Esplode un colpo in caserma
Muore carabiniere di Tolentino

LA TRAGEDIA - Emanuele Lucentini, 50 anni, lavorava a Foligno. Il proiettile sarebbe partito accidentalmente e l'ha colpito alla testa
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Emanuele Lucentini

Emanuele Lucentini

di Marco Cencioni

Tragedia a Foligno. L’appuntato scelto Emanuele Lucentini, 50enne originario di Tolentino, è morto questa mattina in caserma dopo l’esplosione accidentale di un colpo d’arma da fuoco. Il proiettile lo ha raggiunto alla nuca e per il carabiniere non c’è stato nulla da fare: è deceduto poco dopo il ricovero nell’ospedale San Giovanni Battista di Foligno. Il dramma si è consumato intorno alle 7. Il colpo sarebbe partito da un’arma di ordinanza, una M12, mentre il militare era all’interno della caserma della compagnia di Foligno. Stava smontando dopo il turno di notte insieme ad un collega. Lucentini è stato subito trasportato d’urgenza dal 118 al nosocomio folignate, dove è morto poco dopo. Non sono ancora chiare le dinamiche dell’accaduto che sono ancora al vaglio dei vertici del comando provinciale dell’Arma e del magistrato di turno. Le indagini dovranno appurare in che circostanze è partito il colpo e da quale arma, anche se sembra certo che tutto sia avvenuto in maniera del tutto accidentale. Lucentini, che era in forza al Radiomobile, viveva a Spello con la moglie Stefania, fisioterapista originaria di Nocera Umbra, ma era conosciutissimo e molto rispettato a Foligno, dove lavora da oltre vent’anni. La comunità della cittadina umbra è rimasta sconvolta dalla notizia che si è rapidamente diffusa nella mattinata e sulla pagina facebook “Segnalazioni Foligno” sta esprimendo tutto il suo dolore per la scomparsa di quello che tutti definiscono come un carabiniere modello. “Senza di te Foligno sarà meno sicura riposa in pace” scrive Dalia Bruschi, “Una vera istituzione nell’istituzione. Foligno perde un uomo, un nome, una garanzia” afferma Biagio Lucenti, mentre Luca Bellagamba scrive che “Foligno e Spello perdono una grande persona, un uomo corretto, simpatico e attento al suo lavoro”. Il militare era molto stimato dai colleghi che lo ricordano per la passione e la fierezza con cui svolgeva la sua professione. Lucentini era molto integrato nella vita sociale della città dove lavorava. Il sindaco di Foligno, Nando Mismetti, ha espresso il «proprio cordoglio» all’Arma dei carabinieri per la morte del sottufficiale e anche il ministro dell’interno Angelino Alfano, in visita alla scuola di polizia di Spoleto, ha comunicato di aver formulato le sue condoglianze al comandante generale dell’Arma «è una cosa tragica per la quale siamo davvero tutti addolorati», ha dichiarato. Emanuele Lucentini era un grande amante dello sport in generale, non disdegnava le pedalate in bicicletta ma, in realtà la sua vera passione era la corsa. Era stato tesserato per una società di atletica ed era un podista innamorato, di quelli a cui piaceva correre non per il tempo da realizzare ma per il piacere di farlo. Il carabiniere era originario di Tolentino dove, ovviamente, non aveva mai prestato servizio, dato che si era arruolato da giovane ed era stato subito trasferito in Umbria. In città vivono i suoi genitori, il padre Giancarlo, ex cantoniere dell’Anas molto conosciuto in città, e la madre Vittoria Del Pupo, che abitano in viale dei Cappuccini, mentre la sorella Daniela risiede, da quando si è sposata, a Porto Sant’Elpidio. La notizia della scomparsa del militare ha choccato l’intera comunità e il sindaco Giuseppe Pezzanesi si è detto profondamente addolorato per la morte di Emanuele, che conosceva personalmente, come tutta la famiglia: «La città di Tolentino piange oggi uno dei suoi figli migliori», ha affermato il primo cittadino.

 



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