Forza Italia: “Ospedale al canto del cigno, è colpa di Comi”
TOLENTINO - Le critiche del consigliere Roberto Lombardelli: "Scellerato disegno della politica nazionale e regionale"
«Per l’ospedale di Tolentino sembra davvero che ormai non ci sia più nulla da fare». E’ questa l’amara constatazione del coordinatore comunale di Forza Italia, Roberto Lombardelli, scaturita dopo «l’annunciato trasferimento a Macerata di una delle ultime eccellenze rimaste, il reparto di Psichiatria». Dopo aver dichiarato che questa è la «conferma di come l’ospedale di Tolentino ormai non rientri più definitivamente nei piani della Regione che ha più volte vantato di essere un’eccellenza nazionale nel campo della sanità, ma dove un malato acuto per essere operato deve attendere tre mesi, salvo trovare disponibilità immediata qualora decida di fare l’intervento a pagamento», l’esponente di FI individua nel segretario regionale del Pd, Francesco Comi, colui che «aveva fatto intendere, più o meno velatamente, che l’ospedale di Tolentino sopravviveva solo grazie al suo incarico nella V Commissione regionale sulla Sanità ma non sentiamo più la sua voce. Oggi che non è candidato e non si interessa più di Tolentino puntualmente arrivano le ultime brutte notizie per il nostro ospedale».
Dopo aver ribadito che «un presidio sanitario di riferimento per un distretto di 15 comuni che va da Loro Piceno fino a Monte San Martino, dopo decenni di soppressioni di servizi e progressive diminuzioni di posti letto, è oggi giunto al canto del cigno» e che «non resta più nulla di quello che era un rinomato polo sanitario negli anni 80’ e 90’, dove arrivavano decine di pazienti da tutta la regione e da tutta Italia, se non un reparto di lungodegenza dove “appoggiare” anziani e malati per i quali altrove non c’è più posto», Lombardelli individua nello «scellerato disegno della politica nazionale e regionale» il fattore che «ha portato negli anni ad accentrare o mantenere reparti e servizi prima all’ospedale di Macerata e poi definitivamente ad Ancona, impoverendo gli ospedali considerati a torto “minori” come quello di Tolentino». Il coordinatore tolentinate di Fi dichiara di «comprendere le difficoltà oggettive degli enti locali in un momento economico drammatico come quello che stiamo vivendo attualmente», ma sottolinea che a suo avviso «non era sulla salute dei cittadini che si dovevano cercare tagli e risparmi. Con la salute non si doveva giocare, se è vero che oggi per qualsiasi tipo di problema sanitario, chi si rivolge al punto di primo intervento dell’ospedale di Tolentino viene dirottato prima a Macerata, una struttura satura e vicina al collasso proprio per gli scellerati tagli fatti sul territorio, e poi finisce ad Ancona. Sappiamo che c’è poco da fare – conclude Lombardelli – ma solleciteremo chiunque andrà ad amministrare la regione dopo le elezioni del 31 maggio per tentare fino all’ultimo di evitare che Tolentino perda un ulteriore pezzo fondamentale della sua storia».

In realtà a giocare con la salute dei cittadini sono politici come questi che cercano di mantenere in vita strutture contro qualsiasi logica organizzativa ed economica , sottraendo risorse preziose solo per pura logica di potere locale .