Cittadinanza, la replica di Marangoni:
“Morgoni è un finto democratico”

IL CASO KYENGE-BOLDRINI - Il consigliere regionale incassa la solidarietà di Forza Nuova e replica al senatore maceratese: "Il suo partito si trastulla sulle adozioni alle coppie omosessuali o la cittadinanza agli extracomunitari. Emigri in Burundi prima che i Forconi lo spazzino via". Il Pd provinciale: "Ci saremmo aspettati delle scuse, Forza Italia faccia chiarezza"
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Il post condiviso dal consigliere Marangoni su Facebook

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Il consigliere regionale Enzo Marangoni

Il consigliere regionale Enzo Marangoni

«Chi? Ricordando la battuta di Renzi a Fassina, ci chiediamo chi sia questo Morgoni che si permette di insultare gli italiani dando loro degli analfabeti, incapaci di comprendere un testo scritto di media lunghezza. Questi italiani sono quelli che pagano, con sofferenza, al senatore Morgoni  uno stipendio superiore a 20.000 euro ogni mese. In cambio ricevono da lui solo insulti» Il consigliere regionale di Forza Italia Enzo Marangoni risponde così alle critiche che gli sono piovute addosso dal senatore del Pd Mario Morgoni (leggi l’articolo). Morgoni aveva stigmatizzato un fotomontaggio condiviso su Facebook dallo stesso Marangoni, dove Benito Mussolini mandava a quel paese il ministro Cécile Kyenge e la presidente della Camera Laura Boldrini (leggi l’articolo), proponendo di revocare la cittadinanza per quella uscita sui social network proprio all’esponente di Forza Italia.

«Questi italiani – prosegue Marangoni – sono quelli che vorrebbero che il governo attuale, di cui il Pd di Morgoni è il partito egemone, tirasse fuori e realizzasse almeno uno straccio di idea per affrontare il loro problema numero uno: la mancanza di lavoro. Invece il Pd si trastulla su problemi come l’adozione da parte di coppie omosessuali o su come dare urgentemente la cittadinanza agli extracomunitari. E fa ciò con l’evidente obiettivo di fare votare in massa gli extracomunitari, proprio come fa alle elezioni primarie interne al Pd, la colossale ricorrente presa in giro che ha lo scopo di finanziare il partito ma soprattutto di catalizzare l’attenzione dei media per mesi interi. Ma c’è di peggio. Secondo Morgoni lo Stato dovrebbe forzosamente intervenire educando e facendo ragionare tutti sul tema dell’immigrazione.  A chi si rifiuta di condividere questa educazione di massa in stile ex dittatura sovietica bisognerebbe, secondoMorgoni, togliere la cittadinanza. Cosa da  fare  partendo dal sottoscritto, primo caso in Italia.
Naturalmente il finto democratico Morgoni non dimentica di incitare la magistratura, notoriamente indipendente (sic) dal sistema politico italiano, ad intervenire per contestare qualche reato sempre a carico del sottoscritto.  Con queste affermazioni il senatore Morgoni si toglie da solo la maschera del neorenziano  opportunistico dell’ultima ora, capace di ottenere un posizionamento utile nella lista elettorale per essere eletto a Roma, senza bisogno di

Mario Morgoni, senatore del Pd

Mario Morgoni, senatore del Pd

preferenze personali. Del resto è conosciuta da tempo l’abilità del nostro eroe nello sgomitare a più non posso nelle lotte interne del suo partito  per ottenere immeritati vantaggi personali. Dai ragionamenti che Morgoni fa è chiaro che sotto la maschera c’è sempre, in realtà, la sua vera natura di politicante di vecchio stampo allevato alla mammella della scuola di formazione del vecchio PCI, in località Frattocchie. Ecco, ora ricordo chi è Morgoni.
Visto che questo inadeguato senatore fa parte di un partito così democratico che vuol togliere la cittadinanza a chi osa pensarla in modo diverso da lui,  è bene che si sappia che ci sono parecchi milioni di italiani in povertà o ai limiti della povertà che sarebbero, al limite, anche contenti di essere considerati stranieri nella loro patria, l’Italia. Se fossero privati della cittadinanza ne avrebbero vantaggi concreti. Sarebbero molto più aiutati dallo Stato di quando non lo siano ora come cittadini italiani. Avrebbero meno difficoltà nel trovare lavoro, nel vedersi assegnata una casa popolare, non pagherebbero l’asilo nido o le mense scolastiche, non pagherebbero nemmeno il ticket per l’assistenza sanitaria, avrebbero contributi per l’affitto o per le bollette dell’energia o del gas, trasporti gratuiti.  Inoltre potrebbero godere di molte altre agevolazioni e sussidi che gli italiani poveri o anziani non hanno, nemmeno conoscono e talvolta si vergognano persino di chiedere  per pudore o dignità. Sono questi i problemi degli italiani, senatore Morgoni.   Se non li ha ancora capiti o non li sa affrontare è Morgoni con il suo Pd ad essere del tutto inutile nelle istituzioni italiane. Consigliamo al senatore in questione, totalmente incapace di affrontare i veri problemi dei marchigiani che lo hanno eletto, di emigrare in Burundi prima che i Forconi lo spazzino via. I maceratesi faranno volentieri a meno di un tale soggetto e nessuno lo rimpiangerà. Probabilmente festeggeranno anche a Potenza Picena» conclude il consigliere regionale di Forza Italia.

