Rifiuti pericolosi,
slitta il maxiprocesso
IN AULA - Saranno sedici gli imputati, tra loro responsabili di discariche, dalla Senesi di Morrovalle a quella di Vergine di Taranto, titolare e dipendenti della Eco Service di Corridonia e un ex ufficiale in servizio alla procura di Macerata
di Gianluca Ginella
Operazione Ragnatela, slitta l’apertura del processo per la vicenda di tonnellate di rifiuti pericolosi che sarebbero finiti, passando per la società Ecoservice di Corridonia, nelle discariche di Morrovalle, oltre che in Puglia e in Germania (leggi l’articolo). Sotto accusa ci sono 15 persone, per un altro imputato il procedimento sarà riunito nella prossima udienza (che si svolgerà il primo aprile).
Aveva fatto clamore l’indagine condotta dal Nucleo operativo ecologico dei carabinieri di Ancona che avevano portato alla luce una presunta associazione per delinquere relativa all’organizzazione di traffici illeciti di rifiuti e alla redazione di numerosi atti falsi per il trasporto degli stessi. Gli episodi contestati vennero accertati nel 2009 e nel 2010 nove persone furono arrestate. Una ventina in tutto erano gli indagati. Al processo, al termine delle indagini, saranno sedici le persone imputate (con una posizione che sarà riunita la prossima udienza). A vario titolo dovranno rispondere di reati che vanno dall’associazione per delinquere, alla truffa al traffico illecito di rifiuti e alla corruzione. Sotto accusa sono Pietro Palmieri, 66 anni, in qualità di titolare della Ecoservice srl di Corridonia, il figlio Giordano, 39 anni, Gianfranco Bernabei, 71, e Adriano Bernabei, 59, nella qualità rispettivamente di coordinatore e di responsabile commerciale e tecnico della Ecoservice. Secondo l’accusa questi primi 4 imputati, avvalendosi dell’impianto di deposito preliminare e successivo trattamento della Ecoservice ricevevano ingenti quantità di rifiuti speciali pericolosi provenienti da attività di bonifica, che sarebbero giunti da vari siti: come Metro Fim ed Rfi di Casoria, dalle raffinerie di Gela, dalla Erg Spa e dalla Esso spa di Priolo Gargallo, dall’Ama di Roma, dalla Caffaro srl di Coleferro, dalla Terni En.A di Terni. E avrebbero effettuato una fittizia lavorazione – prosegue l’accusa –, diretta semplicemente a miscelare rifiuti pericolosi con altri non pericolosi. In modo da declassificare indebitamente i rifiuti, attribuendo a questi un falso Cer, in modo da assicurare il successivo smaltimento in discariche non autorizzate alla loro ricezione.
Come la Senesi di Morrovalle, la Bleu di Canosa di Puglia, la Geta di Ascoli, la Vergine di Taranto e alla discarica Wev, in Germania. Gli altri imputati sono Federico Lattanzi e Stefano Rosi, della società Agrideco srl, nella qualità, dice l’accusa, di intermediatori di rifiuti che avrebbero assicurato alla Ecoservice l’approvvigionamento di rifiuti da trattare. Poi Antonio Anglano, come direttore tecnico e responsabile della gestione operativa della discarica di Vergine, Enrico Vita, come direttore tecnico della Senesi, Francesco Maio, come legale rappresentante della discarica Bleu, Maurizio Campitelli, gestore della Bleu, e ancora Sergio Gozza, appartenente alla Ecovalsabbia, che avrebbe assicurato lo smaltimento di rifiuti in Germania, alla Wev, Paolo Marinelli, che avrebbe fatto da intermediario per lo smaltimento di rifiuti in Germania, Marcello Cioppettini, come ufficiale in servizio alla sezione di Pg della procura di Macerata (ora è in pensione), che in cambio di presunte elargizioni in denaro, ma anche di pagamento di pieni di carburante e di lavori di manutenzione sulla sua auto avrebbe divulgato informazioni riservate, e ancora Nicola Fontana, preposto del gruppo Fontana e Europa Trans che avrebbe assicurato il trasporto dei rifiuti con caratteristiche diverse da quanto indicato. Infine è imputato il 60 enne Fabio Bruzzechesse, di San Severino. Nella prossima udienza sarà riunita la posizione di Rodolfo Briganti, il cui nome nell’indagini rientra come legale rappresentante e direttore tecnico, all’epoca dei fatti, della discarica Senesi e che per l’accusa avrebbe assicurato lo smaltimento dei rifiuti falsamente lavorati.
Gli imputati respingono con forza le accuse: sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Giancarlo Giulianelli, Claudio Marcolini, Gabriele Cofanelli, Giovanni Bora, Stefano Paciaroni, Fabio Celli, Giovanni Cantelli. Il maxiprocesso doveva aprirsi oggi, ma è slittato per alcune mancate notifiche agli imputati.


