Carlo Verdone, ‘re’ di Montecosaro
si commuove nel museo a lui dedicato

Grande partecipazione e momenti pure di tensione davanti ai portoni di palazzo Marinozzi in attesa dell’attore/regista. Una ‘lacrimuccia’, occhi lucidi davanti ai manifesti di ‘Troppo forte’ e ‘Bianco, rosso e verdone’ e ai cimeli. “Roma prenda esempio da questo paesone che sa curare le proprie bellezze”. “Leopardi? Per me, n.1 della letteratura”. La collaborazione con Dante Ferretti
- caricamento letture

 

Carlo Verdone tra la folla questo pomeriggio a Montecosaro

Carlo Verdone tra la folla questo pomeriggio a Montecosaro

verdone_montecosaro (5)

L’attore sulla moto del film “Troppo forte”

 

di Maurizio Verdenelli

(foto di Ciro Lazzarini)

Sotto una pioggerellina che fa aprire come in un prato vezzosi ombrellini fucsia, in un’atmosfera irreale e grigissima si consuma sotto palazzo Marinozzi, a Montecosaro, un manzoniano ‘assalto ai forni’. “Aprite!”, “Aprite!”. Urla ed ondeggia la folla che straripa e s’infrange non tollerando neppure l’accademico ritardo di 15’, al portone del ‘Museo Cinema a pennello’. Ansiosa non di pane, ma di Carlo Verdone. La ‘rabbia’ esplode tra la gente che attende da un’ora nella piazzetta e nei vicoli circostanti quando su FB cominciano ad apparire le prime immagini dell’attore/regista già a palazzo da almeno 30’, in visita all’ormai celebre esposizione curata dal collezionista Paolo Marinozzi. Che stavolta, dopo l’inaugurazione con Claudia Cardinale (“La ragazza con la valigia”) ha creato una sezione dedicata proprio all’erede di Alberto Sordi, ai suoi film d’esordio, al suo primo affermarsi. Non a caso l’evento è stato denominato con una sola, sapiente variante “Giallo, rosso e… Verdone”. Già, giallo e rosso come i colori di Montecosaro e quelli di Roma, la capitale, la città di Carlo da cui lui ha tratto spunti ed umori.

foto gentili verdone (3)

Carlo Verdone accolto al suo arrivo al museo del cinema dal sindaco di Montecosaro, Reano Malaisi. Stretta di mano col giornalista Maurizio Verdenelli

