Tubaldi lascia la presidenza di Radio Erre: “Costretto da Bordoni”

RECANATI - L'amarezza di uno dei fondatori dell'emittente che ha fatto ricorso al Giudice del Lavoro: "Il direttore generale dell’Area Vasta 3 ha considerato la mia posizione di dipendente dell’ospedale incompatibile con il ruolo che ricopro in radio"
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Asterio Tubaldi

Asterio Tubaldi

E’ stato costretto a rinunciare alla carica di presidente della Cooperativa che guida con passione dal lontano 1979, per evitare di incappare in provvedimenti disciplinari da parte del suo datore di lavoro a cui non è piaciuta la realizzazione di un servizio giornalistico pubblicato su internet. Accade a Recanati e vede protagonista Asterio Tubaldi, uno tra i principali fondatori dell’emittente Radio Erre che da oltre trent’anni trasmette i suoi programmi sugli 89.1. A portare a galla la vicenda è ormai l’ex presidente della Società Cooperativa, che ricostruisce la storia e annuncia di aver fatto ricorso al Giudice del Lavoro per far valere i suoi diritti.

“Dopo 33 anni – scrive Asterio Tubaldi – lascio la carica di presidente della società cooperativa Radio Erre. Sono stato costretto a fare questo passo sotto la minaccia di provvedimenti disciplinari, da parte di Enrico Bordoni, direttore generale dell’Area Vasta 3, che ha considerato la mia posizione di dipendente dell’ospedale recanatese, con ruolo di tecnico di laboratorio analisi, incompatibile con quella di Presidente della cooperativa Radio Erre. Tutto è partito da un breve filmato, della durata di un minuto e dal titolo “Morte del dipartimento materno infantile”, posto sul sito internet di Radio Erre nell’aprile scorso con il quale si documentava il triste trasloco dei reparti di ostetricia e di pediatria del S. Lucia all’ospedale di Civitanova e la conseguente chiusura del servizio. Filmato non gradito, che ha scatenato la dura reazione nei miei confronti. Per non incorrere in misure disciplinari, pur ritenendo ingiusto il provvedimento assunto, ho dovuto rimettere il mandato di presidente della cooperativa, incarico che ora è passato nelle mani della brava Maria Magi, socia volontaria da parecchi anni ed  instancabile lavoratrice. Ringrazio anche il consiglio di amministrazione che mi ha voluto manifestare tutta la sua solidarietà, contribuendo economicamente al ricorso da me presentato al Giudice del lavoro contro il provvedimento dell’Area Vasta 3 di diniego dell’autorizzazione a ricoprire la carica di presidente. La prima udienza è stata fissata il 12 dicembre del 2013. Questa triste quanto grave vicenda ha rafforzato in me il convincimento di proseguire l’impegno radiofonico, ancora con maggiore lena, rivendicando il diritto di esprimere liberamente il mio pensiero, piaccia o non piaccia ai lor signori”.



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