Post Napolitano, i dubbi dei maceratesi
Manzi: “Serve continuità”
Morgoni: “Accordo su nome o alle urne”

MACERATA E IL COLLE - L'addio del presidente della Repubblica apre la partita per la successione. In città vince l'indecisione. Il senatore di Potenza Picena indica Piero Fassino come suo preferito. Venanzo Ronchetti, ex sindaco di Serravalle, ricorda la visita post terremoto nel 1997: "Persona semplicissima, per sdrammatizzare disse che non ci avrebbe fatto pagare l'Ici sui container"
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di Sara Santacchi

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Con l’uscita dal Quirinale e le guardie schierate per il saluto d’onore è terminato l’incarico bis del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ha lasciato la residenza istituzionale questa mattina, alle 12,09, per tornare a rione Monti da senatore a vita. Napolitano ha firmato la lettera di dimissioni e dopo nove anni dall’inizio del suo incarico, arrivato a 90 anni, chiude definitivamente il suo mandato. Un grande applauso ha seguito proprio la lettura del presidente della Camera, la maceratese Laura Boldrini, in aula, nella quale si dava ufficialità delle dimissioni. Tra i primi a ringraziare l’operato di Napolitano, il presidente della Regione Gian Mario Spacca, che ha detto: “Da italiano sono orgoglioso del ‘nostro’ Presidente. Da marchigiano lo ringrazio per la vicinanza alla comunità regionale che in questi anni ha sempre dimostrato”.  Tra le attività che hanno legato l’ex presidente della Repubblica al nostro territorio la visita alla mostra di Padre Matteo Ricci, a Macao il 30 ottobre 2010. Impossibile dimenticare quando in veste di Ministro degli Interni, arrivò a Taverne dopo il terribile terremoto del 1997 che piegò l’entroterra.

Napolitano a Serravalle nel 2007

Giorgio Napolitano a Serravalle nel 2007 al decennale dal terremoto (foto tratta dal libro “Il ragazzo e l’altopiano di Maurizio Verdenelli”)

“In quell’occasione – ricorda Venanzo Ronchetti, allora sindaco di Serravalle – Napolitano arrivò senza preavviso. Mi colpì la semplicità con cui venne a trovarci: non in pompa magna o facendo proclami. Io stesso lo seppi la mattina stessa. Al suo arrivo ci incontrammo in un container a Taverne e ricordo che dopo essersi interessato a quale fosse la situazione drammatica, in cui ci trovavamo, chiuse con la battuta: “Non si preoccupi, l’Ici sui container non lo faremo pagare” – continua Ronchetti – Decise di togliere le tasse alle popolazioni terremotate, continuando a versare ai Comuni le stesse risorse. Ci rivedemmo per il decennale, nel 2007 quando era da poco diventato presidente della Repubblica”. Si apre, dunque, ufficialmente la corsa al successore di Giorgio Napolitano. Diversi i nomi fatti nelle ultime settimane, ma dall’opinione dei maceratesi, sentiti questa mattina al mercato, ciò che emerge su tutto è l’incapacità di trovare una figura che possa ricoprire un ruolo così importante. Il nome di Prodi non convince, non si ha fiducia nei politici del momento e l’unico fattore a mettere d’accordo tutti è la difficoltà della politica nel rendersi credibile. Tante sono le incognite, per i cittadini, su chi sarà a salire al Colle. Chiamati a risolverle sono i politici, per i quali si prospettano giornate intense che porteranno al voto, auspicabile già per la fine del mese.

Irene Manzi durante un intervento alla Camera

Irene Manzi durante un intervento alla Camera

Per il deputato maceratese Irene Manzi: “Questo non è il momento dei nomi – afferma decisa – adesso dobbiamo cercare di trovare una figura che possa riscuotere il più ampio consenso. Una persona matura e d’esperienza. Non possiamo permetterci di bissare la situazione creata nel 2013, abbiamo un’ulteriore responsabilità. Personalmente – conclude l’onorevole Manzi – mi sento partecipe e responsabile della scelta che questo momento comporta. Sarà fondamentale creare una continuità con la rettitudine e la capacità di richiamare le istituzioni ai forti valori della Repubblica”.

Mario Morgoni, senatore del Pd

Mario Morgoni, senatore del Pd

Fassino, Prodi, Cassese o nuove elezioni sono la proposta del senatore Mario Morgoni, per la prima votazione del 29 gennaio: “Nonostante alcuni tentativi di strumentalizzazione, Napolitano è stato fondamentale per questo Paese, in anni travagliati come quelli del suo mandato. E’ stata una figura capace di accompagnare la politica. Dunque, vedrei bene Piero Fassino, una figura con una storia importante alle sue spalle – Riguardo a Prodi – Anche lui ha degli aspetti che mi piacciono con una grande credibilità internazionale, al pari di Mattarella. Una figura al di fuori dalla politica sarebbe invece il giurista italiano Sabino Cassese”. Ciò su cui pone l’accento il senatore di Potenza Picena è: “L’essere seri. Siamo quasi condannati a doverlo essere. Bisogna imparare dagli errori e non permettere che riaccada quanto successo in passato. Se non dovesse uscire fuori un nome condiviso è obbligo interrompere la legislatura e andare alle urne”.

Napolitano nel 1997

Napolitano a Taverne, in veste di ministro degli interni, per il terremoto del 1997 (foto tratta dal libro “Il ragazzo e l’altopiano” di Maurizio Verdenelli)

 

Napolitano nel '97

Napolitano a Taverne, in veste di ministro degli interni, per il terremoto del 1997 (foto tratta dal libro “Il ragazzo e l’altopiano” di Maurizio Verdenelli)

 



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