Cinema Italia e Teatro Rebis,
manifestazione contro la chiusura
Rinaldelli:”Siamo una risorsa economica”

MACERATA - Sabato 10 gennaio fiaccolata in piazza della Libertà per sostenere le due attività. L'organizzatore Matteo Antonini "La città storicamente ben disposta e interessata. La prima proiezione avvenne nel 1896". Intanto arriva la replica del presidente dell'associazione Nuovo Cinema, Uncinetti all'assessore Monteverde: " Le amministrazioni dovevano aiutarci. La Provincia lo ha fatto in ritardo, il Comune da cinque anni dice di volerlo fare ma sta ancora decidendo come farlo".
- caricamento letture

teatro rebisdi Claudio Ricci

Sono già 200 i partecipanti alla manifestazione di solidarietà che sabato prossimo porterà in piazza i sostenitori del Cinema Italia e del Teatro Rebis destinati ad un’imminente chiusura per mancanza di risorse (leggi l’articolo) . Il coro si è levato dalla rete. Prima attraverso due petizioni lanciate per sensibilizzare la cittadinanza e scongiurare il pericolo della cessazione dell’attività, poi, quando il destino delle due realtà sembrava compromesso, gli appelli hanno risuonato nella piazza virtuale di facebook. Nella descrizione dell’evento della pagina dedicata sul social network si legge: «Due delle principali realtà culturali di Macerata: il Cinema Italia e il Teatro Rebis si apprestano a chiudere a causa della mancanza di fondi. Per scongiurare l’imminente chiusura serve un contributo da parte delle amministrazioni pubbliche. Amici, spettatori, cittadini si ritroveranno pacificamente per manifestare la propria contrarietà alla scomparsa di due realtà culturali che hanno contribuito significativamente alla vita culturale e sociale della città di Macerata. Tanto più in considerazione della recente candidatura a Città Creativa dell’Unesco per la sezione Media Arts».

antonini

Matteo Antonini, uno degli organizzatori della manifestazione

 

Ad organizzare la manifestazione sono stati tre spettatori del cinema e del teatro, Franco Ricci, Chiara Spinsante e Matteo Antonini. «Oltre ai partecipanti già iscritti su Facebook – racconta proprio Antonini – mi hanno chiamato e scritto in molti. Dovremmo anche organizzare una fiaccolata che partirà alle 18 da piazza della Libertà. La mobilitazione è partita proprio dai cittadini e non da Maurizio Rinaldelli o Andrea Fazzini, responsabili del cinema e del teatro. Ciò dimostra che la città ha a cuore il destino di questi due luoghi. Macerata inoltre è stata sempre ben disposta e interessata alla cinematografia. Nel dicembre del 1896 fu la seconda città delle Marche, dopo Ancona, ad ospitare proiezioni cinematografiche. Nei primi del ‘900 con 12 luoghi deputati , tra cui i Salesiani, l’attuale Mozzi Borgetti e il teatro Lauro Rossi , alla riproduzione di pellicole era una delle città più significative d’Italia da questo punto di vista. E nel 1907 era già dotata di una sala stabile nel centro storico che proiettava pellicole tra le più prestigiose su scala internazionale come “La presa di Roma” o il colossal “Cadiria”».

 

Nel frattempo arriva anche la risposta di Rinaldelli alle dichiarazioni rilasciate dall’assessore Stefania Monteverde in seguito all’annuncio della chiusura del cinema Italia (leggi l’articolo).

Il cinema Italia chiuderà dopo lgli ultimi due spettacoli in programmazione

Il cinema Italia chiuderà dopo lgli ultimi due spettacoli in programmazione

«La replica dell’assessore Monteverde conferma di fatto quanto da noi affermato in precedenza: manca la volontà politica precisa di trovare una soluzione. Sorvolando sull’autogol di rammentare l’epoca dei finanziamenti a pioggia (da sempre largamente concessi da questa amministrazione) a chi non ne ha mai ricevuti (né a pioggia, né con altri attributi atmosferici, da qui forse il deserto?) la sua dichiarazione si attesta su due posizioni: di attesa (di quale Godot?) e di disponibilità (entro quali limiti, se di sostegno morale o concretamente economici non è dato sapere).

