Maceratese, un blitz atteso dodici anni

Il successo dei biancorossi in casa della Civitanovese mancava da tanto tempo. La brillante prova del centrocampo è stata la chiave del trionfo
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Enrico Maria Scattolini

Enrico Maria Scattolini

di Enrico Maria Scattolini

MAGNIFICA LA MACERATESE (+), che espugna il Polisportivo rivierasco dopo dodici anni (leggi l’articolo) ed ottiene la quinta vittoria consecutiva, fra campionato e Coppa Italia.

PERO’ SOLO NEL PRIMO TEMPO, veramente splendido (+). Per: (a) l’immediata reazione allo svantaggio incassato al pronti/via dal rigore di Amodeo; (b) per lo spirito leonino di tutti i suoi giocatori, nessuno escluso, consapevoli di dover evitare a tutti i costi un’amarezza al proprio magnifico pubblico; (c) e per la capacità di attivare subito un’organizzazione di gioco migliore di quella avversaria.

BIANCOROSSI CERTAMENTE FORTUNATI nell’esecuzione vincente di Croce su tiro piazzato, favorita dal clamoroso errore del portierino rossoblù, ma poco prima e poco dopo molto pericolosi sempre con il loro strepitoso (+++) centrocampista (grande intervento invece, nella circostanza, di Agresta su un’altra sua conclusione franca) e con Kouko, protagonista di uno slalom verticale fra le maglie della difesa civitanovese, con battuta a rete però sotto livello rispetto all’irresistibile giocata individuale (-).

MA SOPRATTUTTO DIMOSTRAZIONE di netta superiorità di manovra in mezzo al campo (+). Frustrante per una Civitanovese tatticamente in linea con gli avversari nell’opporre lo stesso triangolo d’interdizione/costruzione, ma incapace di produrre contrasto, gioco e ritmi adeguati (-).

L'allenatore della Maceratese Giuseppe Magi

L’allenatore della Maceratese Giuseppe Magi

SITUAZIONE DIVERSA NELLA RIPRESA, solo in parte prevedibile riguardo alla Maceratese (-).

COMPRENSIBILMENTE IN FLESSIONE dopo la pesante, ma anche redditizia (+), fatica della frazione iniziale: quindi scontato calo di dinamismo e lucidità, con conseguente tendenza a concedere campo alla pressione tutto cuore ed ardore dei padroni di casa (+).

PERO’ SENZA CORRERE GROSSI RISCHI Per l’eccellente esibizione della difesa (+), disinvolta nel controllo di un attacco avversario improvvisamente desto nello sgusciante Pintori ma statico nei temutissimi-sulla carta-Amodeo e Degano. Quest’ultimo per di più allocato nella posizione di trequartista.

CONSIGLIABILE COMUNQUE IL CAMBIO DI MODULO.. Rinuncia ad una punta-tutt’e tre abbastanza stanche per l’abbondante sudore, data anche l’afa ,dei primi quarantacinque minuti di impegno -a vantaggio di un uomo in più (preferibilmente Belkaid o anche Perfetti) nel reparto intermedio. Come verificatosi sette giorni prima nella fase terminale dell’incontro all’Helvia Recina contro il Fano (+).

SORPRENDENTE INVECE LA DECISIONE DI MAGI (-), intorno alla mezz’ora, di togliere sì un avanti (il superlativo D’Antoni), ma a beneficio di un difensore centrale (Capparuccia). Nonostante l’inferiorità numerica nel frattempo subita dai rossoblù per l’espulsione del terzino Ficola, in precedenza incredibilmente graziato del secondo “”giallo”dall’arbitro.

Il tecnico della Civitanovese, Antonio Mecomonaco

Il tecnico della Civitanovese, Antonio Mecomonaco

SOLO PARZIALMENTE SPIEGABILE (+) l’improvvisa difesa a cinque come protezione di Fatone nelle incerte uscite alte, assicurata appunto da tre centrali attrezzati nei colpi di testa.

