“La memoria combatte l’oblio”
Inaugurata la mostra sui Gulag
MACERATA - Gli scatti di Tomasz Kizny che ritraggono l'orrore dei campi di concentramento sovietici, saranno esposti nella Sala Specola della Biblioteca comunale Mozzi Borgetti fino all'11 aprile. All'artista è stata consegnata anche un'onorificenza da parte del rettore Luigi Lacchè: "Uno degli strumenti più efficaci per trasmettere emozioni è la fotografia. L'immagine fa riflettere"
di Carmen Russo
«Sapere è immaginare. Bisogna combattere l’oblio con la memoria» queste le parole di Tomasz Kizny, il fotografo autore degli scatti presenti alla mostra “Gulag”, inaugurata questa mattina alla Biblioteca comunale Mozzi Borgetti. La rassegna di quadri costruita in ben 17 anni di attività del famoso artista ucraino-polacco si articola in due parti, la prima è una raccolta di scatti d’archivio, la seconda si arricchisce di fotografie scattate da Kizny il quale ha ripercorso i cosiddetti luoghi della memoria.
Una storia raccontata in bianco e nero, attraverso i particolari che riescono a creare un insieme concreto nella mente di chi osserva. Un percorso fisico che porta l’osservatore all’interno di una storia fatta di massacro e dolore, ma dalla quale è possibile imparare. La mostra è stata organizzata dal Dipartimento di Scienze politiche, della comunicazione e delle relazioni internazionali dell’Università di Macerata nell’ambito del progetto europeo Age, Amnesia Gulag in Europe, e patrocinata dal Comune di Macerata
L’inaugurazione delle immagini è stata preceduta da un incontro per accogliere l’artista a cui hanno partecipato Luigi Lacché rettore dell’Università di Macerata, Natascia Mattucci, coordinatrice del progetto Age, Gianluca Vagnarelli, docente Unimc, Dominique Roynette, giornalista e curatrice del catalogo della mostra Gulag, Teresé Birutè Burauskaité, direttrice generale del Centro di ricerca della Lituania sul Genocidio e la Resistenza.
Orgoglioso, il rettore Lacchè che afferma: «Quando parliamo di memoria e di vicende che non abbiamo vissuto, uno degli strumenti più efficaci per trasmettere emozioni è senza dubbio la fotografia, per avere un po’ meno di “amnesia”. L’immagine ci fa riflettere». Il rettore ha, poi, consegnato un’onorificenza a Tomasz Kizny.
La mostra approda a Macerata, dunque, grazie al progetto Age – Amnesia Gulag in Europe, we want to fight oblivion. Il progetto è stato selezionato tra ben 425 progetti a livello Europeo, posizionatosi in quarta posizione per rilevanza degli obiettivi e delle priorità, per la qualità del progetti e metodi proposti, impatto, visibilità e follow up, impatto geografico e gruppo di riferimento. Come ha affermato la coordinatrice Mattucci: “Il progetto nasce per ridare la memoria e come Primo Levi diceva, la memoria è un muscolo, più la si esercita più la si mantiene attiva”.
Partner del progetto sono l’Associazione culturale BZ 1999, Istituto per la Storia del Movimento di Liberazione, Osservatorio di genere, Centro di ricerca della Lituania sul Genocidio e la Resistenza, Istituto d’Istruzione superiore “Einstein-Nebbia”, Associazione Università per la pace, Università di Edimburgo. Age propone attività didattiche e scientifiche che affiancano l’allestimento della mostra “Gulag” nelle città di Macerata, Ascoli e in una delle province di Trento e Bolzano. Erano presenti, infatti, anche alcune classi dell’Istituto Alberghiero “Einstein-Nibbio” di Loreto e dell’Its Mazzocchi di Ascoli Piceno
Sono 550 le immagini rare e inedite che testimoniano l’orrore dei campi di concentramento russo, ma per la mostra approdata a Macerata sono stati destinati 95 scatti collocati nella Sala Specola della Biblioteca Comunale Mozzi-Borgetti che rimarrà allestina fino all’11 aprile (dal lunedì al venerdì 9 – 13, giovedì e venerdì 15 – 18).











