Sarnano si ferma per l’addio a Lorenzo
L'ULTIMO SALUTO - Celebrati nella chiesa di Schito i funerali del 19enne scomparso per una terribile malattia. Tra i ricordi quello del preside Maurizio Cavallaro: "Quando facevamo gli scrutini e arrivavamo al tuo nome usciva spontanea una battuta,Giannini dovremmo clonarlo per quanto è bravo"
di Marco Cencioni
Sarnano si è fermato oggi pomeriggio per i funerali di Lorenzo Giannini, il diciannovenne scomparso giovedì sera dopo una breve quanto tremenda malattia (leggi l’articolo). Impossibile per la piccola chiesa di Schito contenere la folla accorsa per stringersi attorno al dolore della famiglia del giovane. In tanti hanno voluto essere presenti per porgere l’ultimo saluto a quello che tutti ricordano come un bravo ragazzo, di quelli con la testa sulle spalle. Hanno seguito la funzione – officiata da Don Marcello Squarcia, suo professore di religione – nel piazzale antistante alla chiesetta, raccolti in una profonda e silenziosa commozione. C’erano i parenti e gli amici della famiglia Giannini. Il padre Romeo, la mamma Maura e il fratello Daniele sono stati rapiti dalle lacrime ma sanno di poter contare sulla gente che li ama, sulle persone che adoravano i modi gentili e la generosità di loro figlio. C’erano quelli che lo conoscevano appena, i concittadini che lo vedevano ogni tanto passare con la sua Ape blu e nera per le vie del paese.
Ma, soprattutto, c’erano tanti ragazzi. I coetanei e i compagni di scuola di Lorenzo che, insieme al preside e ai suoi professori, lo hanno vissuto più di tutti, che hanno potuto godere della sua silenziosa ma indispensabile compagnia. Proprio loro lo hanno ricordato, alla fine della messa. «Non potremo mai dimenticarti, è difficile scrivere tutto ciò che sei stato per noi – dice una ragazza che parla a nome di tutti i compagni di classe – Quella felpa nera e quei jeans, il tuo stare sempre vicino al termosifone con il caffè in mano, il tuo modo di prendere in giro: sono particolari che rimarranno sempre con noi. Eri addirittura la nostra banca, se avevamo bisogno ci prestavi i soldi senza mai chiederli indietro, se avevamo problemi tu c’eri sempre. Nel tuo ricordo affronteremo gli esami di maturità, ci mancherai tanto».
«Eri un ragazzo affettuoso con tutti, buono, gentile e cortese: il migliore – dice con la voce rotta dalle lacrime il dirigente scolastico dell’Ipsia “Ercole Rosa” Maurizio Cavallaro – Hai lasciato una traccia indelebile. Quando facevamo gli scrutini e arrivavamo al tuo nome usciva spontanea una battuta: Giannini dovremmo clonarlo per quanto è bravo – conclude Cavallaro – Era impossibile non amare la tua educazione. Arrivando in chiesa ho sentito il profumo della primavera e l’ho associato subito a te. Oggi ci consoliamo sapendo che sei un angelo utile e servizievole con il buon Dio, il quale ti ricompenserà delle sofferenze passate sulla terra».
«In questo momento così difficile da accettare siamo grati al Signore per averci dato la possibilità di viverti – ha detto nell’omelia Don Marcello Squarcia – La tua umanità era spontanea. Con tutta la dedizione, lo spirito critico e l’impegno che mettevi nello studio ti stavi preparando all’esame di maturità. Eri certo della tua preparazione ed eri disponibile verso gli altri. Quando finivi un compito, come sempre prima dei tuoi compagni, li aiutavi senza indugio. Sapevi ascoltare chi ti chiedeva consiglio, eri generoso e sincero. Oggi non è il tempo per le lacrime e il silenzio: è il giorno di gridare con forza la nostra fede perché sappiamo che sei un angelo che dal paradiso ci guarda e ci protegge». Al termine della messa, la bara esce dalla chiesa in un silenzio rispettoso, interrotto solo dai rumori tipici di un caldo pomeriggio vissuto in aperta campagna. E nell’aria quel profumo primaverile, il profumo del ricordo di quel giovane silenzioso che sapeva amare ed ascoltare.


Riposa in pace piccolo angelo
r.i.p.
mi si stringe il cuore sapere ora cosa dovrà affrontare la famiglia,il futuro se fortunati sarà grigio. r.i.p.