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Nei meandri della Massoneria
Più di 600 i Liberi Muratori maceratesi

L'APPROFONDIMENTO - Un massone ci guida alla scoperta di alcuni dei segreti delle tredici Logge presenti nella nostra provincia
sabato 20 Ottobre 2012 - Ore 19:07 - caricamento letture
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di Alessandra Pierini

“Macerata è bloccata dalla Massoneria”, “Lo hanno deciso i massoni”, “Sono le logge a fare il bello e il cattivo tempo” e per finire “Macerata, città della Massoneria”: sono queste le espressioni con cui il maceratese medio descrive quella che gli aderenti chiamano l’Istituzione massonica, riconoscendole un ruolo di potere e controllo sui cambiamenti sociali, economici e culturali che interessano l’intera provincia. In molti poi, legano l’attività massonica maceratese alla politica del mattone ( non dimentichiamo che la Massoneria nasce da una corporazione di muratori e il termine deriva proprio dal francese “masson” che vuol dire muratore) che ha caratterizzato gli ultimi decenni, dando così origine al termine ibrido di “mattoneria” che indica il condizionamento delle società segrete sull’urbanistica cittadina. Altri settori che, sempre secondo il comune pensare, sarebbero interessati dal volere massonico sarebbero quello bancario e quello universitario in cui l’affidamento di incarichi e ruoli di potere assicurerebbe il controllo.

Un incontro organizzato dalla Gran Loggia d’Italia

Abbiamo deciso di andare a fondo, di approfondire il fenomeno, di indagare sulle sue caratteristiche e di addentrarci, guidati da un massone maceratese che ha preferito non svelare pubblicamente la sua identità, per raccogliere elementi concreti e per capire, nei fatti, se e quanto la massoneria maceratese rispecchi le caratteristiche e le funzioni che le vengono normalmente attribuite nell’immaginario collettivo.Il nostro reportage non ha pretesa di completezza, tanto più che la Massoneria ha alle spalle una storia plurisecolare ma vogliamo comunque approfondire caratteristiche, dinamiche interne, effetti e condizionamenti che l’istituzione ha nel nostro territorio.

LE LOGGE MACERATESIInnanzitutto nella nostra provincia la Massoneria è un fenomeno diffuso e vanta 13 logge. La loggia è, secondo la costituzione massonica, corpo primario e fondamentale della Comunione, è la collettività autonoma e sovrana dei Liberi Muratori costituita per lo svolgimento dei lavori massonici, per costituire una loggia è necessaria l’adesione di almeno sette fratelli con il grado di Maestro, salgono a quindici di cui almeno sette con il Grado di Maestro nel caso in cui sorga in una città dove esistono altre logge. La Loggia acquisisce il riconoscimento con il rilascio da parte del Gran Maestro della Bolla di Fondazione, si fregia della Bandiera Nazionale e di un proprio Labaro, assume una denominazione ed è contraddistinta da un numero.
«Le logge maceratesi – spiega il nostro massone – raccolgono tra i 40 e i 60 membri, limite massimo che non può essere superato in base al regolamento interno» quindi possiamo tranquillamente dire che nella provincia di Macerata i “grembiulini” sono circa 650. Nel territorio si contano sei logge aderenti al Grande Oriente d’Italia (GOI) e altrettante iscritte alla Grande Loggia d’Italia che fa capo a Piazza del Gesù, più una della Gran Loggia Regolare d’Italia. L’Istituzione, così la chiamano i suoi aderenti, si afferma nella provincia già a partire dal XVIII secolo e nel tempo i principi fondamentali, gli obiettivi e i simboli che ne costituiscono l’essenza non si sono persi, anzi continuano a caratterizzarla. Le logge aderenti al Goi sono a Macerata “Progresso Sociale”, “Helvia Recina” e “Evoluzione e Tradizione”, a Civitanova  “Resurrezione”, a Tolentino la “Aldo Nardi” e a Treia la “De Humilitate”. A Tolentino c’è anche la Loggia Amor Actio e Fides aderente alla Gran Loggia Regolare d’Italia, obbedienza derivata dal GOI. La Gran Loggia d’Italia – Piazza del Gesù, invece comprende le Logge “Garibaldi”, “Luigi Spadini”, “Rudjart Kipling”, ” Dante Alighieri”, “Pax et Concordia” e “Anderson”. La Gran Loggia d’Italia, a differenza del GOI, ammette anche la partecipazione femminile quindi a Macerata ci sono anche delle logge composte da donne.

