Tentato omicidio all’Hotel House,
arrestato l’aggressore

PORTO RECANATI - L'episodio ieri pomeriggio, un giovane di Loreto è stato ferito al collo e ad una mano con un coltello. In manette un magrebino di 28 anni

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Operazione Hotel House (17)di Gianluca Ginella

Circa tre ore prima che si accendessero le telecamere della trasmissione “Quinta colonna”, per raccontare la realtà dell’Hotel House di Porto Recanati sempre più al centro della cronaca (anche questa mattina ci sono state perquisizioni), un giovane è stato accoltellato da un marocchino che poi è stato bloccato e arrestato con l’accusa di tentato omicidio (leggi l’articolo). Alle 18,25 l’italiano, un 28enne originario di Sassuolo e residente a Loreto, si trovava all’Hotel House, a detta di un testimone, per acquistare stupefacente. Lì l’uomo ha avuto una discussione con un marocchino di 32 anni, Brahim Saddok che poi avrebbe estratto un coltello e l’avrebbe ferito (non sono stati chiariti i motivi dell’aggressione). L’italiano, secondo quanto è stato ricostruito dagli investigatori, è stato prima ferito al collo (dove ha un taglio) e poi al palmo della mano (questa sarebbe una ferita da difesa, per proteggersi dall’aggressore). A sentire le grida del 28enne sono stati gli agenti della squadra mobile di Macerata che stavano svolgendo una perlustrazione al palazzone multietnico in vista proprio della trasmissione (iniziata alle 21 con la notizia dell’accoltellamento).

Alessandro Albini, capo della squadra mobile

Alessandro Albini, capo della squadra mobile

Gli agenti, guidati dal vice questore aggiunto Alessandro Albini, sono intervenuti e hanno disarmato e immobilizzato il marocchino. Saddok, regolare in Italia, residente ad Ancona con la moglie, è stato arrestato. Addosso aveva anche 2,12 grammi di eroina. L’uomo è stato arrestato. La procura ha disposto una perizia medico legale. Il referto del consulente dice che l’azione del marocchino era oggettivamente idonea a provocare la morte del 28enne, che l’ha scampata reagendo. Al giovane viene contestato il reato di tentato omicidio, detenzione di sostanze stupefacenti, porto abusivo del coltello (arma con cui poi ha ferito il 28enne). Saddok, assistito dall’avvocato Elena Pasquali, si trova in carcere a Camerino. Intanto questa mattina sono stati effettuati controlli interforze all’Hotel House: in campo polizia, guardia di finanza, guardia forestale, polizia provinciale, polizia municipale e vigili del fuoco e personale Asur. L’operazione ha interessato il primo piano dell’Hotel House con circa sessanta appartamenti controllati. Decine le persone identificate, e i vigili del fuoco si sono occupati anche di rimuovere alcune bombole di gas perché collocate in modo non idoneo. In tre appartamenti dove le condizioni igieniche erano precarie è intervenuta l’Asur. Forestale e polizia provinciale hanno inoltre sequestrato due aree adibite a parcheggio per violazioni ambientali: in una zona erano stati stoccati barili di olio mentre un’altra parte era stata destinata ad una sorta di officina con stoccaggio di motori e pezzi meccanici di vario tipo. E proprio interventi interforze sono ciò che aveva richiesto il procuratore Giovanni Giorgio al prefetto. Controlli che sono necessari anche alla luce dell’ultimo episodio, che «conferma la gravità della situazione che esiste all’Hotel House – dice il procuratore –. Ho scritto al prefetto che serve una forma organizzata di controllo interforze all’Hotel House».


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