Vicenda Parima, Carancini:
“Fui io ad oppormi alla variante del Prg”

MACERATA - Il sindaco fa il punto della situazione sulla crisi in cui versa l'azienda e risponde agli articoli di Carlo Cambi: "Su di me illazioni e fango"
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Il sindaco di Macerata, Romano Carancini

Il sindaco di Macerata, Romano Carancini

di Filippo Ciccarelli

Non c’è nessuna ipotesi cemento dietro alla chiusura della Parima. A dirlo il sindaco Romano Carancini, che sta monitorando l’evolversi della drammatica situazione che coinvolge i 21 dipendenti dello storico forno maceratese. La questione di una variante al Piano regolatore e relativa alla Minitematica è stata sollevata in un articolo di Carlo Cambi (leggi), al quale Carancini risponde in modo diretto. “Dico a Cambi e ai suoi lettori che non si devono preoccupare. La questione della variante sui terreni adiacenti alla Parima non c’entra assolutamente nulla” afferma il sindaco di Macerata. “Io ho approvato la Minitematica da sindaco, ma quel lotto di complemento al quale fa riferimento Cambi è stato edificato e non ha nulla a vedere con vecchi o nuovi proprietari della Parima. Quella Minitematica, approvata un paio di mesi dopo la mia elezione, è il risultato di un procedimento iniziato molto prima che fossi sindaco. Rispetto al mio mandato amministrativo – prosegue Carancini – ribadisco che, in coerenza con il programma, non permetterò consumo di suolo. L’illazione e il sospetto che Cambi lancia è uno schizzo di fango che, per quanto mi riguarda, gli si ritorce contro. Tanto più che i signori della Parima vennero da me due volte, la prima quando ero capogruppo del Pd, la seconda da sindaco, per sottopormi una richiesta di variante a cui io mi sono parima chiusa 6sempre opposto e che è stata rigettata anche in sede di Minitematica“.  Il sindaco conferma di aver incontrato Luca Gastreghini e Giacomo Bonifazi, oltre al consulente che sta seguendo la vicenda Parima dal punto di vista amministrativo, nella sala della Specola della biblioteca Mozzi-Borgetti: un incontro in cui non sono state affrontate questioni legate all’edificabilità dei terreni, ma è stato esposto lo stato di grandissima difficoltà in cui versa l’azienda. Al momento non ci sono ancora risposte sul futuro dei 21 dipendenti che lavoravano nello stabilimento di contrada Mozzavinci. E Carancini torna proprio sul futuro dei lavoratori e delle loro famiglie: “Credo che sia indecente e inconcepibile strumentalizzare questa vicenda per attaccarmi. Questo non fa onore a Carlo Cambi: è liberissimo nel criticare me o la mia Amministrazione se lo ritiene giusto, ma senza tirare in ballo la tragedia dei 21 dipendenti che perdono il posto di lavoro, certamente non a causa del Comune. Perché accostare questa tragedia a quella che secondo lui è la mancanza di un progetto per la città di Macerata?  Cosa c’entra la vicenda dei Cancelli con la crisi della Parima? Io risponderò a testa alta di quello che ho fatto e non ho fatto alla fine del mio mandato – conclude il sindaco – ma sono sicuro che potrò guardare in faccia tutti, compreso Cambi e chi dice di avermi insistentemente chiesto appuntamenti ed incontri quando in realtà questo non è mai avvenuto. Cerco di ricevere ed ascoltare sempre tutti i cittadini, compatibilmente con i miei impegni e doveri istituzionali”.

 



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