“I miei 33 anni nella Massoneria”

L'INTERVISTA - Roberto La Rocca, delegato magistrale per le Marche, racconta la sua esperienza e le caratteristiche della Gran Loggia d'Italia nella nostra regione e in provincia di Macerata
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Roberto La Rocca è il delegato Magistrale per le Marche della Gran Loggia d’Italia

 

di Alessandra Pierini

Ha creato non poco scalpore il viaggio di Cronache Maceratesi nei meandri della Massoneria (leggi l’articolo), sotto la guida di un massone locale. Anche all’interno delle Logge, e non solo, si è parlato molto dell’articolo e diversi Maestri venerabili si sono confrontati tra di loro anche sui tantissimi commenti dei lettori del nostro giornale e sul loro significato .

La Massoneria, insomma, dopo secoli dalla sua fondazione, continua a far discutere e molto. Molti in queste settimane hanno contattato il nostro giornale per raccontare la loro vicenda o saperne di più.
Tra questi  anche il Maestro venerabile di una loggia maceratese che, nel rispetto dei ruoli interni alla stessa, ci ha messo in contatto con Roberto La Rocca, primario chirurgo anconetano, Membro del Supremo Consiglio. Membro della Giunta Esecutiva e Delegato Magistrale  per le Marche della Gran Loggia d’Italia che ha circa 300 iscritti nelle Marche, dei quali una  settantina nelle due logge maceratesi “Garibaldi” e “Luigi Spadini”, oltre  a quattro scuole di approfondimento che seguono il rito scozzese. Il dottor La Rocca, quattro lauree (una nel 1966 in n Medicina e Chirurgia all’Università di Bologna, una nel 2001 in Giurisprudenza, con Tesi in Medicina Legale all’Università di Camerino, una nel 2004 in Scienze Politiche, con Tesi in Diritto Penale all’Università di Camerino e per finire l’ultima nel 2007  in Storia, con Tesi in Storia sociale all’ Università di Bologna),  nel corso di un’intervista, ha raccontato  l’esperienza dei suoi 33 anni in Massoneria  e ha risposto ai quesiti che gli abbiamo posto, molti ispirati da quanto emerso nei tantissimi commenti dei lettori in calce all’articolo.

Dottor La Rocca, che cos’è la Massoneria?

E’ una Istituzione libera e laica che ha come fine il perfezionamento umano e come strumenti i simboli dell’Architettura. I massoni sono tutti Fratelli, al di là dell’obbedienza massonica in cui militano. In Italia operano anche obbedienze non regolari. Quando parlo di Massoneria regolare, io intendo quelle istituzioni massoniche ossequiose delle leggi dello Stato e i cui Statuti e Rituali non sono in contrasto con esse, e quelle che inviano periodicamente a Questure e autorità istituzionali il numero delle Logge operanti nella Regione.

Se gli elenchi vengono consegnati alle autorità, perché i nomi dei massoni rimangono segreti? 

Neanche i partiti o le altre associazioni possono diffondere i nomi degli iscritti, innanzitutto perché esiste la privacy. Gli elenchi degli iscritti sono a disposizione dell’Autorità giudiziaria che potrà utilizzarli per qualunque necessità, come è accaduto ad esempio nel 1992 in seguito all’inchiesta Cordova, quando ci siamo visti costretti a consegnare i nomi degli iscritti: l’inchiesta si risolse in una bolla di sapone, ma allora ci furono sequestrati libri e materiale di ogni genere che ancora oggi non ci sono stati restituiti. I massoni possono comunque palesarsi solo personalmente ma non possono rivelare l’identità dei fratelli viventi. Per quanto riguarda invece i massoni deceduti, la loro appartenenza alla Massoneria può essere resa nota se sono persone di particolare rilevanza o pregio, altrimenti è necessario chiedere l’autorizzazione dei familiari.

Spesso si associa l’istituzione massonica al malaffare e, secondo l’immaginario collettivo, i massoni hanno grandi vantaggi dall’appartenenza alla Loggia, specie in ambito professionale. E’ così?

