In ricordo di Andrea Zega
L'appassionato ritratto fatto da un amico
L’appassionato ritratto di un amico, lo fa Adelio Bravi in questa lettera che riceviamo dedicata ad Andrea Zega che la settimana scorsa è tragicamente scomparso (leggi l’articolo):
“Da giorni, ormai, mi accingo e desisto dal corrispondere all’impellente bisogno di buttare giù queste righe. Il compito è davvero arduo, il terreno oltremodo scivoloso ed io non sono affatto sicuro di essere all’altezza. Sento, tuttavia, di non poterne fare a meno e correrò il rischio di non riuscire a rendere, nel risultato, l’intenzione di un atto d’amore nei confronti, in primis di Andrea, ma anche degli amici e di Patrizia che non smette di “cercare”. Mai mi era capitato in precedenza di vedere un’intera comunità attonita, impietrita, dolorosamente e inconsolabilmente incredula come ho visto, prima alla camera ardente e poi al funerale di Andrea.
Conoscevamo tutti quella sua sottile vena malinconica che faceva da contraltare alla sua vivace vitalità, piena di interessi e di potenzialità espressive, in un equilibrio che appariva armonico e mirabile soprattutto nella sua produzione artistica. Tenevo con particolare affetto un quadro che lui mi regalò da cui, ora, non riesco a distogliere lo sguardo. Rappresenta la nostra classe al liceo, due posti sono anneriti per ricordare Alvedo e Daniela che avevamo perduto e, a fianco, Andrea scrisse: “Insieme, ancora insieme…tutti”.
L’anno scorso, proprio di questi tempi si adoperò moltissimo per riunirci a festeggiare il 40° della maturità. Fu una giornata bellissima e lui volle fare una piccola pubblicazione per ricordare l’evento. Intendiamoci, era tutt’altro che un nostalgico, riteneva però che quelle radici fossero importanti in quanto, come scrisse, costituivano una κτῆμα ἐςαἰεί (ricchezza per sempre). Chi l’ha conosciuto sa che non c’è alcuna retorica post mortem nel definire Andrea un uomo buono, generoso, attento agli altri, una persona “per bene”, portatore di valori e convinzioni che però cozzavano in modo deflagrante con questo mondo che esalta e premia la volgarità, l’ignoranza, la sopraffazione. Gaber cantava che gli faceva male il mondo. Dunque il mondo può far male ed io credo che possa anche uccidere. Ad Andrea faceva male il mondo e faceva fatica a riconoscersi, a ritrovarsi dentro una situazione che sentiva non appartenergli più. Aveva avuto successi su molti fronti, ma anche cocenti sconfitte nei suoi tentativi di correggere le storture e proporre alternative, non solo e non tanto sul piano politico, ma soprattutto a livello esistenziale, coinvolgendosi sempre in prima persona e senza rete. Ho apprezzato don Attilio quando nell’omelia ha detto che non bisogna cercare risposte univoche e rassicuranti, aggiungo che, a volte, il mistero irrompe con inaudita violenza nella nostra vita, ricordandoci la finitezza delle nostre capacità interpretative. Mi viene in mente una battuta de “Il grande freddo” quando un amico dice di approvare la scelta di Alex di non aver lasciato niente di scritto per non fare della sua vita un condensato alla Reader’s Digest. Dunque il rispetto e l’amore mi sembrano costituire il binomio che meglio rappresenta il modo di affrontare una tale intollerabile ed ineluttabile tragedia. Tra amici ci telefoniamo raccontandoci il bisogno “fisico” di rivederci tra di noi, di stare insieme, di ricordare. Mi piace pensare che è l’ultimo regalo di Andrea : Insieme, ancora insieme…tutti. Concludo qui, non avendo sciolto i dubbi iniziali ma, nella consapevolezza che uno scritto acquista valore dalla benevolenza del lettore, ad essa mi appello”.
***
Andrea Zega sarà ricordato dagli amici del Sistema Arte:
“Per non dimenticare Andrea Zega, anzi per farlo vivere ancora più a lungo con noi abbiamo pensato di ricordarlo a Pacigliano, località di campagna di Corridonia, dove nella Chiesa dedicata a Maria, Andrea Zega ha donato la sua “ultima opera” che va impreziosire la Raccolta di Arte Sacra. Domenica 23 giugno, alle ore 10.30 nella Chiesa di Pacigliano verrà data testimonianza ad Andrea Zega ed alla sua figura di Artista. Nell’occasione il professor Silvio Craia donerà ai convenuti un “ricordino” di Andrea da lui realizzato e fortemente voluto”.


La vita gia’ prima che se ne realizzi il tessuto e’ nata per corrompersi e svanire.
Leonida di Taranto
Caro Adelio,
grazie.
..non ci sono parole….
il giusto sente il peso del mondo e se ne accolla la responsabilità. Oggi più che mai la posta in gioco è altissima per il giusto
Pochi mesi fa è morto un artista solo come un cane dimenticato per mesi dentro casa. morto. Forse era figlio di nessuno e forse non era un dottore, perché? questo è lo spirito degli artisti.. si ricorda per ….
Mi dispiace che si viene sempre fraintesi, per quel poco che l’ho conosciuto l’ho visto come una persona semplice e solare di grande vitalità, che fa sempre grande un artista ma nella sua solitudine ha trovato anche la forza di far finire la sua vita, da solo, con il suo cane, e sono certo che qualcosa di non accettato per lui, ed successo qualcosa dentro. Come lui, molti hanno fatto dei gesti forti, ma poco si parla. La vita di un artista e fragile e si spezza facilmente, il mio spirito e questo, giusto di ricordare lui, ma non dimentichiamo anche coloro che sono andati via prima di lui… Chi sa di essere artista non lo ha deciso lui, ma e il suo destino, già scritto, e sa che non lo può cambiare, ma solo essere fedele al se stesso, e tutti hanno lo stesso valore, quindi mi chiedo questo perché per alcuni tanto e per atri nulla? O non me lo posso chiedere? Chi decide di essere una artista il suo spirito o gli amici degli amici? O i famosi critici d’arte? A pagamento?