Scienza e teatro, binomio vincente con “Il volto della Terra”
La rappresentazione teatrale della Compagnia del Silfio
di Walter Cortella
Quando si dice il caso! Mi trovavo in Sicilia a godermi la fresca brezza di Capo Passero, capace di stemperare il caldo torrido di questa estate, quando sulla stampa locale è apparsa la notizia che a giorni una compagnia teatrale marchigiana si sarebbe esibita in due località siciliane, Modica e Morgantina. Si trattava della Compagnia del Silfio, una formazione professionistica della quale avevo sentito parlare ma che non avevo mai visto all’opera. L’occasione mi è parsa subito imperdibile e quindi mi sono recato nel paese natale di Salvatore Quasimodo, a pochi chilometri da Pachino, località della mia vacanza, per assistere allo spettacolo Eratostene – Il volto della Terra, messo in scena in un luogo di grande suggestione, una vecchia cava di pietra ormai in disuso, trasformata in teatro, con vista mozzafiato sul caratteristico centro storico di Modica, mollemente adagiata sul fondovalle e sulla collina di fronte.
Il volto della Terra è un pregevole atto unico che rievoca le importanti scoperte fatte dall’astronomo di Cirene, vissuto nel III secolo a.C. Ne sono autori Michela Costanzi e Fabio Pallotta, due studiosi marchigiani che normalmente svolgono attività di ricercatori universitari in campagne archeologiche in Libia. Grazie a loro, la vicenda di Eratostene sale agli onori della scena e diventa una elegante e raffinata pièce teatrale di notevole spessore artistico e di grande valenza culturale. C’è un illustre precedente: già sul finire degli anni ’30 Bertolt Brecht mise in scena Vita di Galileo, un possente dramma ancora oggi molto rappresentato. Altri autori hanno seguito le sue orme e il duo Costanzi-Pallotta è solo l’ultimo, in ordine di tempo. Il loro testo, basato su documenti conosciuti da tempo, è arricchito dai dialoghi tra Eratostene e due nostri «contemporanei». Il linguaggio, mai ostico, lascia invece intravvedere spesso la delicata vena poetica degli autori. Lo spettatore rispolvera alcune nozioni di geografia astronomica imparate a scuola tanti anni fa e ormai quasi dimenticate. E così, il mondo della scienza, ritenuto da molti uno dei più aridi e privi di fantasia, si apre a soggetti che per qualche ragione lo frequentano poco. A Eratostene, tanto per fare il punto, si deve la prima misurazione della circonferenza della Terra ottenuta sulla base di una «semplice» osservazione, eseguita con i mezzi dell’epoca e senza neanche spostarsi dai luoghi abituali. A lui si deve, inoltre, la determinazione dell’esatto angolo di inclinazione dell’asse terrestre, l’«obliquità», responsabile dell’alternarsi delle stagioni e della diversa durata del dì e della notte. Con questo testo, nel quale la ricerca storico-scientifica viene interpretata poeticamente col prezioso supporto della musica, gli autori svolgono una meritoria attività divulgativa. L’opera, infatti, è stata più volte rappresentata a beneficio degli studenti delle scuole superiori della nostra regione, oltre che nei teatri di Camerino, Macerata, Urbisaglia e Falerone.
In terra di Sicilia il loro Eratostene è stato presentato in forma di lettura poiché Andrea Dezi, l’attore che normalmente indossa i panni del filosofo-astronomo, è attualmente impegnato in tournée con il suo Dom Juan, di cui il nostro giornale si è recentemente interessato (leggi l’articolo). Il ruolo di lettore è stato assunto per l’occasione da Diego Dezi, che ha curato anche la pregevole regia dello spettacolo. La cantante civitanovese Serena Abrami, in veste di corifèa, ha eseguito alcuni suggestivi e impegnativi canti in lingua greca, accompagnata alla chitarra dal «musico» maceratese Nazzareno Zacconi, autore dei brani. Poesia, canto, musica e anche danza. Non c’è che dire, Eratostene non si fa mancare proprio nulla! Infatti, il ballerino Roberto Lori ha interpretato alcune sue pregevoli ed eleganti coreografie, ricche di «figure» plastiche, mentre sul fondale naturale di pietra tufica venivano proiettate le suggestive immagini a corredo del testo. Alla consolle, un tecnico d’eccezione, lo stesso Fabio Pallotta. La scenografia è di Sauro Cecchi. Allo spettacolo, in verità poco pubblicizzato, hanno assistito pochi ma qualificati spettatori, richiamati dalla singolarità e dalla novità del soggetto teatrale. Ma con il loro caloroso applauso hanno sottolineato il sincero apprezzamento per l’opera e per la performance del gruppo. La Compagnia del Silfio ha replicato lo spettacolo, allestito con il patrocinio delle Università di Camerino e di Macerata, qualche giorno dopo nel teatro greco di Morgantina, nei pressi di Aidone, in provincia di Enna, dove ha avuto l’onore di aprire la stagione delle rappresentazioni classiche alla presenza, questa volta, di un foltissimo pubblico. Dopo il successo ottenuto in terra di Sicilia, Eratostene – Il volto della Terra si accinge ad affrontare la prossima stagione teatrale. In bocca al lupo, Compagnia del Silfio!


