Il potere della Massoneria
nella Civitas Mariae

MACERATA - Gioele Magaldi, invitato dal Movimento 5 Stelle, ha presentato il suo libro in cui parla delle superlogge passando in rassegna nomi e fatti. Tra questi Papa Giovanni XXIII. Acceso confronto con l'avvocato Graziano Pambianchi. La studiosa Simonetta Torresi affronta la dimensione locale: "Da noi i Massoni erano tantissimi, tra gli altri papa Pio IX"
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Da sinistra Nazareno Gaspari, Romano Ruffini, Giuseppe Marchetti, Gioele Magaldi e Simonetta Torresi

Da sinistra Nazareno Gaspari, Romano Ruffini, Giuseppe Marchetti, Gioele Magaldi e Simonetta Torresi

Gioele Magaldi è l'autore di Massoni

Gioele Magaldi è l’autore di Massoni. Società a responsabilità illimitata. La scoperta delle Ur-Lodges

 

di Alessandra Pierini

(foto di Andrea Petinari)

Le comunioni massoniche ordinarie contano ormai poco più di niente e il potere va cercato altrove. Su questo hanno trovato, al termine di uno scambio vivace, un punto d’incontro due massoni “in sonno” (termine usato dai fratelli per definire l’uscita dalla loggia ndr). Uno è Gioele Magaldi, autore del libro “Massoni. Società a responsabilità illimitata. La scoperta delle Ur-Lodges”, invitato a Macerata dal Movimento 5 Stelle che ha indicato la lotta a Massoneria e Curia come cardine del suo programma (leggi l’articolo) a presentare la sua opera  che vede in una cupola di super logge internazionali la regia occulta del potere in occidente. L’altro è l’avvocato maceratese Graziano Pambianchi che per tutto il tempo della presentazione non ha fatto che contestare interventi e punti di vista per poi trovare l’accordo con l’autore proprio nel riconoscere la generale tendenza a sopravvalutare il potere delle logge ordinarie. «Solo a Macerata la Massoneria viene combattuta con forza, ma poi vince la Chiesa»: ha detto facendo riferimento alle ultime primarie del centro sinistra (leggi l’articolo).
L’incontro, partecipato e vivace, ha visto il confronto tra diversi punti di vista rispetto al significato e alla funzione dei Liberi Muratori. 
«Sono un massone, fiero di esserlo – ha precisato Magaldi – sono diventato Maestro venerabile a 34 anni e sono stato curatore della seconda campagna di Gustavo Raffi (Gran Maestro d’Italia dal 1999 al 2014 ndr) che si era impegnato con me per l’ingresso delle donne. Tema sul quale si tirò indietro, per cui mi sono trovato a criticarlo e per questo sono stato processato massonicamente, con diversi provvedimenti di espulsione». Intanto con altri ex raffiani ha fondato il Grande Oriente Democratico che si è proposta come corrente dissidente del Goi.

 

L'intervento di Nazareno Gaspari

L’intervento di Nazareno Gaspari

Nella civitas Mariae il dibattito non poteva che orientarsi al rapporto tra massoneria e cristianesimo. A sollevare la questione Nazzareno Gaspari, ex preside e docente di letteratura che dopo aver criticato la mancanza di documenti a prova di quanto afferma Magaldi ha confessato di essere trasalito quando ha trovato nel testo la correlazione tra Giovanni XXIII , il Concilio Vaticano II e la massoneria. «Magaldi parla dall’interno – ha detto Gaspari – questo può essere un vantaggio ma così offre anche un solo punto di vista. Tra l’altro pone milioni di correlazioni non dimostrate e quindi è impossibile capirne la fondatezza storica. Ho studiato molto Giovanni XXIII e leggere della sua appartenenza massonica mi ha molto colpito». Per tutta risposta Magaldi, aggiunge all’elenco dei massoni anche l’ordine dei gesuiti con l’avvento di Pedro Arrupe che li trasformò in progressisti.
Ad escludere che la Massoneria possa essere eletta causa e fine di ogni cosa e centrale unica del potere mondiale è stato lo storico Romano Ruffini: «La storia è il risultato di diverse tendenze. Che la Massoneria abbia avuto un ruolo è evidente ma non tutto è solo Massoneria. Siamo tutti in una comunione di pensieri e contaminazioni. Anch’io – ha concluso – sento ciò che dice Martin Luther King molto vicino e ai valori che propone ho dedicato la mia vita ma non ho niente a che fare con i Massoni».

In platea anche Guido Garufi

In platea anche Guido Garufi

A riportare la discussione in ambito locale è stata Simonetta Torresi, studiosa di storia: «Macerata è stata per secoli la capitale della Marca, aveva pertinenza su Marche, Romagna e Umbria ed era la seconda città dello Stato Pontificio dopo Roma. Non siamo un popolo de contadì come ci hanno raccontato per toglierci l’orgoglio. A Macerata come in tutte le altre città l’archivio di quel periodo storico è andato a fuoco, evidentemente per cancellare un pezzo di storia. La Massoneria da noi era diffusissima. Persino papa Pio IX era iscritto ad una loggia maceratese. Era un papa liberale e fu accolto con grandi festeggiamenti da tutti i maceratesi. Poi però nel giro di un mese cambiò opinione e appoggiò l’ascesa di Napoleone III che conosceva perchè viveva a Villa Eugenia a Civitanova». A testimoniare di come l’appartenenza massonica ha, nel passato, influenzato gli accadimenti ha poi ricordato come alla battaglia di Tolentino parteciparono solo camerti perchè Macerata era legata ad un Oriente diverso.

Resta da stabilire quanto la Massoneria continua davvero a influenzare la nostra storia.

 

In prima fila Carla Messi, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle

In prima fila Carla Messi, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle

Massoni libro Hotel Claudiani 6

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Massoni libro Hotel Claudiani 14

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Massoni libro Hotel Claudiani 10

Massoni libro Hotel Claudiani 7

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