzione. Il vignettista – volto noto delle trasmissioni di Santoro Annozero e Servizio Pubblico e matita del Fatto Quotidiano – ha voluto portare in questo modo un po’ di divertimento negli spiriti dei presenti all’incontro dal titolo “Per rafforzare il progetto costituzionale” che mira a formare gli studenti affrontando i temi della costituzione partendo però da approcci multidisciplinari.  «Mi sento un po’ in suggestione in questa stanza con l’affresco del papa, almeno fosse papa Francesco – ha esclamato Vauro – E’ importante invece divertirsi perchè il giornalismo nasce dalla curiosità e dalla passione per ciò che si fa, che implica anche divertimento».

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Vauro insieme al sindaco Romano Carancini e al rettore Luigi Lacchè

Il dibattito ha affrontato in maniera particolare il tema della formazione del un pensiero critico, espresso nell’introduzione dal rettore Luigi Lacchè, basilare per analizzare la realtà e comprendere l’attualità. «Il linguaggio politico pratica una desertificazione delle parole – ha continuato Vauro – Espressioni come missione di pace utilizzate al posto di guerra sono prive di valore, anzi pericolose. Questo è evidente nell’articolo 11 della costituzione dove è scritto L’Italia ripudia la guerra.  Il testo, nato dalla Resistenza, dopo il bagno di sangue della seconda guerra mondiale, scritto da persone che avevano visto morire i propri compagni, voleva proprio essere un monito a non ripetere più quelle barbarie. La politica invece prende e manipola i concetti, fino a trasformarli nell’opposto, fino a chiamare la guerra missione di pace. La satira piace proprio perchè è arrogante e prepotente, non ha spazio per trasformare i concetti, deve pungere e essere fastidiosa il più possibile. Le sue parole però non possono essere portate nel discorso politico, si rischia di aizzare folle già calde e insoddisfatte».

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Loris Campetti con l’amico e collega Vauro e il sindaco Romano Carancini

Presente anche il giornalista del Manifesto Loris Campetti che ha affrontato invece il tema della libertà: «Dei concetti di libertà, uguaglianza e fratellanza della rivoluzione francese è rimasto solo il primo che però ha perso in termini di qualità. Sempre più persone hanno paura a raccontare le proprie storie, a denunciare alcuni fatti che possono, ad esempio, mettere a rischio il loro posto di lavoro. E’ importante invece ritornare a indignarsi perchè si è perso il coraggio di scandalizzarsi. Per questo il giornalismo di inchiesta è sempre più necessario, altrimenti si arriva solo a chiedere il consenso, che equivale alla miseria del giornalismo». Il rispetto per la costituzione italiana preso quindi come esempio per rimuovere gli ostacoli che minacciano la vita degli individui, spesso proprio i più deboli. In questo senso il sindaco Romano Carancini ha dato il suo contributo, analizzando l’articolo 3 «E’ fondamentale la seconda parte di questo articolo, quando si dice che vanno rimossi gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona. Credo che sia compito di chi amministra battersi, spesso per i più deboli, per promuovere l’uguaglianza senza mezzi termini e senza condizioni».

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L’aula magna dell’università

Durante il dibattito sono stati esposti anche gli studi di alcuni studenti coordinati dalla professoressa  Barbara Pojaghi e da Francesco Rocchetti che hanno analizzato 5 aree dove la diseguaglianza è più evidente: il razzismo e la stigmatizzazione dello straniero, la violenza di genere, la questione di genere, l’esclusione digitale e gli esodati. Tutti temi molto cari all’Anpi che ha partecipato all’iniziativa proprio per ricordare Nazzareno Re nel giorno della sua nascita, insegnante, esperto di cultura e  giornalismo, presidente regionale dell’Anpi e dell’Arci. «E’ importante valorizzare la costituzione nata, è importante ricordarlo dalla resistenza e dall’antifascismo – ha detto Lorenzo Marconi dell’Anpi – Negli ultimi tempi alcuni gruppi politici sono stati pericolosamente sdoganati per guadagnare voti. Il giornalismo d’inchiesta e questi incontri sulla costituzione hanno invece proprio lo scopo di svelare l’inganno che si cela dietro molte retoriche inaccettabili».

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Lorenzo Marconi dell’Anpi

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La studentessa Paola Piccioni che illustra il tema della diseguaglianza digitale

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Barbara Pojaghi e Francesco Rocchetti

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