Mattei, testimonianze inedite
sulla lotta partigiana

SAN SEVERINO - Tanto pubblico alla presentazione del libro “La leggenda del santo petroliere”. Silvia Dari Mattiacci durante la Resistenza lo ospitò nella sua casa. Gioele Centanni: "Mi disse che all'Eni voleva solo marchigiani"

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Alcuni momenti della presentazione del volume su Mattei

“Se fosse ancora in vita mio zio sarebbe una delle persone più ricche e potenti del mondo”. Così Paolo Mattei, il nipote più giovane del grande Enrico, fondatore dell’Eni ed indiscusso protagonista della storia contemporanea, ha ricordato suo zio nel corso della presentazione del libro di Maurizio Verdenelli “La leggenda del Santo Petroliere”, ospitata nella sala degli Stemmi del Municipio di San Severino Marche. Tantissime le personalità intervenute all’incontro, patrocinato dall’assessorato comunale alla Cultura. Fra queste l’assessore provinciale Massimiliano Sport Bianchini, il sindaco, Cesare Martini, il vice sindaco di San Severino Marche, Vincenzo Felicioli, l’assessore comunale allo Sviluppo Culturale, Simona Gregori, il presidente del Consiglio settempedano, Ostilio Beni, il giornalista Lucio Biagioni, capo ufficio stampa della Giunta regionale dell’Umbria che del volume di Verdenelli ha firmato la prefazione, il produttore cinematografico Gioele Centanni che fece parte della segreteria particolare di Mattei.

MatteiVerdenelliFelicioliStraordinaria, quanto inedita, piena di sentimento e commozione, la testimonianza della settempedana Silvia Dari Mattiacci che, durante la Resistenza, ospitò nella sua casa, nelle campagne settempedane, il futuro presidente dell’Eni che si era arruolato fra i partigiani sottraendolo, di fatto, alle conseguenze dei rastrellamenti dei nazi-fascisti. A catalizzare l’attenzione del pubblico anche il racconto del produttore Gioele Centanni: “Mattei un bel giorno chiamò in segreteria – ha ricordato questi insieme a una serie di aneddoti – per dirci che dovevamo assumere all’Eni solo marchigiani. I romani, venuti a conoscenza di questa disposizione del presidente, si trasferirono allora tutti a Visso. Ma Mattei, dopo qualche giorno, richiamò per dirci che avremo dovuto assumere non solo persone residenti ma anche nate nelle Marche”. Da Centanni è arrivata poi una proposta: “I film che fino ad oggi ci hanno fatto vedere al cinema e in tv non raccontano il vero Mattei. Allora io dico: facciamo una fiction qui, nelle Marche, su uno dei marchigiani più noti nel mondo”.

CentanniVerdenelliFelicioliGregori

 


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