Carabiniere ucciso dal collega:
“Fatto accidentale, è sconvolto”
L’autopsia: colpito all’orecchio
TOLENTINO - Parla il legale del militare che ha sparato a Emanuele Lucentini: "Non c'è nessun dubbio che si sia trattato di una disgrazia". Dal riscontro autoptico emerge che il 50enne tolentinate è stato ferito sulla parte destra della testa. Presto sarà svolto un esame balistico. Da domani camera ardente aperta a Foligno
di Marco Cencioni
«Non c’è nessun dubbio che il colpo sia partito accidentalmente, il mio cliente è sconvolto per quanto successo». Così l’avvocato Marco Zaccaria del foro di Roma, che assiste il carabiniere 38enne residente a Castel Ritaldi in provincia di Perugia, a cui sabato mattina è partito un colpo dall’arma d’ordinanza che ha ferito mortalmente il suo collega Emanuele Lucentini, 50enne originario di Tolentino (leggi l’articolo). L’autopsia si è svolta questa mattina e ha confermato che è stato un unico colpo a ferire mortalmente il militare, raggiunto alla testa da un proiettile.
C’è il più stretto riserbo da parte degli inquirenti su quanto accaduto sabato mattina nel cortile della caserma di via Garibaldi a Foligno, anche se il fatto certo è che tutto sia legato ad una disgrazia. «Si tratta di una circostanza assolutamente accidentale e questo è certo. Ci fidiamo dell’attività della procura tanto che abbiamo deciso di non nominare un nostro consulente per partecipare all’autopsia», dice l’avvocato Marco Zaccaria che assiste il carabiniere 37enne indagato per omicidio colposo. Una disgrazia, dice il legale, che «ha distrutto il mio cliente, non riesce a darsi pace: il suo pensiero è sempre rivolto alla moglie di Lucentini e a quello che purtroppo è accaduto (il carabiniere ha voluto incontrare la donna per scusarsi, ndr)». Nel frattempo, il militare si è preso qualche giorno di riposo in attesa di eventuali provvedimenti da parte dell’Arma (al momento non è stato sospeso). Intanto, questa mattina si è svolta l’autopsia all’ospedale di Foligno eseguita dai medici legali Mauro Bacci e Anna Maria Verdelli, nominati dalla procura. Presente anche il consulente della famiglia Lucentini. Da quanto emerge dall’autopsia, Lucentini è stato ucciso da un colpo partito da una mitraglietta M12 che lo ha raggiunto vicino all’orecchio destro e non alla nuca come sembrava in un primo momento. Presente all’esame anche un perito balistico nominato dalla procura di Spoleto per accertare la traiettoria del proiettile. Al momento la perizia del consulente non è ancora iniziata. «Saranno comunque necessari ulteriori approfondimenti affinché venga confermata la versione data dall’autore del fatto – dice l’avvocato Maria Antonietta Belluccini di Foligno che assiste la famiglia Lucentini – Emanuele aveva un rapporto d’amicizia con il collega, sembra che abbia esploso accidentalmente il colpo nello scendere dalla macchina con l’arma in mano». Conclusa l’autopsia il corpo del militare è stato restituito alla famiglia. Nel tardo pomeriggio di oggi è stato portato alla sala del commiato Acciarini, al civico 44 di via Niccolò Alunno a Foligno, dove da domani alle 10 sarà aperta la camera ardente. Il funerale di Emanuele Lucentini si terrà mercoledì pomeriggio, alle 16, alla cattedrale di San Feliciano in piazza della Repubblica.


Leggere certe notizie appena apri il pc ….ti rovinano la giornata.
io non capisco, un carabiniere addestrato, abituato ad usare armi, accidentalmente fa partire un colpo come un bambino di 10 anni. Come la mettiamo la cosa è grave, poteva far partire accidentalmente un colpo mentre fermava un automobilista o in qualsiasi altra situazione, poi tutte le armi hanno le sicure…questa cosa mi fa paura e non va neanche minimizzata c’è qualcosa che non funziona? Comunque mi spiace tantissimo per la famiglia del carabiniere ucciso, non si può morire in questo modo e chi ha sbagliato è giusto che paghi.