Gli studenti del “Matteo Ricci” alla Poltrona Frau

Per un progetto del Goethe Institut che unisce scuola, impresa e lingua tedesca

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Gli studenti alla Poltrona Frau

Gli studenti alla Poltrona Frau

Scuola, impresa e lingua tedesca, sono queste le parole chiave del progetto “Unternehmen Deutsch / Piazza Affari Tedesco” che gli alunni della classe 5L indirizzo Erica dell’IIS Matteo Ricci sta portando avanti, in competizione con altri 17 istituti secondari italiani. Questa volta alle numerose esperienze di qualità dell’ IIS Matteo Ricci, scuola pilota nell’ambito dell’alternanza scuola- lavoro per la nostra provincia, si è aggiunto il prestigio del Goethe Institut che, attingendo alla lunga tradizione del sistema di apprendimento duale della Germania, ha  ideato il progetto  e  promosso il contatto tra  il Matteo Ricci e una delle eccellenze del made in Italy: la poltrona Frau. Le attività che per tutto l’anno  impegnano gli alunni coordinati dalle insegnanti di tedesco, Cinzia Galassi di economia Fabiola Lanciani e con la collaborazione della madrelingua tedesca Claudia Garbuglia vengono sostenute tramite work shop tenuti da una  docente del Goethe Institut  venuta appositamente da Berlino e attività in lingua tedesca nel blog  al fine di  ideare, in conclusione,  un nuovo prodotto/servizio. Uno dei momenti più significativi del progetto è stata la visita del  31 gennaio alla Poltrona Frau alla quale sono stati presenti, oltre le  insegnanti , il  vicepreside Dario Matteucci, Klaus Dorwarth, responsabile nazionale del progetto per il Goethe Institut e naturalmente i 20 studenti della classe 5 L , che studiano inglese, francese e tedesco nell’indirizzo Erica che, nel nuovo ordinamento, è stato sostituito dall’indirizzo Turismo in cui l’apprendimento  di  tre lingue straniere, l’economia, la cultura e l’ambiente, in particolare  del nostro territorio, sono strettamente collegati.  L’esperienza presso la poltrona Frau è stata coinvolgente, gli alunni hanno potuto ammirare la maestria degli artigiani durante la produzione, il bellissimo museo, che dal 2012, in una struttura suddivisa in “torri” di legno e stoffa,  racchiude la storia dei cent’anni dell’azienda che, nata a Torino per opera di Renzo Frau, negli anni sessanta si è trasferita a Tolentino grazie alla lungimiranza del presidente Moschini. Su questa particolare  “lezione vissuta” gli alunni esprimono tutto il loro entusiasmo” “Entrati nel reparto della produzione la prima cosa che salta all’occhio è, senza dubbio, la ricchezza di colori: alti scaffali, colmi di pelli di qualsiasi tonalità, dalle più chiare alle più scure, dalle più vivaci a quelle più tenui, ma la cosa che ci ha più colpito è la costruzione per opera di esperti artigiani, in particolare del modello Chester, simbolo della Poltrona Frau, che ancora oggi viene costruito secondo il metodo tradizionale.” “L’intelligenza delle mani” lo slogan della poltrona Frau, l’abbiamo potuta vedere da vicino e capire che si tratta di una abilità inimitabile” raccontano i ragazzi della 5 L.

Nel “Poltrona Frau Museum” aperto nel 2012 spicca l’ icona della Frau, una Vanity Fair bianca a cui segue un percorso evolutivo andato di pari passo con la storia dell’Italia e dei mercati internazionali. Interessantissimo l’incontro  con il direttore commerciale Nicola Coropulis, che nella sua  narrazione della storia dell’azienda, ha approfondito il rapporto che la lega alla Germania.”

“I tedeschi,  ci ha spiegato il direttore, sono molto attenti e all’autenticità apprezzano il design di mobili che in tedesco si possono definire “zeitlos” ovvero senza tempo. Il successo dell’azienda sul mercato tedesco è determinato dall’attenzione della Poltrona Frau  per valori rigorosi di puntualità nelle consegne e reattività per quanto riguarda eventuali contestazioni. Rapporti molto importanti quelli con la Germania  che rappresenta  oltretutto il primo mercato  per l’acquisto di  mobili d’Europa, un mercato che  la poltrona  Frau coltiva già  dagli anni settanta.”

Che la Germania  sia un mercato tradizionalmente forte e interessante  per le imprese italiane, lo  dimostra  anche l’adesione al progetto proposto dal Goethe Institut  da parte di importanti  aziende come Illy Caffè, Tod’s, Osram, Faber Castell, Coricelli…. che collaborano al progetto del Goethe Institut con  le scuole del loro territorio e  per le quali  il  tedesco, conosciuto da pochi, è una competenza molto apprezzata.

 


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