Allarmato dalle grida dalla piazzetta, pressato dall’assalto ai forni, protetto da un cordone ‘sanitario’ di ringhiosi ‘Marinozzi’s boys’, l’Ottavo Re di Roma si precipita dalla residenza del suo mentore montecosarese. Ed armato di forbici s’affretta (‘arrivo, arrivo!’) a tagliare il robusto nastro giallorosso dove è pure presente il tricolore. Inseguito fin dentro dagli ‘assalitori’ ma subito bloccati e smistati nelle altre parti del museo da una più pacioccone ‘security’ con step da 50 visitatori per volta.
Si consuma così l’evento più affollato che Marinozzi abbia mai organizzato in trent’anni e più di sfolgorante ‘carriera’ da collezionista. Partendo dalla figlia di Totò, proseguendo con celebrità varie -citiamo tra gli altri/e Sabrina Ferilli, Ornella Muti, le gemelle Kessler, Anita CerquetTi, Catherine Spaak, Abbe Lane, Marisa Allasio, il mitico complesso de I Flippers, i grandi cantanti degli anni 60 e ’70 e nello sport la famiglia Coppi, Ricky Albertosi e via elencando .
Tuttavia ‘Un sacco forte’ è stato questo pomeriggio l’evento ‘più’ gettonato in assoluto superando nel primato l’incontro (quello sì, ‘mordi e fuggi’ come il furbissimo Marinozzi aveva annunciato sarebbe stato pure quello di oggi a cronisti fiduciosi) con Lucio Dalla che nella fretta aveva dimenticato il suo celebre clarinetto poi riconquistato con un rapido dietro-front da Loreto (leggi l’articolo).
Carlo Verdone a Montecosaro (3)L’attore romano si è donato alla folla montecosarese con estrema gentilezza, lasciandosi fotografare, circondare affabilmente le spalle da perfetti sconosciuti rispondendo alle domande dei colleghi, sotto il costante flagello dai flashes di un manipolo agguerrito di fotoreporter.
In rapida sequenza l’abbraccio con Montecosaro ha vissuto la stretta di mano con il giovane sindaco Reano Malaisi ( ‘onorato’ e compiaciuto ‘dell’ ennesimo dono di Marinozzi’) davanti al quale il cantore delle debolezze romane ha elogiato Montecosaro di contro criticando l’amata Roma. “Dovrebbero tutti prendere esempio da questo paesone bellissimo che ha saputo recuperare le sue eccellenze architettoniche, valorizzarle e mantenerle. Non ho visto una scritta in giro sui muri, neppure una! E Roma invece? Si sono perduti anche i contorni architettonici sotto l’oceano cromatico di scritte e disegni. Roma è diventata come un banco di scuola da incidere, scarabocchiare, ‘cancellare’ per nuovi sgorbi. Questo si deve ai più giovani, colpa dunque anche delle famiglie!”.
Carlo Verdone a Montecosaro (1)Il grido di dolore di Verdone è venuto subito dopo l’ennesimo chiarimento ad oltre trent’anni di distanza dal caso Leopardi che stava per costargli una querela dal Comune di Recanati (leggi l’articolo). “Guarda –mi dice- non volevo assolutamente venir meno, con il Perbenista in tv, al rispetto per Giacomo Leopardi in ordine ai suoi rapporti con Antonio Ranieri. Anzi per me il poeta di Recanati è il numero uno, da sempre. Il mio amore per lui è infinito. Si è trattato di uno sketch…”. Ed aggiunge: “Affettuoso, ripeto io amo Giacomo più di tutti gli altri grandi autori italiani”.
Per Verdone è la prima volta quella di Montecosaro, dove resterà per la cena e la notte. Il “lauto pasto” è stato consumato nelle splendide sale dell’ex convento in centro storico da cui Giovanni Bartolini e sua moglie hanno ricavato un ristorante famoso “La luma”, tradizionale post teatro degli eventi diretti “infernalmente” (da una felice intuizione di Fabrizio Zampa) dallo stesso Paolo Marinozzi. Domani ripartirà. Altro che ‘mordi e fuggi’: da questo pomeriggio, dalle ore 18,15 Carlo I. è ‘Re di Montecò’ che per lui, e per la prima volta, ha impavesato letteralmente via della Vittoria che conduce a palazzo Marinozzi bloccando parcheggi e transito veicolare. Un’accoglienza principesca per il borgataro ‘Oscar Pettinari’, il centauro protagonista di un ‘Sacco forte’ di cui il Museo del cinema a pennello conserva i bozzetti originali (tutti firmati con pennarello nero da Verdone sulle protezioni in vetro), il flipper e la potente Yamaha. Con una preziosa particolarità, quasi da francobollo ‘Gronchi rosa’. E lo stesso Carlo a rivelarlo con gli occhi luccicanti dall’emozione ed una piccola ‘dantesca’ lacrimetta all’angolo degli occhi, testimoniano i fotografi che l’hanno seguito in questa anteprima chiusa al pubblico e ai giornalisti. Nel bozzetto del film, che è al solito un vero dipinto d’autore, appare Oscar/Carlo motociclista con un giubbotto di pelle marcato dalla mitica ‘F’ di Ferrari. Che nella lavorazione del film poi scomparve: un caso forse di mancata sponsorizzazione? Non ci sono notizie certe al riguardo.
verdone_montecosaro (3)“Se a Montecosaro è la prima volta –mi dice l’attore- non così è per il Maceratese. Per due matrimoni, di un’amica carissima all’Abbadia di Fiastra e l’altro a Pievetorina del comune amico Alfonso Marchese (giornalista de ‘Il Messaggero’, ‘gancio’ dell’intervista sul caso Leopardi ndr). Ricordi e posti bellissimi, tutti legati agli anni 70. Come la vacanza sulla neve negli impianti di una località vicino Macerata…”. Azzardo: Sassotetto? “Sì, proprio quello!”. A Macerata con il grande Dante Ferretti c’è stato mai un incrocio? “Dante è un grandissimo ma quasi non sapevo che fosse di Macerata… Con lui ho lavorato all’Opera di Roma per la messa in scena negli anni 90 di un barbiere di Siviglia. Grande esperienza”. 
Poi basta! Marinozzi se lo porta via con sé in un interrotto toboga per scale, scalette, giravolte, stanze, sale, salette del labirintico palazzo quasi un’isolato. Mentre fuori -sono ormai le 19- l’assalto ai forni non si placa, ma stavolta la fila è ordinata e la pioggerellina ha smesso di battere e la rabbia ha lasciato il posto agli applausi e alla simpatia subito sparsa a piene mani al momento dell’incoronazione da Carlo I. ‘Re di Montecosaro’.
‘In che senso, scusa’? Nel senso più vero: quello cinematografico, s’intende.

verdone_montecosaro (2)

verdone_montecosaro (1)

Carlo Verdone a Montecosaro

Verdone con la giornalista Alessandra Bruno (Il Messaggero) e Maurizio Verdenelli

Verdone con la giornalista Alessandra Bruno (Il Messaggero) e Maurizio Verdenelli

foto gentili verdone (1)

Verdone si sofferma davanti ad uno degli oggetti cult del museo “a pennello”

foto gentili verdone (6)

Invocato a gran voce dalla folla, l’attore romano si precipita fuori da palazzo Marinozzi

foto gentili verdone (5)

Paolo Marinozzi devotamente porge la stilografica all’illustre ospite per i numerosi autografi richiesti

foto gentili verdone (2)

Marinozzi, Verdone e un amico romano che ha accompagnato l’attore nel suo viaggio a Montecosaro

foto gentili verdone (4)

 

Il juke box de "Er Patata"

Il juke box de “Er Patata”



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X
		Tolentino = 
Civitanova = 
Elezioni =