Carabiniere ucciso in caserma,
il collega chiede perdono alla vedova
Lei: “E’ stata una fatalità”

TOLENTINO - Emanuele Lucentini sarebbe morto per un colpo di arma partito dalla mitraglietta di un altro militare, 32enne, padre di due figli, con il quale aveva appena smontato il turno. L'uomo ha voluto parlare con la moglie del deceduto per scusarsi. Stavano riponendo le armi quando è scivolato ed è partito lo sparo. Domani (18 maggio) l'autopsia. Aperto un fascicolo per omicidio colposo

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Emanuele Lucentini il carabiniere morto a Foligno

Emanuele Lucentini il carabiniere morto a Foligno

 

Il carabiniere durante una gara di corsa, la sua passione

Il carabiniere durante una gara di corsa, la sua passione

di Marco Cencioni

Il colpo che ha ucciso Emanuele Lucentini è partito accidentalmente dall’arma di un collega, un 32enne di Spoleto, padre di due bambini. Il militare questa mattina ha chiesto perdono in lacrime alla moglie del 50enne tolentinate, Stefania Leonardi. La donna, scioccata per l’accaduto, ha avuto la forza di rispondergli: «E’ stata una fatalità, non c’è niente da perdonare». A raccontare la tragedia che ha colpito due famiglie, dopo le prime 24 ore durante le quali si è fatta luce sui fatti, sono Pietro Leonardi e Dina Porzi, i suoceri dell’appuntato originario di Tolentino colpito ieri mattina da un proiettile alla nuca mentre si trovava nel cortile della caserma della compagnia di Foligno (leggi l’articolo). I genitori della moglie del carabiniere deceduto rispondono al telefono del suocero della figlia, Giancarlo Lucentini, padre dell’appuntato scelto, troppo sconvolto per poter parlare. «Emanuele è morto, il suo collega è un morto vivo – commenta Pietro Leonardi – è distrutto dal dolore e anche la sua vita, purtroppo, è segnata per sempre. E’ un dramma per due famiglie, quel carabiniere ha due bambini. In lacrime ha voluto chiedere perdono a mia figlia. Ma è stata una fatalità. Cosa c’è da perdonare? Non riusciamo a farcene una ragione. Sono incidenti che purtroppo accadono ma in questo momento è una realtà troppo difficile da accettare. E’ davvero una disgrazia, siamo completamenti scioccati, speriamo che il Signore ci dia la forza per andare avanti». Il suocero di Lucentini dipinge il genero come una bravissima persona. «Lo conoscevano tutti – riprende Leonardi – erano 30 anni che viveva in Umbria. Lo rispettavano perché era ligio al suo dovere e amava il suo lavoro che svolgeva con tanta passione». La suocera Dina Porzi racconta quanto successo nel cortile della caserma di via Garibaldi ieri mattina e quanto a loro fino ad ora riferito dalle autorità. «Stavano smontando dal turno, ci hanno raccontato, erano appena arrivati – dice Porzi – stavano scendendo le armi dalla macchina quando il collega è scivolato e sarebbe partito il colpo. Emanuele era di spalle. Così ci hanno detto. Un terribile destino che proprio non ci voleva. Mio genero non se lo meritava. Mia figlia è distrutta, è un dolore troppo forte».

La caserma dei carabinieri di Foligno

La caserma dei carabinieri di Foligno

Nonostante il massimo riserbo da parte dell’Arma sulla dinamica delle circostanze che hanno portato alla tragica scomparsa del militare di 50 anni tutto, quindi, lascia pensare ad una tremenda fatalità. Secondo la ricostruzione, i due carabinieri si trovavano insieme poco dopo le sette di sabato mattina. Avevano condiviso il turno di notte e, dopo aver preso un caffè in un bar con i colleghi della Stradale, sono rientrati nella caserma di via Garibaldi per il cambio del turno. Il colpo sarebbe partito accidentalmente proprio dalla mitraglietta M12 del collega di Lucentini, mentre i due erano appena rientrati con la vettura di servizio nel cortile della caserma. Lucentini si trovava di spalle in quel momento e il proiettile lo ha centrato alla nuca: inutili i soccorsi, il carabiniere è morto all’ospedale San Giovanni Battista di Foligno poco dopo le nove. Come atto dovuto, in questi casi, il pm di turno Michela Petrini della procura di Spoleto ha aperto un’indagine per omicidio colposo. Il carabiniere 32enne è stato interrogato per molte ore, gli è stato chiesto di ricostruire nei particolari quanto avvenuto al cambio di turno. Per stabilire tutti i particolari della drammatica vicenda si attende nelle prossime ore anche l’arrivo dei risultati della perizia balistica sull’arma. Disposta l’autopsia, che si terrà domani (18 maggio) all’ospedale di Foligno e verrà effettuata dai medici legali Mauro Bacci e Anna Maria Verdelli, dopodiché sarà allestita la camera ardente. Il funerale potrebbe svolgersi già nella giornata di mercoledì a Foligno. La cattedrale di San Feliciano, che si trova nella centralissima piazza della Repubblica, sarà la chiesa dove Emanuele Lucentini verrà salutato per l’ultima volta dalle tantissime persone che lo conoscevano.

 


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