La Massoneria è un’entità astratta ma è fatta di uomini che invece sono concreti e hanno il loro modo di agire. Quando una persona chiede di entrare in Massoneria, o quando contattiamo una persona che ci sembra idonea, la prima cosa che dico è “Se pensi che entrare in Loggia equivalga a promozioni o vantaggi di qualunque genere, hai sbagliato porta”. La prassi prevede che si richieda al soggetto che vuole entrare il certificato penale poi il suo nome viene presentato in Loggia e si procede alla votazione con le palline bianche e nere. In caso di una sola pallina nera, chi l’ha inserita è tenuto a spiegare le sue motivazioni al Maestro Venerabile che deve valutare se considerarle valide. Se le palline nere sono più di una si va verso la sospensione o addirittura il rifiuto. Noi della Gran Loggia d’Italia siamo molto attenti alla selezione perché è indispensabile per la salvaguardia si dei Fratelli che dell’Istituzione. Dopodichè c’è una selezione naturale, perché chi pensava di avere vantaggi dall’appartenenza alla Loggia, scopre che così non è e se ne va. Io ripeto sempre che la stessa porta vale sia per l’entrata che per l’uscita.

Come vi tutelate rispetto a chi esce dalla Loggia?

Normalmente le persone che escono per motivi validi devono dare le dimissioni, poi coprono le pendenze economiche: a quel punto chi esce non può più avere rapporti con i Fratelli militanti per ciò che riguarda l’Istituzione, ma nessuno vieta che continui l’amicizia interpersonale tra gli stessi. Ci sono poi dei casi in cui dei militanti vengono espulsi ma, in questi miei 33 anni di appartenenza, posso davvero contarli sulle dita di una mano. Nel caso in cui qualcuno di quei pochissimi dovesse violare la riservatezza dell’Istituzione, c’è il codice civile e penale.

Ha parlato di pendenze economiche dei fratelli, quindi c’è un’economia interna alla Loggia? In che cosa consiste?

Ogni Loggia ha delle spese da sostenere, dall’affitto alle utenze e molto altro. Gli iscritti versano una quota mensile, in linea di massima uniforme per tutte le Logge, che viene utilizzata proprio per sostenere le spese. La stessa cosa accade del resto in tutte le altre associazioni.

Cosa succede all’interno di una Loggia?

Discutiamo di tematiche di vario genere, di temi esoterici, di questioni sociali, di storia della Massoneria, di filosofia e così via. La Tavole sono conversazioni tematiche in cui vengono espletati i lavori di Loggia, dove è vietato parlare di politica e religione in primo luogo perché pratichiamo il principio di tolleranza e quindi rispettiamo il credo politico e religioso e dei Fratelli qualunque esso sia e poi perché eventuali discussioni creerebbero disarmonia. Noi non siamo monaci ma esplichiamo verso l’esterno l’acculturamento e l’arricchimento spirituale che pratichiamo in Loggia come buoni padri di famiglia, buoni professionisti e buoni cittadini. Come per curare il corpo si va in palestra, noi ci riuniamo nei templi per meditare e curare la nostra mente e per imparare ad essere tolleranti, al punto di essere anche disposti a cambiare le nostre idee personali. Nella Gran Loggia d’Italia, a differenza di altre obbedienze, dopo i primi tre gradi di Apprendista, Compagno e Maestro, si seguono le Camere Superiori unicamente secondo il Rito Scozzese Antico ed Accettato.

Perché la Gran Loggia d’Italia si è dissociata dal Grande Oriente d’Italia e quali sono le differenze?

Il ceppo è unico ma nel 1908 ci fu una scissione, allorché si doveva decidere circa l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole. La Massoneria allora volle dare ai Fratelli presenti in Parlamento delle indicazioni sul voto. Una componente che non condivideva questo tipo di imposizione si staccò, dando origine ad una nuova Obbedienza chiamata appunto Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori, Obbedienza di Piazza del Gesù, Palazzo Vitelleschi. La differenza più evidente con il Grande Oriente d’Italia è che dal 1956 noi ammettiamo le donne. Su 14 Logge nelle Marche, 7 o 8 sono rette da Maestri Venerabili donne.

