Haber e Boni conquistano il Feronia con un testo sull’orrore del nazismo

SAN SEVERINO - Tutto esaurito per "Il visitatore", testo DI Éric-Emmanuel Schmittsulla tragedia del nazismo

- caricamento letture

VisitatoreUna discussione lenta, dolce e commovente. Poi quell’esclamazione fredda, veloce, dal tono irriverente: “Se sei onnipotente, sei cattivo; e se non sei cattivo, non sei abbastanza potente. Criminale o limitato, non sei un dio all’altezza di Dio”. Alla fine i lunghi applausi di un pubblico veramente attento, che ha mostrato di aver gradito uno spettacolo per nulla facile ma con strepitosi protagonisti che hanno saputo fermare, meglio di tanti altri, la memoria sulla sanguinaria tragedia del nazismo facendolo con trasporto, tatto e discrezione, hanno liberato l’aria dall’ansia e dall’angoscia di una  vergogna che l’umanità intera non potrà mai cancellare dalla memoria. Complice un testo, quello di Éric-Emmanuel Schmitt, che andrebbe letto e riletto, l’ultimo appuntamento del 2013 con la prosa de “i Teatri di Sanseverino” ha letteralmente entusiasmato registrando il sold out completo con posti in piedi dalla platea al loggione se solo, per motivi di sicurezza, non si sarebbero dovute rifiutare prenotazioni giunte da regione e fuori regione.

Visitatore5Il tutto esaurito c’è stato comunque, com’era nella previsione, per vedere sul palco Alessandro Haber ed Alessio Boni, Nicoletta Robello Bracciforti e Francesco Bonomo, ne “Il Visitatore”, scritto originariamente nel 1993 in francese,  tradotto in 15 lingue e rappresentato in oltre 25 Paesi. La scena, unica, è ambientata in Austria nel lontano 1938: la nazione è stata da poco annessa al Terzo Reich, Vienna è occupata dai nazisti, gli ebrei vengono perseguitati ovunque. In Berggstrasse 19, indirizzo dello studio di Freud, il famoso psicanalista attende affranto notizie della figlia Anna, portata via da un ufficiale della Gestapo. Ma l’angosciata solitudine non dura molto: dalla finestra spunta, inaspettato, un visitatore che fin da subito appare ben intenzionato a intavolare con Sigmund Freud una conversazione sui massimi sistemi. Il dottore è insieme infastidito e incuriosito: chi è quell’importuno e cosa vuole?

Visitatore2È presto chiaro che quel curioso individuo in frac non è un ladro né uno psicopatico in cerca di assistenza. Stupefatto, Freud si rende conto di avere di fronte nientemeno che Dio, lo stesso Dio del quale ha sempre negato l’esistenza. La discussione, che costituisce il grosso della piece, è inedita ed interessante dal momento che, nel confronto fra i due protagonisti, l’uno sembrerebbe escludere l’altro. Alla fine non è proprio così ed anche uscendo dal teatro, come ha fatto il pubblico presente in sala, ci si saluta con un “arrivederci”. La prosa tornerà protagonista, sempre al Feronia, mercoledì 8 gennaio 2014: Andrea Giordana, Giancarlo Zanetti, Luchino Giordana e Simona Celi proporranno al pubblico “Il Bell’Antonio” di Vitaliano Brancati, per la regia di Giancarlo Sepe.

Visitatore3


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X