Licio Gelli ai tempi dell’esplosione del caso P2

I TEMPLI MASSONICI – Tutte le logge della provincia si incontrano per due volte al mese a Macerata dove si trovano i templi massonici, alternandosi quindi nelle settimane e nei giorni per non incrociarsi negli incontri. Il tempio del GOI è nelle immediate vicinanze di piazza Mazzini, mentre la Gran Loggia d’Italia si riunisce in vicolo Ulissi, nelle vicinanze dell’Hotel Claudiani. «Il tempio del GOI del capoluogo – sottolinea il nostro massone – è uno dei più belli in Italia».
Il Tempio è il luogo sacro per il libero muratore ed  è esso stesso un simbolo. «Esso rappresenta il cosmo – si legge nel sito della massoneria civitanovese – per questo la sua volta è stellata e simbolicamente, si estende in lunghezza da Occidente ad Oriente, in larghezza dal Settentrione al Meridione, in altezza dallo Zenit al Nadir. Al suo interno si trovano i simboli massonici più importanti e conosciuti. All’ingresso ( si entra nel Tempio procedendo da Meridione a Settentrione ) troviamo due colonne, a destra quella di Boaz, dorica, robusta con pochi ornamenti. Essa rappresenta la Forza; il suo capitello sostiene un globo terracqueo stellato che rappresenta l’Universo ( la Massoneria è Universale ). La colonna di sinistra, quella di Joakim, è corinzia : alta, slanciata, elegantemente elaborata, essa rappresenta la bellezza e la sapienza; il suo capitello sostiene tre melagrane. La melagrana è il simbolo massonico che rappresenta l’insieme di tutti i Fratelli (semi) uniti indissolubilmente dalla ganga fibrosa e protetti dalla coriacea scorza ( la famiglia massonica ). Al di là delle colonne poste ai lati dell’ingresso del Tempio, troviamo il primo pavimento, costituito da scacchi bianchi e neri che rappresentano il continuo contrasto delle cose : il colore e l’incolore, il sole e la luna, la luce e le tenebre, la vita e la morte. Ai lati altre colonne , queste tutte uguali, senza uno stile particolare, sei poste a Meridione, sei a Settentrione; rappresentano i dodici mesi dell’anno e i dodici segni zodiacali, ( è la scansione del ritmo della vita ). Questo primo pavimento basso è riservato agli apprendisti ed ai compagni d’arte, cioè a coloro che non si sono ancora elevati nella loro arte muratoria. Qui si pongono pure i Maestri 1° e 2° Sorvegliante che controllano rispettivamente le colonne del Meridione con gli Apprendisti posti tra esse e le colonne del Settentrione con i Compagni posti tra esse. Rialzato di livello rispetto a questo, c’è un altro pavimento , è lo spazio riservato ai Maestri. La parte più “nobile” di questo livello si chiama Oriente dove si trovano lo scranno del Maestro Venerabile, l’Ara Sacra costituita da un altare triangolorettangolare con tre supporti, sopra il quale sono posti il Libro Sacro, il Candelabro a sette bracci, il Compasso e la Squadra».

