L’acqua infuoca il consiglio comunale
Chieste le dimissioni della giunta
CASTELRAIMONDO - Dopo il problema della potabilità che a febbraio ha lasciato la popolazione a secco, il consigliere Dario Farabollini ha presentato un'interrogazione criticando la gestione del problema e chiedendo a sindaco e assessori di lasciare la guida della città. Marinelli: "Adoperati appena saputa la notizia"
di Monia Orazi
Dibattito infuocato in consiglio comunale sull’acqua dopo i disagi di febbraio. Presentata una interrogazione e chieste le dimissioni dell’assessore competente e di tutta la giunta. Era il 16 quando il sindaco Renzo Marinelli aveva emanato un’ordinanza cautelativa, che vietava l’utilizzo dell’acqua per scopi potabili, in quanto le analisi effettuate dall’Arpam avevano rilevato la presenza di batteri escherichia coli, su invito del dipartimento prevenzione dell’Asur. Quel giorno i dipendenti comunali avevano affisso una serie di avvisi, tra la popolazione si erano registrate polemiche perché molti avevano avuto notizia in ritardo del divieto di uso dell’acqua potabile, soltanto nel pomeriggio. Su questo ha presentato un’interrogazione il consigliere comunale Dario Farabollini, per sapere cosa sia accaduto. Le nuove analisi effettuate proprio il 17 febbraio, avevano dato esito negativo ed il sindaco aveva revocato l’ordinanza di non potabilità il 20 febbraio, avvisando questa volta con l’auto della protezione civile e la fonica, tutta la popolazione. «Chiedo di sapere perché l’ordinanza di non potabilità è stata emessa nel pomeriggio del 16 – ha detto Dario Farabollini – quando l’Asur ha inviato comunicazione al Comune nel pomeriggio di sabato. Era necessaria una comunicazione incisiva, oltre alla tempestività, perché se l’acqua avrebbe potuto arrecare danni alla salute dei cittadini». Il sindaco ha risposto che il lunedì mattino alle 7 è stata data comunicazione dell’ordinanza, prima alle scuole ed inviando bottiglie per gli alunni, poi facendo attaccare gli avvisi. «Ci siamo adoperati appena saputa la notizia – ha risposto Marinelli – una comunicazione alle 7 del sabato non è il massimo, l’Asur ci aveva detto di fare dei volantini, abbiamo fatto più di quanto ci ha detto». E ha aggiunto: «Dobbiamo organizzarci meglio, magari con un servizio di invio sms, per poter raggiungere tutti i cittadini, a volte con la fonica non si riesce». Farabollini, citando una serie di documenti messi a disposizione dal cittadino Daniele Antonozzi, ha sottolineato come al Comune sia arrivato un fax attorno alle 16, accompagnato da una telefonata all’assessore comunale alla Sanità e dalla posta elettronica certificata che ha valore legale. «Perché questo ritardo? In quarantotto ore avremo sterminato tutti – ha incalzato Farabollini – di chi è la responsabilità? Dell’assessore Esperia Gregori? Non avete saputo gestire questa emergenza, come potete avere la pretesa di dire che il cementificio non inquina? Qui qualcuno sapeva prima, avete dormito per quarantotto ore, chiedo le dimissioni dell’assessore competente e della giunta». Ha subito risposto Marinelli: «Al mattino di lunedì abbiamo fatto le comunicazioni, la responsabilità è interamente mia perché me ne sono occupato in prima persona. L’assessore Gregori (delega alla Sanità, ndr) infatti non ha seguito la vicenda. Quando l’ho saputo, alle sette del sabato, ho parlato con l’ingegner Brancaleoni che era fuori. Mi ha detto che erano stati fatti lavori alla fontana e che forse quando erano stati fatti i prelievi per le analisi, poteva esserci qualcosa, ma da quattro giorni stavano clorando. La fontana la domenica è stata chiusa. Forse tutto poteva essere fatto 12 ore prima, ma mi prendo la responsabilità, mi ha rassicurato sul fatto che erano stati fatti dei lavori ed aveva piovuto molto. Nella comunicazione Asur si diceva precauzionalmente, non divieto assoluto. Lunedì sono state fatte le analisi e l’acqua era apposto. Ho sbagliato perché me ne dovevo lavare le mani e fare subito l’ordinanza». Per il primo cittadino: «Non c’era nulla di straordinario e non c’era divieto assoluto di utilizzo, è stata fatta una valutazione, qualcosa che a detta dei tecnici era risolto, le comunicazioni sono arrivate di sabato quando le analisi erano state fatte il lunedì, io ho sbagliato di dieci ore, forse anche chi ha effettuato le analisi non l’ha ritenuto così urgente». Farabollini si è detto insoddisfatto della risposta.