In particolare: la Provincia non “ha deciso di affidare la gestione a privati” in alternativa al comodato gratuito al Comune (tale richiesta non esiste), ma ha rinnovato la concessione all’associazione vincitrice del bando del 2006, in assenza di altre proposte;  in merito alla presunta mancata presentazione di documentazione, il Comune non ci ha mai richiesto un “piano di rilancio”, né un bilancio economico dettagliato, né un progetto elaborato con le associazioni, ma solamente la lista dei principali costi di gestione, che abbiamo puntualmente inviato il giorno stesso, infatti era stato specificato alla presenza del Sindaco che un eventuale progetto doveva essere discusso e concordato tra il Comune e le altre associazioni interessate la cui lista provvisoria è stata consegnata il 27 ottobre, ma che non sono mai state convocate e l’intera valutazione economica dipendeva dall’entità del finanziamento possibile; tutti i distinguo elencati dall’assessore dimostrano in realtà che le possibilità di intervento sono praticamente infinite, come le vie della Provvidenza, dato che poi si dichiara sostenitrice, dispiaciuta e “convinta che il Cinema Italia vivrà ancora”.

Maurizio Rinaldelli Uncinetti ha accusato l'amministrazione comunale di fare politica illusionista

Maurizio Rinaldelli Uncinetti  presidente dell’associazione Nuovo Cinema di Macerata

Quanto alla nostra correttezza invece, io non ho mai indicato cifre sull’ex Upim, citando solo i dati pubblicati su Don Bosco e Villa Potenza (curioso lapsus dell’assessore, freudiano forse?); né sono mai state indicate “100 giornate di utilizzo a fronte di un contributo spese”, che sarebbero pari a un terzo dell’attività del cinema, il cui fatturato annuo è di circa 100mila euro, e porterebbe il contributo almeno a 33mila euro. La stessa correttezza, da sempre utilizzata, che mi impedisce di citare il testo di un messaggio personale dell’assessore del 17 novembre (di sostanziale accordo, poi smentito) e la mia risposta di sincera gratitudine. Evidentemente qualcosa non quadra. Se poi tutto ciò cela il desiderio di qualcuno di sfilarci il Cinema Italia, (in cui abbiamo investito negli anni oltre 110mila euro: 36mila di mutuo per apertura iniziale, 72mila di impianto diretta via satellite, 10mila di manutenzione )per darlo ad altri, lasciando a noi i debiti, ribadiamo che siamo disponibili a qualsiasi ipotesi di collaborazione, ma in ogni altro caso faremo valere i nostri diritti come titolari della concessione e, soprattutto, del bando regionale per l’impianto digitale, senza il quale la sala è inservibile come cinema.

locandina

La locandina usata per promuovere la manifestazione pro Cinema Italia e Teatro Rebis

La gestione della sala condivisa con le compagnie teatrali ci vede molto d’accordo, noi stessi la proponemmo a Teatro Rebis nel 2006 all’epoca del bando, ma il problema rimane: con quali fondi? A questo proposito noi non abbiamo mai fatto “lamentose richieste di soldi”, tantomeno di elemosine. Non è nel nostro stile. Abbiamo invece, già dal 2010, denunciato una criticità di gestione del cinema, in primis alla Provincia, in quanto proprietaria, e successivamente al Comune, in quanto referente territoriale. Criticità che è stata ogni volta superata con l’intervento personale dei soci e di altri, nella speranza di una svolta positiva, in realtà solo rinviando l’ineludibile finale: la chiusura. Stava poi alle amministrazioni pubbliche prenderne atto e decidere se e come intervenire. La Provincia lo ha fatto in ritardo di due anni con il rinnovo, il Comune da cinque anni dice di volerci sostenere, ma sta ancora decidendo come farlo. Qualsiasi altra impresa sarebbe collassata nel frattempo. Perché tale noi siamo: iscritta al registro delle imprese, camera di commercio, in gara nei bandi europei riservati alle Pmi (vinti 7 su 7).

Noi rappresentiamo una risorsa economica: un imprenditore, non dico culturale, ma puramente commericale, che decida di investire su di noi ottiene una sala da 500 posti gratis fino al 2020 (per farci qualsiasi cosa, legale naturalmente); un impianto digitale 4K con audio dolby 5.1, pagando solo il 20% del suo valore (50% Regione, 30% tax credit) cioè circa 12mila euro su 60mila (più Iva da scaricare, circa 13mila euro). Più il nostro lavoro praticamente gratuito, come è sempre stato fino ad oggi. Le mie dimissioni all’assemblea del 15 dicembre scorso, lungi dal tentativo di sottrarmi al destino del cinema, sono state il concreto segnale della nostra disponibilità ad una gestione condivisa con altri. Ma se qualcuno vuole farsi avanti dovrà farlo subito. A giugno sarà troppo tardi».



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X