Cifrario dei Simboli massonici

COS’E’ LA MASSONERIA -L’articolo 1 della costituzione massonica del Grande Oriente d’Italia, che fa capo a Palazzo Giustiniani a Roma e che si considera l’unica ufficiale, recita «La Massoneria è un Ordine universale iniziatico di carattere tradizionale e simbolico. Intende al perfezionamento e all’elevazione dell’uomo e dell’umana famiglia” . Ancora nel sito del Goi si legge: «La natura della Massoneria e delle sue istituzioni è umanitaria, filosofica e morale. Essa lascia a ciascuno dei suoi membri la scelta e la responsabilità delle proprie opinioni religiose, ma nessuno può essere ammesso in Massoneria se prima non abbia dichiarato esplicitamente di credere nell’Essere Supremo. La Massoneria lavora con propri metodi, mediante l’uso di Rituali e di simboli coi quali esprime ed interpreta i princìpi, gli ideali, le aspirazioni, le idee, i propositi della propria essenza iniziatica».

Grembiuli massonici

Ci spiega il senso di queste parole il nostro massone: «Ammettiamo fratelli di qualunque religione e ideologia politica perchè la Massoneria non è né bigotta, né libertina. Tutti però crediamo nell’essere superiore che chiamiamo Grande Architetto. Il disciplinare vieta che si parli di politica e religione perchè sono argomenti che producono conflitto».
Continua la Costituzione del Grande Oriente d’Italia: «Essa stimola la tolleranza, pratica la giustizia, aiuta i bisognosi, promuove l’amore per il prossimo e cerca tutto ciò che unisce fra loro gli uomini ed i popoli per meglio contribuire alla realizzazione della fratellanza universale. La Massoneria afferma l’alto valore della singola persona umana e riconosce ad ogni uomo il diritto di contribuire autonomamente alla ricerca della Verità. Essa inizia soltanto uomini di buoni costumi, senza distinzione di razza o di ceto sociale. Il Massone è tenuto ad osservare scrupolosamente la Carta Costituzionale dello Stato nel quale risiede o che lo ospita e le leggi che ad essa si ispirino. La Massoneria non permette ad alcuno dei suoi membri di partecipare o anche semplicemente di sostenere od incoraggiare qualsiasi azione che possa turbare la pace e l’ordine liberamente e democraticamente costituito della società. I Massoni hanno stima, rispetto e considerazione per le donne. Tuttavia, essendo la Massoneria l’erede della Tradizione Muratoria operativa, non le ammette nell’Ordine. Ogni membro, al fine di rendere sacri i propri impegni, deve aver prestato Solenne Promessa sul Libro della Legge da esso ritenuta Sacra».
A spiegare l’importanza della ritualità è ancora il nostro massone: «I riti e l’abbigliamento diverso sono un modo che usiamo per distaccarci dalla vita profana. Il grembiule nero, ad esempio, serve per togliere ogni segno di ricchezza e povertà e mettere tutti sullo stesso piano». Questa presentazione dal sapore antico non risolve però gli interrogativi sul perché un ente che ha come obiettivo la crescita dell’uomo dovrebbe preoccupare tanto. Né spiega se, come e con quali strumenti e procedure interviene nella realtà. Qual è la reale portata del fenomeno? La Massoneria ha davvero il potere di influenzare o obbligare le scelte della classe dirigente? Secondo il nostro massone principi e aspetti dell’istituzione sono spesso «fraintesi o incompresi» proprio per mancanza di informazione. «I fratelli massoni si aiutano, anche nella vita privata. Ad esempio all’interno di ogni loggia c’è un ospedaliere che si occupa della salute di tutti e che consiglia in caso di malattie specifiche a chi rivolgersi. La solidarietà può esprimersi anche con il sostegno ad un fratello in difficoltà economica. Per quanto riguarda il lavoro, accade un po’ quello che succede in una qualsiasi associazione, che so ad esempio una bocciofila. Se dovrò tinteggiare la mia casa mi rivolgerò ad un imbianchino che conosco, lo stesso vale per i fratelli massoni».