DIVERSA INVECE L’INTENZIONE DI MAGI (-), come successivamente apprenderò!

RISULTATO! furibondo assedio (+) della mutilata Civitanovese all’area biancorossa, sino allo scadere dei quattro minuti di recupero. Salvo la traversa di Aquino, pochi i pericoli concreti per la sostanziale inoffensività rossoblù e la tenuta della terza linea maceratese. Ciò nonostante, costanti minacce alle coronarie della tifoseria ospite per l’interminabile grandinata di cross mancini su Fatone e, proprio un attimo prima del sospirato (dai biancorossi) triplice fischio di chiusura, per il secco rasoterra dal limite di Della Penna, filtrato fra mille gambe ma finito provvidenzialmente fra le braccia dell’attento portiere maceratese.

ESCLAMATIVO MAGI IN SALA STAMPA Ha elogi per tutti. Anche per la bravura della Civitanovese “contro la quale era impensabile non soffrire sino in fondo”. Giusto (+).

PROPRIO PER QUESTO FORSE NON ERA IL CASO DI AGEVOLARLA con l’aiutino di cui sopra (-). Compromettendo l’inerzia di un derby decisamente orientata a favore della Maceratese.

Maria Francesca Tardella al Polisportivo

Maria Francesca Tardella al Polisportivo

IL MISTER CORTESEMENTE SPIEGA (-) che: (1) “ho utilizzato Capparuccia in contrapposizione al potenziamento della batteria di punte schierate da Mecomonaco”, (2) ”i miei terzini avrebbero dovuto alzare la loro posizione sulle fasce, ma non sono riusciti nelle ripartenze.”

HO RITENUTO DI PRECISARE CHE. (1): Mecomonaco ha mandato in campo l’attaccante Mengali circa dieci minuti dopo l’ingresso di Capparuccia, per altro in sostituzione dell’omologo Degano. (2) Salvo che Forgione non venga considerato un puntero, altro non c’è stato. (3) Come poteva, in particolare, Cordova avanzare sul suo long-line dovendo controllare, sulla catena sinistra rossoblù, lo scatenato Pintori in alternativa all’esterno Forgione, subentrato a Ferrini poco dopo l’intervallo e quindi ridondante di energie?

MAGI NON HA GRADITO(-). Polemico battibecco per l’accusa di commistione (presunta) fra il ruolo di giornalista e quello di allenatore; solita storia che mi ha ricordato tante passate esperienze. Ultima e molto simile quella con l’indimenticato Favo dello scorso campionato a Matelica. Lì andò peggio: perché il ricorso in extremis al quinto difendente vanificò un largo successo e, per un soffio, non costò una clamorosa sconfitta. E’ comunque il mio habitat naturale.

IL GIOCO ED I RISULTATI DELLA MACERATESE dimostrano ovviamente la bravura di Magi (+++). Da me apprezzata fin dai tempi della Vis Pesaro. E confermata anche nella circostanza.

MI PERMETTO PERO’ DI CONSIGLIARGLI, da nonno a nipote, una maggiore apertura al confronto. Anche se la storica performance di Civitanova mi avrebbe probabilmente dovuto suggerire di chiudere un occhio. Mi prendo quindi la mia parte del torto (-).

LA LEONESSA E’ RITORNATA (+). La dottoressa Tardella mi aspetta sorprendentemente, senza riscontro, nella vecchia sala stampa del Polisportivo. Poi ci sentiamo al telefono e mi comunica la sua felicità. Soprattutto per aver ritrovato il calore della gente biancorossa. Voce rauca per gli incitamenti e l’esultanza di poco prima allo stadio. Ma grande spirito. Mariella nostra non cambia mai. Fortunatamente.

Civitanovese-maceratese (25)

Daniele Ferri Marini in azione

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Daniel Kouko

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L’attaccante della Maceratese Alessandro D’Antoni

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