Il bilancio di mister Morreale
“Trodica, salvezza meritata”
ECCELLENZA- Il tecnico analizza la stagione e dedica il risultato ai tifosi. Poi parla del suo futuro: "Sono molto legato alla società e all’ambiente, ci metteremo seduti e vedremo cosa accadrà"
di Marco Cencioni
«Per Trodica l’Eccellenza è come la serie A: averla mantenuta è un grande risultato». Tocca a mister Renzo Morreale tirare le somme della stagione biancoceleste, conclusa con la vittoria sulla Vigor Senigallia nella sfida playout giocata al “San Francesco”. L’allenatore – tornato in panchina alla terza giornata di ritorno al posto di Stefano Crocetti «ho accettato subito la chiamata, non ho esitato neanche un secondo» – racconta il percorso della squadra per poi aprire una finestra sul suo futuro: «Sono molto legato alla società e all’ambiente. E’ presto per parlarne ma prossimamente ci metteremo seduti, con molta calma, e vedremo cosa accadrà». Il tecnico individua in un momento preciso il cambio di marcia che ha permesso alla sua formazione di mantenere, per il secondo anno consecutivo, la permanenza nel massimo torneo regionale. Bartolucci e compagni, infatti, hanno fatto fatica ad uscire da un periodo che definire buio è un eufemismo. «E’ vero, siamo stati per 17 partite senza vincere. Era un momento che uscivamo sconfitti dalle gare che dovevamo perdere e che pareggiavamo quelle che meritavamo di portare a casa – analizza Morreale – Dopo la debacle di Monticelli, però, c’è stata la svolta. Soprattutto a livello mentale, perché sotto il profilo tattico e tecnico abbiamo sbagliato veramente poco. Abbiamo compreso che dopo anni di campionati passati nelle parti nobili della classifica dovevamo avere la consapevolezza di poter retrocedere e che, quindi, dovevamo tirare fuori le unghie: ciò è stato possibile, soprattutto, grazie al sostegno delle “Teste Matte”, i nostri tifosi». Il mister del Trodica coglie l’occasione per ringraziare i supporter «Loro sanno che giocare in Eccellenza è un grande traguardo, ci incitano sempre con tanto calore e ci spronano nei momenti difficili. Sono esigenti e ci stimolano, ma sono realisti» ed evidenzia che «questo atteggiamento propositivo dovrebbe essere imparato anche la gente che va in tribuna e che non sempre si ricorda di quello che abbiamo fatto e che stiamo facendo. Dopo Fossombrone avevo detto che ci saremmo salvati e così è stato».
Quando gli facciamo notare che dopo il quinto posto del primo anno si poteva attendere una riconferma del Trodica ad alti livelli Morreale, sincero come al solito, afferma: «Quando sono tornato ci auguravamo di risalire la china dopo alcuni risultati negativi, è certo che non pensavamo di andarci a giocare i playout – sottolinea – Chiaramente potevamo fare di più, visti i valori del gruppo, ma dobbiamo essere onesti e ammettere che abbiamo commesso degli errori: potevamo pagarli cari ma alla fine l’impegno, il lavoro e lo spirito di sacrificio hanno pagato». L’allenatore biancoceleste conclude ringraziando quelle persone che, a suo dire, compongono «la vera anima di questa squadra». «Dedico questa salvezza a tutta Trodica. Ho sentito sulla pelle, ancora una volta, l’amore sconfinato per questo gruppo. Debbo ringraziare il preparatore atletico Sergio Gullo, un valore aggiunto per me, e anche alcuni uomini veri, che hanno una passione immensa per questi colori. Sto parlando dell’amico e dirigente Gianni Marchionne, che non ci abbandona mai e non è l’unico a mettere tutto se stesso al nostro servizio. Faccio tre nomi: Amedeo Torresi, Sandro Fabiani e Marcello Torresi. Gente sempre vicina, che passa ore al campo, che ci ha dato la forza per tagliare il traguardo”.