Il convegno “Stato e Massoneria” che si è svolto il 6 dicembre 2008 a Macerata

COSA SI FA NELLA MASSONERIA – «La Massoneria è una scuola di vita – spiega il nostro massone – nelle due riunioni mensili, da settembre a giugno, ci si confronta su tavole architettoniche, approfondimenti che fratelli muratori incaricati dal Maestro venerabile fanno su argomenti tra i più disparati». Ad esempio nel sito della loggia Resurrezione 144 di Civitanova si trovano diversi esempi e i temi affrontati passano da quelli inerenti la storia e la cultura all’esoterismo, dai personaggi illustri tra i quali figura Padre Matteo Ricci ai simboli massonici. Da questi parte la riflessione. «Nella loggia si entra con il grado di “apprendista muratore” e per i primi tre anni si impara ad ascoltare e si parla solo per rispondere alle domande, poi si passa a quello di “compagno muratore” che può parlare solo se gli viene chiesto e dopo cinque anni si diventa “maestro d’arte”. Il governo della Loggia è composto dal Maestro Venerabile, affiancato dal I e dal II sorvegliante (questi tre formano il Consiglio delle Luci), da un oratore, da un segretario e da un tesoriere. Durante le riunioni è vietata la conversazione tra i membri e chiunque parla lo deve fare rivolgendo lo sguardo al Maestro venerabile». I Dignitari e gli Ufficiali di Loggia affiancano il Maestro Venerabile nella conduzione della Loggia. Durano in carica un anno e sono rieleggibili. Possono essere eletti Dignitari i Fratelli che abbiano un’anzianità nel Grado di Maestro di almeno un anno. Il Segretario deve aver maturato la stessa anzianità.

PERCORSO INIZIATICO – I massoni sono anche conosciuti come “incappucciati”, termine che ha portato nei secoli ad immaginare riunioni in cui i componenti vengono misteriosamente nascosti da copricapi che non permetterebbero di vederne il volto. Secondo il nostro massone, l’appellativo sarebbe legato ad uno specifico momento del percorso iniziatico. «Coloro che chiedono di entrare in Massoneria – racconta – vengono detti “bussanti”. Di questi vengono raccolti curriculum e certificati penali, questi vengono pubblicati in tutte le logge della circoscrizione in modo che fratelli o cugini che vogliano segnalare incongruenze possano farle. Verificata la situazione, il bussante viene presentato ai fratelli con una tavola poi  si passa al voto col metodo delle palline bianche o nere. Si vota per due volte a distanza di quindici giorni, un anno dopo che è stata presentata la domanda. L’eventuale voto contrario, in ogni caso, va motivato al Maestro Venerabile. Una volta che è stato accettato, il bussante farà il suo percorso iniziatico che lo porterà dal buio alla luce. E’ lì che indosserà per qualche decina di secondi una benda prima di pronunciare le parole “Sì, aderisco”. E’ una forma di autotutela per evitare che qualcuno entri per vedere chi c’è all’interno per poi non confermare l’adesione».

 

La statua di Ermenegildo Pannocchia che il comitato “Stringiamoci a coorte” vorrebbe donare alla città di Macerata


