Ladri in Comune a Penna San Giovanni
Forzate porte e rubati contanti
RAID - E' successo la notte scorsa. Ingenti i danni. Si sospetta una banda che forse puntava ad entrare nell'ufficio postale. Frugati cassetti e armadietti, presi i soldi della mensa. Il primo cittadino Giuseppe Mancinelli: "Siamo soli, l'autodifesa è a un passo"

L’infisso danneggiato
di Marco Cencioni
Dopo Monte San Martino è toccato alla vicina Penna San Giovanni subire, la notte scorsa, il raid dei ladri. Che però, al contrario di quanto accaduto nemmeno quindici giorni fa, quando finirono nel mirino molte attività del piccolo paese dell’entroterra (leggi l’articolo), si sono concentrati solo sul palazzo comunale. Magro il bottino, circa mille euro in contanti, cospicui i danni materiali, circa 5 mila euro in porte antipanico danneggiate o divelte. Identico modus operandi del precedente furto. Aspetto questo che lascia pensare che ad agire potrebbe essere stata la stessa banda. I ladri sono passati dalla porta antipanico della “Sala della Banda”, posta nel seminterrato, per poi entrare all’interno del Comune e frugare dappertutto, così come avevano fatto nella scuola di Monte San Martino nella notte fra il 25 e il 26 febbraio scorso. Molto probabile, però, che stavolta il piano fosse penetrare nello stabile per poi tentare la sortita all’interno dell’ufficio postale, tramite una porta interna alla sede comunale, visto che lo stesso fa parte dell’edificio. Chi ha agito ha sradicato la prima barriera ma non è poi riuscito a passare il muro che divide il Comune dalle poste. I ladri, poi, sono saliti al piano superiore. Hanno forzato la porta degli uffici pubblici comunali e fatto razzia di tutto ciò che hanno trovato nei cassetti, rubando contanti, l’incasso della mensa scolastica, per un migliaio di euro. Non soddisfatti, hanno rotto la porta dell’ufficio del sindaco rovinandola a tal punto che questa mattina, scoperto l’accaduto, Giuseppe Mancinelli non è riuscito, con le chiavi, ad accedere nel suo ufficio.
Il raid si è concluso al secondo piano, dove tre porte di altrettante associazioni sono state divelte. Visto che all’interno, tranne i mobili e le sedie, non c’era nulla, i malviventi sono poi usciti da dove erano entrati. L’episodio è stato denunciato ai carabinieri di Penna San Giovanni che indagano sull’accaduto. «Dovremo mettere un cancello di ferro per proteggere gli uffici in cui sono custoditi i dati sensibili, più mettere a posto i danni fatti per una spesa che sfiora i 10 mila euro – dichiara il sindaco di Penna San Giovanni, Giuseppe Mancinelli – Fino ad un decennio fa si poteva lasciare la chiave sulla porta, ora non ci si sente più sicuri nemmeno se protetti da porte, vetri antisfondamento e grate di ferro». Il primo cittadino poi, sfoga tutta il suo dispiacere per come viene affrontata la questione sicurezza dalle istituzioni. «Raccolgo commenti del tipo “ le istituzioni preposte (Regione, Provincia, Prefettura) sono poco attente ai moltissimi problemi dell’entroterra (scuola, sanità, trasporti, viabilità, dissesti idrogeologici) ma c’è chi, come i ladri sono sempre presenti e puntuali”. Il problema della sicurezza è ormai indifferibile ma oltre a procedere con tavoli di lavoro, seminari e conferenza necessita urgentemente attuare iniziative concrete. I comuni ormai dissanguati da continue diminuzioni e mancanze di trasferimenti dallo Stato sono impotenti, senza mezzi, di fronte a qualsiasi evento naturale o sociale. Esiste a Penna San Giovanni e Monte San Martino un presidio di carabinieri ma che di fatto sono raramente presenti perché occupati in altre zone del territorio maceratese. La sensazione della cittadinanza è di essere lasciata da sola e l’autodifesa è ad un passo e una tentazione a portata di mano».

Il Comune di Penna San Giovanni



