Sgarbi paladino degli Zoccolanti
“L’antenna, è una proposta da Isis”
L'INTERVENTO - Il critico d'arte torna a puntare i fari sul monastero storico di Corridonia, in cui è stata installato il palo di 36 metri della Telecom in un articolo sul settimanale nazionale: "E' scattata la rivolta dei corridonesi. E' il caso di lasciarli da soli?"
Gli Zoccolanti alla ribalta nazionale grazie a Vittorio Sgarbi. Dopo aver visto con i suoi occhi la situazione del monastero cinquecentesco di Corridonia il critico d’arte ha fatto propria la causa per la salvaguardia del sito sottoposto al vincolo di tutela paesaggistica dalla Soprintendenza ma in cui svetta una maxi antenna per telefonia cellulare issata lo scorso novembre (leggi l’articolo). Dopo l’esposto da cui sono partite le indagini della procura di Macerata su presunte violazioni in materia di normative paesaggistiche (leggi l’articolo) Sgarbi è tornato a puntare i riflettori sul caso con un intervento sulla rubrica da lui curata per il settimanale “Oggi”. «Seimila euro di affitto per devastare il luogo più suggestivo di Corridonia – così nell’articolo – fino a ieri ridente borgo marchigiano che una volta si chiamava Montolmo, e poi Pausula, prima che il fascismo lo dedicasse ad un illustre caduto di guerra, terra natale di chi ha scritto la prima storia unitaria della pittura italiana, l’abate Luigi Lanzi. Proposta abilissima se fatta dall’Isis con i suoi interventi distruttivi; ma se fatta dalla maggiore azienda telefonica nazionale e, cosa più grave, accettata, con il benestare della Soprintendenza competente, dal Comune in questione ha il sapore dell’attentato al bene della collettività. Trentasei metri di antenna ad affiancare sul colle che fronteggia Corridonia, il convento dei Francescani Zoccolanti, memoria storica e paesaggistica del paese, uno dei “luoghi del cuore” più votati nel concorso annuale del Fai (leggi l’articolo), purtroppo da tempo abbandonato. Appena alzato il palo dell’infamia però è scattata la rivolta dei corridonesi, coscienti del fatto di dover affrontare un’essenziale battaglia di civiltà. E’ il caso di lasciarli da soli, o la questione della speculazione ai danni del paesaggio e del patrimonio non è di interesse nazionale?»

Vittorio Sgarbi non sa che quel palo della Telecom lo ha voluto il 63 per cento degli elettori che alle ultime elezioni hanno votato per la Calvigioni a sindaco.
Giustamente lei ha pensato: “Se 63 cittadini su cento mi hanno rieletta, significa che hanno piena fiducia nel mio operato… Quindi, se io voglio spostare l’antenna dalla zona dei Cappuccini Vecchi agli Zoccolanti, lo faccio per il bene di quei 63 cittadini che sia ai Cappuccini Vecchi, sia agli Zoccolanti mi hanno votato. Adesso di che si lamentano? Certamente, mi benedicono gli abitanti dei Cappuccini Vecchi e quegli imprenditori edili che lì stavano costruendo i loro palazzi, che non avrebbero venduto se ci fosse rimasta l’antenna camuffata da pino silvestre, che portava nelle tasche del proprietario del terreno 36.000 euro all’anno, mentre invece adesso porta nelle tasche del Comune solo 6.000 euro all’anno. Comunque, Sgarbi può fare e dire tutto ciò che vuole. Ma l’antenna da 36 metri è lì e nessuna chiacchiera la schioda da lì. E poi, alle prossime amministrative il popolo sovrano continuerà a votare per noi del PD. Perché, a Corridonia, più gli pesti le palle e più ti votano. E per lungo tempo quell’antenna resterà come marchio del mio doppio mandato.”