 

Teresa Lambertucci

Teresa Lambertucci

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Teresa Lambertucci, segretario provinciale del Partito Democratico, interviene sulla questione, definendo «volgare e offensiva la vignetta in cui si associa l’immagine di un esagitato Benito Mussolini a un messaggio xenofobo e razzista, insultante nei confronti del Ministro Kyenge e del Presidente della Camera Boldrini, due donne vittime già da tempo di un ingiustificato attacco mediatico. Bene ha fatto il direttivo del Partito Democratico di Recanati a denunciare tempestivamente e pubblicamente il grave episodio». «Ci saremmo aspettati, da parte di Marangoni, delle scuse, o almeno una presa di distanza dal messaggio da lui diffuso via web – prosegue in una nota il segretario provinciale del Pd – Invece il consigliere, da poche settimane approdato a Forza Italia, ha ritenuto di rincarare la dose, difendendo sia la forma sia la sostanza del messaggio, in una nota ove nega ogni imbarazzo e anzi si vanta di aver ricevuto un certo numero di consensi per il suo operato, mentre i dissensi sarebbero stati molto pochi. Peccato che, mentre rendeva pubbliche queste sue riflessioni, Marangoni bloccava l’accesso al suo profilo ad ogni voce critica, e per di più insultava chi lo aveva criticato negandogli la possibilità di ogni contraddittorio. Non contento, in quelle stesse ore Marangoni riteneva anche di doversi congratulare, sempre dal suo profilo, con l’autore della vignetta, che si manifesta su Facebook con l’inequivocabile nome di “Faccetta nera”.
Insomma: Marangoni ha deciso, pur facendo ora parte di un partito che non ha mai messo in discussione la sua appartenenza all’arco costituzionale, di continuare a  raccogliere un marginale consenso nelle sacche dell’antipolitica più becera, dei nostalgici del fascismo che non provano nemmeno a nascondere la loro nostalgia delle pulsioni autoritarie e antisistema. E’ una questione politica, al di là della miseria del fatto in sé, sulla quale Forza Italia avrebbe il dovere di fare chiarezza: vuole essere una forza liberale ispirata al rispetto delle istituzioni democratiche o vuole diventare il ricettacolo di torbide spinte autoritarie, soffiando sul fuoco di un’antipolitica all’insegna del “tanto peggio tanto meglio”?».

Tommaso Golini

Tommaso Golini

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Anche Forza Nuova Macerata, attraverso una nota del suo coordinatore provinciale Tommaso Golini, interviene sulle parole del senatore Morgoni e prende posizione a favore del consigliere regionale di Forza Italia:

«Esprimiamo massima solidarietà al consigliere Marangoni. Crediamo che al PD abbiano ben altro a cui pensare di una vignetta comparsa su un social network, che, per quanto volgare e sgrammaticata, lascia intendere la simpatia che l’ex capo del governo riscuote ancora oggi tra il popolo italiano, testimoniata dai calendari regolarmente in vendita che vanno letteralmente a ruba nelle edicole e dalle migliaia di persone che ogni anno vanno a visitare la sua tomba nella città natale di Predappio. Chissà, se certi senatori sono al corrente che ogni giorno in Italia chiudono più di 50 imprese, che la disoccupazione è alle stelle e che ormai quotidianamente assistiamo ai suicidi di nostri connazionali schiacciati dai debiti, sfiduciati dal teatrino dell’illusione di una classe politica che non dorme la notte solo quando si parla di Ius Soli e diritti gay.
Chissà se sono al corrente che tante persone dotate di buon senso e facoltà di intelletto, cittadini italiani a cui forse qualcuno, molto in stile KGB, vorrebbe togliere la cittadinanza semplicemente perché non allineate al pensiero del “partito”, si iniziano a domandare se l’immigrazione rappresenti realmente una risorsa o piuttosto uno spreco di soldi pubblici in un periodo di crisi, un grave fattore di turbamento dell’ordine pubblico nonché un salasso di energie per gli stessi popoli migranti. Chissà quale sarebbe stata la reazione dell’opinione pubblica se invece di Mussolini la vignetta avesse riportato l’effige di Stalin o di qualche altro spietato dittatore comunista. Insomma, forse invece di montare certi “casi” sarebbe ora di affrontare definitivamente la storia come tale, senza ipocrisie e soprattutto finendola di pretenderne un profitto morale e un ormai conclamato lauto guadagno».

 



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