POTERE E SEGRETEZZA –
Lo insegna la storia: il più delle volte il segreto del potere non sta nella sua manifestazione ma nella sua aura. Potrebbe essere vero anche per le Massonerie. L’accezione con la quale normalmente viene definita la Massoneria è molto negativa, i massoni non sono per niente ben visti dai cittadini e i maceratesi, diffidenti per eccellenza, trovano nella segretezza dell’organizzazione e nella sua presunta rigidità interna, dei motivi in più per guardare ad essa con grande sospetto. Sono poi diversi gli amministratori e i personaggi pubblici che lasciano intendere che la Massoneria abbia la capacità di condizionare in qualche modo la loro attività e di orientare scelte, specie se non particolarmente ben accolte. Diffusa è anche la curiosità che spesso porta a ipotesi e congetture sui riti, sui disciplinari, sull’attività massonica interna. «Se nel resto del mondo essere massoni è considerato un vanto – sottolinea il nostro massone- in Italia è in effetti il contrario, specie dopo lo scandalo della P2 e di Licio Gelli». Fu ritrovata negli anni ’80 una lista in cui figuravano quasi mille iscritti tra i quali personaggi di spicco della politica, delle forze dell’ordine, del giornalismo ma secondo le cronache dell’epoca sarebbero stati molto di più. La loggia puntava, secondo le indagini, ad impossessarsi delle leve del potere italiano. La vicenda fu, per l’istituzione massonica, un vero tsunami e costrinse ad una profonda riflessione sul sistema. Fu allora che la massoneria si diede delle regole e dei limiti, uno dei più significativi quello sul numero massimo di componenti la loggia stessa che attualmente si aggira tra i 50 e i 60 componenti. Sono passati 30 anni da allora ma i massoni italiani temono ancora di essere additati e discriminati, specie nell’ambito pubblico.
E’ evidente che se questa è la situazione nelle grandi città, nella piccola provincia di Macerata, il rischio della “caccia al massone” è ancora più significativo specie se consideriamo che i presunti aderenti sono circa 600 su un totale di 324 mila abitanti. In una fase storica in cui ciò che non appare non esiste, anche la Massoneria sente l’esigenza di comunicare con il resto del mondo. Basti pensare alla presenza di uno stand alla Fiera del Libro di Torino nei mesi scorsi, o all’apertura prevista per il 2013 del Museo Italiano della Massoneria a Roma o ancora cliccare i siti internet delle comunioni massoniche  ricchi di informazioni. Anche la loggia di Civitanova Resurrezione 144 ha un curato sito internet il cui dominio è stato registrato da Giuseppe Asdrubali di Recanati. Nel sito sono accessibili le tavole, utilizzate durante le riunioni.

Giancarlo Cossiri, presidente del comitato “Stringiamoci a coorte”

A Macerata il comitato “Stringiamoci a coorte” di origine massonica e il cui presidente Giancarlo Cossiri non ha mai fatto mistero della sua appartenenza all’Istituzione, ha persino proposto al Comune la realizzazione di una statua dedicata al 150mo dell’Unità d’Italia da donare alla cittadinanza ma anziché accettare il regalo (a caval donato non si dovrebbe guardare in bocca) l’amministrazione sta palleggiando la proposta magari in attesa che passino i due anni e mezzi rimasti alla fine del mandato per poi passare la patata bollente ai successori.

MONTI, RENZI E IL RAPPORTO CON I “MURATORI” – Se in molte occasioni, l’associazione viene allo scoperto, dall’altra parte però la scelta di riservatezza degli aderenti continua a farla da padrone, così anche il presidente del Consiglio Mario Monti si è affrettato a smentire quanti segnalavano una sua appartenenza alla società segreta: “Confesso, non so bene cos’è la massoneria” ha dichiarato durante un’intervista a Lilli Gruber. Altro personaggio di spicco, indicato come Massone, è Matteo Renzi, il “rottamatore” del Pd, il quale per tutta risposta si è fatto ritrarre dai giornali con il padre, democratico e appunto, massone.

UOMINI OMBRA – A Macerata la trasparenza sembra ancora un traguardo piuttosto lontano. In termini di apertura vanno registrati dei convegni organizzati in zona e aperti al pubblico, l’ultimo quello del 28 novembre dello scorso anno a Filottrano ma mentre alcuni “fratelli” (così si chiamano all’interno della loggia, mentre gli aderenti ad altre logge sono “Cugini”) scelgono di palesarsi molti altri continuano a vivere nell’ombra. Il problema della necessità o meno del palesamento dei massoni con cariche pubbliche è stato già affrontato nelle Marche, sia in consiglio regionale che in diverse assise cittadine, senza arrivare però all’obiettivo di far venire allo scoperto gli associati.

L’ELENCO SU INTERNET – Su internet sono consultabili gli elenchi aggiornati agli anni ’90 dei componenti anche maceratesi, alcuni di questi sono deceduti, altri potrebbero aver abbandonato l’Istituzione  (guarda l’elenco: per cercare Macerata basta utilizzare il sistema di ricerca nel colonnino di destra). Gli elenchi dei massoni vengono inoltrati costantemente al Ministero dell’Interno, quindi lo Stato conosce l’identità degli aderenti, possiamo quindi dire che la Massoneria è un segreto di Stato.



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