A Macerata la Massoneria viene comunemente collegata al settore edile tanto che si usa il termine “mattoneria”. Cosa può dire in proposito?

E’ una sciocchezza. Io parlo per la Gran Loggia d’Italia e posso dire che i Massoni possono anche svolgere attività politiche ma l’azione che fanno è del tutto personale – e mostrandoci i nomi di alcuni massoni illustri (tra i quali Hugo Pratt, Gary Copper, Totò, Cesare Beccaria, Enrico Fermi, Antonio Meucci, Augusto Murri, Albert Einstein, Giosuè Carducci, Vittorio Alfieri, Gabriele D’Annunzio, Giovanni Pascoli, Salvatore Quasimodo, Mark Twain, Salvador Allende, Winston Churchill, George Washington, Cesare Battisti e tanti altri) precisa – pensate che possano essere diventati famosi perché erano massoni o piuttosto perchè erano dei geni che hanno tanto progredito nei loro campi? Non è detto che chi è massone faccia carriera ma è vero che molti che hanno fatto carriera per i loro meriti, avendo un elevato grado di propensione all’approfondimento culturale, hanno scelto di entrare in Massoneria. In ogni caso ai componenti della Gran Loggia d’Italia non possono essere date indicazioni di nessun genere in campo politico. Sarebbe una violazione della libertà di coscienza e si spaccherebbe l’unità, proprio come avvenne nel 1908.

A chi invece collega la Massoneria al satanismo e alla pedofilia come rispondete?

Fantascienza. Ogni volta che c’è qualcosa di oscuro si pensa alla Massoneria ma questo non è corretto ed è frutto di grave pregiudizio, peraltro alimentato anche da asserzioni per le quali i mass media hanno la loro responsabilità.

Come vi tutelate da eventuali deviazioni?

C’è una struttura interna precisa. La Gran Maestranza è a Roma. In ogni Regione c’è un Delegato Magistrale, scelto dal vertice nazionale con una nomina di tipo fiduciario, il quale indica, sempre a Roma, i nomi degli ispettori provinciali con cui intende collaborare. Si crea così una filiera di reciproco controllo che rende la Gran Loggia d’Italia immune da cose strane. Sono chirurgo da 45 anni, da 33 anni sono in Massoneria e non ho mai notato nulla di strano, se no le assicuro che me ne sarei andato. Poi c’è anche la Giustizia Massonica che è molto più severa di quella ordinaria poiché giudica anche l’intendimento. Da noi, ad esempio, affermare una cosa falsa è molto grave perché corrisponde a mettere in opera un pensiero non massonico e può essere messo sotto accusa anche chi crea disarmonia. Cosa succederebbe se applicassimo questo principio all’esterno?

Qual è il vostro rapporto con la religione?

Non siamo assolutamente atei, come molti dicono, perchè crediamo in un Ente Supremo imprescindibile che chiamiamo il Grande Architetto dell’Universo. La Massoneria fa riferimento alla simbologia dei costruttori delle antiche Corporazioni medievali, fatta di squadra, compasso, filo a piombo e così via. E’ chiaro che in una costruzione il massimo regista è l’architetto: con questo termine si possono coniugare tutti i credi religiosi. La nostra storia racconta una fase di anticlericalismo nato nel periodo risorgimentale per interrompere il potere della Chiesa sullo Stato ma noi non abbiamo inventato nulla. Basti pensare che già duemila anni fa qualcuno disse “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”. Il 20 settembre la Massoneria italiana celebra l’anniversario della presa di Porta Pia: al di là del fatto storico e militare in sé, l’evento ha sancito la fine del potere temporale. Che poi la Chiesa continui ad interferire abbondantemente nella vita politica italiana è un dato di fatto, ma noi ci opponiamo alle interferenze. Altra cosa è la religione in cui ogni massone è libero di credere ma l’ateo dichiarato non può entrare in Massoneria, perchè alla base dell’appartenenza è proprio il credere in un Essere Supremo.



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