Campagna “Dipendi da te” sui figli divisi
CIVITANOVA - Samuele Cognigni (psicologo gruppo analista) domani alla biblioteca Zavatti illustrerà l'altra faccia della disgregazione coniugale
Proseguono gli incontri della campagna “Dipendi da te” organizzata dall’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Civitanova, in collaborazione con l’associazione Age e la società Praxis. Il quinto appuntamento in calendario si svolgerà giovedì 18 aprile, presso la sala letture della Biblioteca “Zavatti” di vale Vittorio Veneto con Samuele Cognigni (psicologo gruppo analista) che illustrerà l’altra faccia della disgregazione coniugale: i figli divisi. Relazioni in età prescolare, preadolescenziale, adolescenziale. “Invito la cittadinanza a partecipare numerosa – ha detto l’assessore Sglavo – perché la tematica esposta è importante in quanto si va ad analizzare la strategia da attuare da parte dei genitori per limitare il più possibile le conseguenze negative a livello psicologico che i figli inevitabilmente subiscono quando c’è una separazione. Il tema sarà affrontato da un punto di vista strettamente psicologico tenendo in considerazione le varie fasi della vita e della crescita dei figli”. L’ingresso è gratuito, con inizio alle ore 21.
Gentile Dottor Samuele Cognigni,
il Femminismo è una delle tante forme con cui si manifesta la pseudo-cultura Modernista. L’arbitrio che viene scambiato per Libertà. Francamente non riesco a considerare “libera” una società che avalla la promiscuità sessuale (siamo esseri umani, mica bestie!), il tradimento coniugale e il divorzio, con conseguente danno esistenziale non solo per i coniugi separati ma anche per i figli che devono subire il trauma di vedersi i genitori separati che si odiano tra loro. Io in quanto ANTIFEMMINISTA, sono per un modello di società e famiglia in cui uomini e donne si amino e si rispettino reciprocamente, cioè il contrario di quello propugnato (e ottenuto) dalla becera cultura femminista che ha causato oltre ad una stupida contrapposizione ideologica tra i sessi (“uomini oppressori” vs “donne vittime”, sempre, comunque e dovunque, guardate questo blog stracolmo di violenze femminili anche sugli uomini http://www.violenza-donne.blogspot.it) anche la distruzione della famiglia “nucleare”(padre, madre e figli) su cui era fondata la società, per far strada alla “famiglia” matriarcale, cioè un modello (purtroppo oggi sempre più diffuso) in cui la figura paterna è stata completamente esautorata di ogni funzione educativa e umana, e praticamente distrutta, un pò come succedeva in alcune forme di primitive società cavernicole. Il femminismo, in effetti, è un ritorno all’era delle caverne. E poi chiamano me “retrogrado”!! Le vere retrograde sono le femministe.
Savonarola e Pio X? Bè, anche chi non è credente e chi non condivide una certa linea dottrinale e religiosa, se è una persona di buon senso, deve convenire che i loro valori e ideali sono molto più progrediti e nobili di un Tinto Brass, di una Cicciolina, di una Barbara d’Urso o lesbo-femminista qualunque.
E se qualche femminista dovesse inorridire perchè ho citato l’Inquisizione, vorrei far loro presente che le procedure Inquisitoriali prevedevano severe pene per i calunniatori, non è così invece negli attuali tribunali laici e “progressisti” dove invece non solo non si bada alla veridicità dell’accusa di una donna nei confronti degli uomini, ma nel caso in cui si accerta che la denuncia era falsa (NUMEROSISSIME VOLTE), lei non viene punita.