Fusione Camere di Commercio
Macerata comunica il via libera a Roma
L'ente maceratese ha inviato al Ministero per lo Sviluppo economico e alle consorelle di Ascoli e Fermo la delibera con cui si dice favorevole all'accorpamento. La decisione era stata assunta nel dicembre scorso dopo l'indirizzo espresso da Unioncamere Marche
di Marco Ricci
La Camera di Commercio di Macerata ha inviato oggi al Ministero per lo Sviluppo Economico e alle Camere di Fermo e Ascoli Piceno la delibera, approvata lo scorso dicembre dal consiglio camerale, con cui l’ente maceratese ha dichiarato l’intenzione di procedere verso un accorpamento con le altre due Camere. La decisione era stata assunta tenendo conto dell’indirizzo espresso a settembre dello scorso anno da Unioncamere Marche, ovvero quello di avere due soli enti camerali in tutta la Regione, uno schema che prevede gli accorpamenti delle Camere di Ancona e Pesaro da una parte e di Macerata, Fermo e Ascoli dall’altra.
Sullo sfondo, ovviamente, la riforma governativa che in tre anni priverà gli enti camerali del cinquanta per cento delle risorse provenienti dal diritto annuale pagato fino al 2014 dalle aziende. Per la Camera di Commercio di Macerata questo ha significato già da quest’anno, con gli effetti della riforma registratisi solo in parte e che valgono la contrazione del trentacinque per cento dei diritti annuali, l’approvazione di un bilancio preventivo 2015 lacrime e sangue. Le minori risorse, tra l’altro, hanno portato alla cancellazione dei contributi per la stagione lirica dello Sferisterio, per Musicultura e Civitanova Danza (leggi l’articolo). Davanti a questo quadro di cambiamento epocale, sia il presidente Giuliano Bianchi che l’intero consiglio camerale votarono dunque la delibera inviata a Roma, immaginando come sul lungo periodo l’accorpamento delle tre Camere possa consentire quei risparmi di spesa in grado non solo di sostenere i costi dell’ente ma anche di liberare maggiori risorse per l’attività istituzionale.

Per la fusione di quella di Macerata servira’ un forno un po’ piu’ grande.
Grazie per il pollice rosso signora formica (riferito alle mandibole e non alla parsimonia)