Rifiuti: l’inchiesta “Ragnatela”
passa alla Procura di Macerata
L’inchiesta ‘Ragnatela’, che ha portato all’arresto di nove persone (altre 21 sono indagate a piede libero), al sequestro dell’Eco Service e di 30 automezzi, e al recupero di 90 mila euro di ecotassa evasa, su un giro d’affari illegale stimato in 15 milioni di euro, passa per competenza dalla procura di Napoli a quella di Macerata.
Gli atti dell’inchiesta, circa 140 pagine di ordinanza del gip collegiale partenopeo e 3.000 pagine di informativa dei carabinieri del Nucleo per la tutela dell’Ambiente, sono già stati depositati presso gli uffici giudiziari maceratesi, che da lunedì condurranno le indagini. Tutto è partito due anni fa da un segnalazione del Noe della Campania sui camion in viaggio dalla discarica di Casoria verso le Marche.
Si è scoperto così che su ogni automezzo, che in media trasportava 23 tonnellate di rifiuti pericolosi, dai fanghi industriali agli scarti delle raffinerie di Gela, la Eco Service e i suoi complici (laboratori di analisi, singoli professionisti, titolari di discariche ecc.) lucravano 9 mila euro di guadagno netto. Rendere inerti i rifiuti tossici costa in media 12 mila euro, mentre per 23 tonnellate di scarti normali la spesa si riduce a 3 mila euro.
Secondo l’accusa, la “cricca” produceva documentazione falsa per attestare il trattamento più costoso, in realtà mai eseguito. Le miscele di scarti finivano tali e quali nelle discariche di destinazione: la ‘Senesi’ di Morrovalle di Macerata, la Bleu di Canosa di Puglia, la Vergine srl di Taranto, la Wev di Dresda in Germania, e altre cinque impianti su cui gli accertamenti sono ancora in corso.
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– La maxi operazione dei Carabinieri:
https://www.cronachemaceratesi.it/?p=35208
– Gli arrestati: