Obesità: nuove molecole
per combatterla

Non esistono farmaci per dimagrire ma si può contare su l'unione di più elementi per combattere la fame. Secondo l'Oms è in sovrappeso il 35% delle persone mentre l'11% è obeso (ARTICOLO PROMOREDAZIONALE)

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Amedeo Giorgetti

Il dottor Amedeo Giorgetti, specializzato in scienze dell’alimentazione

Nel giugno 2013 l’obesità è stata ufficialmente riconosciuta una malattia dall’American Medical Association ed è stimato che le conseguenze negative dell’obesità sono maggiori rispetto a quelle associate ad abuso di alcool e al fumo di sigaretta. L’obesità è una vera e propria patologia infiammatoria, il grasso in eccesso, soprattutto quello addominale, genera uno stato infiammatorio-degenerativo cronico, che provoca un aumento del rischio cardiovascolare, del diabete e della mortalità in generale. Oltre alla dieta, all’esercizio fisico e alla terapia comportamentale, quando il peso da perdere è molto, la terapia farmacologica può costituire un valido aiuto. Il primo step è costituito da principi attivi naturali che favoriscono il dimagrimento attenuando il senso di fame e favorendo il drenaggio dei liquidi e delle tossine in eccesso; si tratta di rimedi “blandi”, che comunque hanno una discreta efficacia e si dimostrano utili quando i chili da perdere non sono troppi. Ci sono alcuni casi però – parliamo di obesità vera -, nei quali il controllo della fame è difficile da gestire e lo stress e l’ansia portano a mangiare in eccesso o modo compulsivo. In queste situazioni, il medico che cura l’ obesità, non può limitarsi a dare i soliti e semplici consigli dietetici, perché così rischierebbe di banalizzare un problema che invece è serio e incide negativamente sulla salute e sulla qualità della vita del paziente. Quindi dire alla persona obesa “mangia di meno seguendo questa dieta e muoviti di più” , è quasi offensivo… è come se la persona obesa fosse totalmente incapace di gestire la propria salute e sia l’unica vera causa della propria patologia. Sappiamo che così non è, e che il peso di ognuno di noi è legato a tante variabili -non solo alla forza di volontà- che spesso non riusciamo a controllare, quindi colpevolizzare il paziente è l’ultima cosa che il medico dovrebbe fare, molto meglio “prendersi cura “ della persona, affiancandola ed aiutandola a risolvere le problematiche con tutti gli strumenti che la ricerca medica oggi mette a disposizione. Per riuscire nell’intento è necessario mettere in atto strategie di terapia comportamentale e spesso, accanto a queste, la terapia farmacologica può rendersi necessaria e rivelarsi molto utile. E’ ovvio che non esistono farmaci che fanno dimagrire (tutto quello che viene pubblicizzato ed enfatizzato attraverso internet o i mass-media odora di truffa), ma abbiamo a disposizione molecole che aiutano decisamente a controllare la fame, ad avere un rapporto più sereno col cibo e quindi a seguire la dieta senza troppi sacrifici. Recentemente negli Stati Uniti sono state approvate falla FDA e messe in commercio nuove molecole molto efficaci per il controllo della fame, che a breve avremo a disposizione anche in ItaliaSi tratta di terapie farmacologiche cicliche, che vanno gestite dal medico specialista, e che vanno ad integrare la terapia nutrizionale e l’intervento sullo stile di vita. A disposizione per chiarimenti e delucidazioni il dottore Amedeo Giorgetti (www.amedeogiorgetti.it), laureato in Medicina e Chirurgia, specializzato in Scienze dell’alimentazione, First Certificate of Training in Eating Desorders and Obesity, fondatore e segretario nazionale della società italiana di alimentazione e sport e professore a contratto presso l’Università di Camerino dal 2007 al 2010.

(articolo promoredazionale)


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